Malta – Il Ministero dell’Istruzione Pubblica collabora con il Centro della Memoria dell’Olocausto

Il Ministero dell’Educazione ha stipulato un protocollo d’intesa con Yad Vashem, il Centro mondiale della memoria dell’Olocausto, sull’insegnamento delle materie legate all’Olocausto. L’annuncio è stato fatto dal ministro della Pubblica Istruzione, Owen Bonnici, in un discorso al Memoriale dell’Olocausto al Palazzo del Presidente, mercoledì 5 febbraio alla mattina. Attraverso questo, vogliamo continuare a sviluppare una consapevolezza del valore del pluralismo e un’accettazione della diversità, ha affermato il dott. Bonnici. Solo cinque persone su 10 nell’UE pensano che l’Olocausto sia sufficientemente istruito attraverso le nostre scuole, ha aggiunto. Dobbiamo educare gli studenti contro ogni forma di discriminazione. Il dott. Bonnici ha sottolineato che la Giornata della Memoria dell’Olocausto segna un momento significativo della storia mondiale, non solo per le vittime e i sopravvissuti di questi tragici eventi, ma anche per l’umanità. Ha detto: “Abbiamo l’obbligo di non dimenticare questi eventi, poiché servono come promemoria e come lezione che la storia ci insegna”.

Il Presidente George Vella ha anche sottolineato il ruolo dell’educazione e del ricordo di tali eventi per evitare che tali atrocità si ripetano in futuro. Più ci allontaniamo dagli anni dell’Olocausto, più facile sarà dimenticare come riconoscere i segni e gli eventi che hanno portato a questo episodio oscuro nel genere umano che stiamo commemorando oggi, ha detto il Capo dello Stato. Il leader della comunità ebraica a Malta, Israel Ohayon, ha aggiunto che tutti dovevano fare il massimo sforzo per sradicare gli incomprensibili atti malvagi che hanno portato all’Olocausto. “Vediamo insegne naziste spruzzate sulle pareti di Città e villaggi, un fenomeno che, purtroppo, sta prendendo piede a Malta –ha detto Ohayon –. Con l’educazione e l’apprendimento seminiamo i semi dell’amorevole gentilezza, rispetto e convivenza. Il leader della comunità ebraica ha sottolineato che, nel corso degli anni, l’umanità non ha imparato dagli eventi orrendi dell’Olocausto. La violenza e gli atti di odio come il crimine d’odio e il discorso d’odio sono diventati il nostro flagello contemporaneo. Per questo motivo – ha spiegato Ohayon –, nessuno sforzo deve essere risparmiato per continuare a ricordare le persone che hanno perso la vita nell’Olocausto per impedire che qualcosa del genere accada di nuovo”.

Fa molto senso ricordare la bellissima e penetrantissima riflessione di Papa Francesco fatta nella sua visita al Memoriale di Yad Vashem a Gerusalemme il lunedì 26 maggio 2014: “Adamo, dove sei?” (cfr. Gen. 3,9). Dove sei, uomo? Dove sei finito? In questo luogo, memoriale della Shoah, sentiamo risuonare questa domanda di Dio: “Adamo, dove sei?”. In questa domanda, c’è tutto il dolore del Padre che ha perso il figlio. Il Padre conosceva il rischio della libertà; sapeva che il figlio avrebbe potuto perdersi…, ma forse nemmeno il Padre poteva immaginare una tale caduta, un tale abisso! Quel grido: “Dove sei?”, qui, di fronte alla tragedia incommensurabile dell’Olocausto, risuona come una voce che si perde in un abisso senza fondo. Uomo, chi sei? Non ti riconosco più. Chi sei, uomo? Chi sei diventato? Di quale orrore sei stato capace? Che cosa ti ha fatto cadere così in basso?

Non è la polvere del suolo, da cui sei tratto. La polvere del suolo è cosa buona, opera delle mie mani. Non è l’alito di vita che ho soffiato nelle tue narici. Quel soffio viene da me, è cosa molto buona (cfr. Gen. 2,7). No, questo abisso non può essere solo opera tua, delle tue mani, del tuo cuore… Chi ti ha corrotto? Chi ti ha sfigurato? Chi ti ha contagiato la presunzione di impadronirti del bene e del male? Chi ti ha convinto che eri dio? Non solo hai torturato e ucciso i tuoi fratelli, ma li hai offerti in sacrificio a te stesso, perché ti sei eretto a dio. Oggi torniamo ad ascoltare qui la voce di Dio: “Adamo, dove sei?”. Dal suolo si leva un gemito sommesso: Pietà di noi, Signore! A te, Signore nostro Dio, la giustizia, a noi il disonore sul volto, la vergogna (cfr. Bar. 1,15). Ci è venuto addosso un male quale mai era avvenuto sotto la volta del cielo (cfr. Bar. 2,2). Ora, Signore, ascolta la nostra preghiera, ascolta la nostra supplica, salvaci per la tua misericordia. Salvaci da questa mostruosità.

Signore onnipotente, un’anima nell’angoscia grida verso di te. Ascolta, Signore, abbi pietà! Abbiamo peccato contro di te. Tu regni per sempre (cfr. Bar. 3,1-2). Ricordati di noi nella tua misericordia. Dacci la grazia di vergognarci di ciò che, come uomini, siamo stati capaci di fare, di vergognarci di questa massima idolatria, di aver disprezzato e distrutto la nostra carne, quella che tu impastasti dal fango, quella che tu vivificasti col tuo alito di vita. Mai più, Signore, mai più! “Adamo, dove sei?”. “Eccoci, Signore, con la vergogna di ciò che l’uomo, creato a tua immagine e somiglianza, è stato capace di fare. Ricordati di noi nella tua misericordia”.

di Fra Mario Attard

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