Animali benedetti a Rabat

Due maialini, nati sabato 11 gennaio 2020, sono stati benedetti la domenica mattina, mentre si univano a una processione di animali come parte importante nella Festa di Sant’Antonio Abate a Rabat. La festa è celebrata dalla comunità agostiniana ed è la più antica in cui gli animali sono benedetti. Bambini, proprietari di animali domestici e agricoltori si sono radunati in Piazza Sant’Agostino mentre il provinciale agostiniano, padre Leslie Gatt OSA, ha benedetto gli animali. Cavalli, un gatto, molti cani, un anatroccolo, un piccione solitario e un alpaca facevano parte della varietà di animali che sfilavano lungo la stradina che porta alla piazza. La celebrazione è iniziata con la messa ed è stata seguita da una processione con la statua di Sant’Antonio Abate, il protettore degli animali. La processione è stata accompagnata dal Gruppo musicale L’Isle Adam di Rabat. Due ufficiali di Polizia a cavallo hanno aperto la cerimonia di benedizione, seguiti da bambini entusiasti e adulti che presentavano i loro amici animali per essere benedetti. I proprietari di cavalli si assicurarono che i loro animali fossero adornati per l’occasione.

La festa può risalire ai tempi dei Cavalieri, quando il Gran Maestro dell’Ordine di San Giovanni inviò i suoi cavalli nella piazza della stessa Chiesa nella Festa di Sant’Antonio, proprio per essere benedetti. Oggi, le persone portano tutti i tipi di animali domestici, da quelli più comuni come gatti, cani, conigli e uccelli a quelli più insoliti, compresi i rettili. Anche i cavalli della cavalleria della polizia sono benedetti in questa occasione. La Chiesa di San Marco appartiene ai Frati Agostiniani ed è una delle chiese conventuali più antiche di Rabat. I piani per la chiesa furono elaborati da Girolamo Cassar, l’architetto di La Valletta. In effetti, essa può essere considerata come un prototipo della Concattedrale di San Giovanni a La Valletta. Il priorato è attribuito ad Andrea Belli e ha una sorprendente somiglianza con l’Auberge de Castille. La chiesa e il convento furono completati nel 1588.

Questa bellissima occasione mi ha fatto ricordare la messa, celebrata dal cardinale Angelo Comastri per la memoria di Sant’Antonio abate nella Basilica di San Pietro con i rappresentati degli allevatori e degli agricoltori nel 17 gennaio 2019. Durante la sua omelia, il vicario del Papa per la Città del Vaticano disse: “Permettetemi un fraterno saluto a tutti i consiglieri ecclesiastici che vengono da tutta Italia e che seguono passo passo la vita della vostra associazione, la vita di voi che siete forse la parte più bella e più pulita dell’Italia. Abbiamo messo qui accanto all’altare una statuina di Sant’Antonio Abate della metà del 1500 e, da allora, passa ogni anno di casa in casa, e le famiglie si radunano e pregano. Questo è un segno che la vita contadina, la vita a contatto con la fatica di ogni giorno, è la vita più sana, ed è più vicina a Dio. E quando le persone, le famiglie, sono vicine a Dio, non devono temere nulla. I suoi contemporanei potenti, pensate a Diocleziano, che sembrava il padrone del mondo, sono dimenticati. Invece, Sant’Antonio è ricordato e benedetto, perché chi si aggrappa a Dio attraversa il tempo e non invecchia… [Sant’Antonio] ha capito che Dio è l’unica vera ricchezza della vita, e ha capito che Dio ci è venuto incontro in Gesù, [che con la sua mano tesa] ci tira fuori dalla cattiveria”.

di Fra Mario Attard

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