La Madonna del Sabato Santo

In questo giorno di silenzio attivo e non passivo del sabato santo, mi viene in mente la figura della Madre di Dio e nostra Madre Maria. Tra mille pensieri che mi girano in testa sento il dovere, o meglio, la dolce chiamata, di assaggiare nouvamente quello che lo Spirito Santo ci diede tramite la bellissima lettera pastorale del cardinale Carlo Maria Martini proprio nell’anno del grande giubileo del 6 agosto 2000, festa della Trasfigurazione del Signore che ebbe come tema: La Madonna del Sabato Santo. In questa lettera, Maria mi parla e mi dice esattamente chi è Maria. Nel sabato santo, Maria è la donna fedelissima a Dio, anche se soffre la mancanza del suo Figlio e Nostro Signore Gesù. Scrive il Cardinale Martini: “È anche il sabato santo di Maria, vergine fedele, arca dell’alleanza, madre dell’amore. Ella vive il suo sabato santo nelle lacrime, ma insieme nella forza della fede, sostenendo la fragile speranza dei discepoli”. La sua forza di sostenere i discepoli fa di Maria un autentico testimone nella giusta attesa che si compiono le promesse di Dio. Osserva il prelato milanese: “È in questo sabato santo che Maria veglia nell’attesa, custodendo la certezza nella promessa di Dio e la speranza nella potenza che risuscita i morti”.

La sua santissima attesa ci dà il necessario coraggio di ascoltare la parola di Dio per, poi, attuarla nella massima carità. Osserva il grande Martini: “Maria, vergine fedele, ci farà riscoprire il primato dell’iniziativa di Dio e dell’ascolto credente della sua Parola; nella sposa delle nozze messianiche, potremo cogliere il valore della comunione che ci unisce come Chiesa mediante il patto sancito dal sangue di Gesù e approfondiremo la speranza del Regno che deve venire; Maria, madre del Crocifisso, ci condurrà a ripensare la carità per la quale egli si è consegnato alla morte per noi, la carità che è il distintivo del discepolo e da cui nasce la Chiesa dell’amore”. Nel sabato santo, Maria è la maestra della fede che non trema nonostante le avversità che girano in torno a lei. Stupito dalla fede di Maria Martini confessa: “Noi non sappiamo, o Maria, da quale tipo di consolazione profonda sei stata sostenuta nel tuo sabato santo.

Siamo certi, però, che Colui che ti ha gratificata di tali doni in momenti decisivi della tua esistenza ti ha sostenuto anche in quel giorno, in continuità con tutte le grazie precedenti. La forza dello Spirito, presente in te fin dall’inizio, ti ha sorretto nel momento del buio e dell’apparente sconfitta del tuo Gesù. Tu hai ricevuto il dono di poterti fidare fino in fondo del disegno di Dio e ne hai riconosciuto nel tuo intimo la potenza e la gloria. Tu ci insegni, così, a credere anche nelle notti della fede, a celebrare la gloria dell’Altissimo nell’esperienza dell’abbandono, a proclamare il primato di Dio e ad amarlo nei suoi silenzi e nelle apparenti sconfitte. Intercedi per noi, o madre, perché non ci manchi mai quella consolazione della mente che sostiene la nostra fede e fa sì che da un granello di senapa spunti un albero capace di offrire rifugio agli uccelli del cielo” (cf Mt 13,31-32). “O Maria, nel Sabato santo tu ci mostri che sei vermente la Madre della consolazione proprio perchè la tua fede e solida come una roccia incrollabile. Prega per noi, o Virgo fidelis, Vergine credente, e portaci sempre più vicini a Gesù per ascoltarlo ed avere la massima fiducia in Lui. Amen”.

di Fra Mario Attard

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