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	<title>Filo Diretto News</title>
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	<title>Filo Diretto News</title>
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	<item>
		<title>Con l’autunno arrivano gli sbalzi d’umore</title>
		<link>https://www.filodirettonews.it/magazine/salute-e-benessere/2026/09/24/con-lautunno-arrivano-gli-sbalzi-dumore/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Sep 2026 13:22:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute e Benessere]]></category>
		<category><![CDATA[umore]]></category>
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					<description><![CDATA[L’autunno porta con sé tutta una serie di cambiamenti: si ricomincia a lavorare, il clima si fa di giorno in giorno più rigido e <a class="mh-excerpt-more" href="https://www.filodirettonews.it/magazine/salute-e-benessere/2026/09/24/con-lautunno-arrivano-gli-sbalzi-dumore/" title="Con l’autunno arrivano gli sbalzi d’umore">...</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>L’autunno porta con sé tutta una serie di cambiamenti:</strong> si ricomincia a lavorare, il clima si fa di giorno in giorno più rigido e può capitare di sentirsi ‘spossati’. Alcune persone potrebbero subire dei veri e propri sbalzi d’umore, in questa stagione. Perché succede? E come possiamo contrastare questa tendenza? Ne parliamo con il dottor Francesco Cuniberti, specialista del Centro per i disturbi d’ansia e di panico di Humanitas San Pio X.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Una
questione, prima di tutto, ormonale</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">“<em>Più che l’autunno, c’è
da dire che i cambi di stagione, in generale, possono diventare momenti critici
per il proprio benessere fisico ed emotivo. L’autunno, poi, è in una posizione ‘spiacevole’:
arriva subito dopo l’estate – il periodo che più attendiamo – legato, quando è
possibile, alle vacanze. L’autunno è caratterizzato dai cosiddetti ‘accorciamenti
di giornata’, con cambiamenti di luce-buio: fa buio presto e questo può
influenzare il nostro corpo e la nostra mente: alcuni studi dimostrano, perfino,
modificazioni nella produzione della serotonina, il neurotrasmettitore del ‘buonumore’
per antonomasia. Nei Paesi del Nord, ad esempio – dove le ore di luce solare
sono inferiori rispetto a quelle presenti in Italia –, è stato dimostrato che,
in autunno, vi sono importanti cambiamenti ormonali. È quasi come andassimo in
letargo come fanno molte specie animali. Questo, però, non avviene e alcuni
possono risentirne a livello di umore ed energia, magari incappando in
difficoltà nel sonno e in un incremento dell’ansia</em>”.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>L’alimentazione
ha il suo ruolo </strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">“<em>Il cambio di stagione
può provocare anche un aumento di peso. Questo dipende sia dal fatto che, molto
semplicemente, in estate con il caldo è comune mangiare meno e, perché no,
perdere qualche chilo, mentre con i primi freddi tendiamo a sentire
maggiormente il bisogno di mangiare cibi ricchi di carboidrati. Il motivo è
sempre lo stesso: i carboidrati e gli zuccheri, in particolare, attivano
circuiti metabolici e ormonali favorendo il benessere. In questo periodo è,
quindi, importante assumere quegli alimenti che fungono da ‘ricostituente’ per
l’organismo, come frutta e verdura di stagione che, con il loro apporto di
fibre, vitamine e sali minerali, aiutano a implementare le nostre difese
immunitarie e a fornire energia utile al nostro corpo e alla nostra mente. Certo
è che, se sentiamo il bisogno di concederci uno snack ogni tanto, non dobbiamo
farne un dramma. È anche giusto ogni tanto ‘coccolarci’, è prendersi cura di
noi stessi, volersi bene. È sufficiente fare un po’ di esercizio fisico in più,
e possiamo mangiare la nostra fetta di torta senza sentirci troppo in colpa</em>”.
</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Si
può ‘guarire’ dagli sbalzi d’umore autunnali? </strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">“<em>Uno dei primi aiuti
viene proprio dal sole. È importante godersi più tempo possibile all’aperto,
respirare aria fresca, fare qualche passeggiata in più, magari e se possibile,
nella natura. Fondamentale anche in casa far entrare più luce possibile. La
vitamina D – prodotta dalla pelle in contatto con il sole – è molto importante
per il buonumore. Inoltre, è un buon momento per dedicare un po’ di tempo a se
stessi, recuperando quegli hobby e quelle attività che ci fanno stare bene,
così da contrastare più efficacemente questi sbalzi d’umore</em>” (Humanitas.it).</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Mal d’orecchio: Può trattarsi di otite</title>
		<link>https://www.filodirettonews.it/magazine/salute-e-benessere/2026/09/24/mal-dorecchio-puo-trattarsi-di-otite/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Sep 2026 10:41:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute e Benessere]]></category>
		<category><![CDATA[mal d'orecchio]]></category>
		<category><![CDATA[otite]]></category>
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					<description><![CDATA[A volte, può capitare di avere mal d’orecchie, magari in concomitanza di un raffreddore o di un’influenza. È molto importante, in questi casi, non <a class="mh-excerpt-more" href="https://www.filodirettonews.it/magazine/salute-e-benessere/2026/09/24/mal-dorecchio-puo-trattarsi-di-otite/" title="Mal d’orecchio: Può trattarsi di otite">...</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>A volte, può capitare di avere mal d’orecchie, magari in concomitanza di un raffreddore o di un’influenza. </strong>È molto importante, in questi casi, non affidarsi al ‘fai da te’, ma di richiedere una visita dallo specialista, poiché il mal d’orecchie potrebbe essere indicativo di un’otite in corso. Ne parla il dottor Federico Leone, Otorinolaringoiatra di Humanitas San Pio X.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Cos’è
l’otite?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">“<em>L’otite è un’infiammazione
a carico dell’orecchio e può essere esterna o media, a seconda della parte del
canale uditivo interessata dall’infiammazione stessa</em>”.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>L’otite
dell’orecchio esterno</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">“<em>L’otite dell’orecchio
esterno è causata, principalmente, da un’infezione da parte di batteri o, in
minor misura, da funghi. Detta anche ‘otite del nuotatore’, è più comune in
estate, grazie anche a clima umido e al contatto frequente con l’acqua. Questa
patologia è caratterizzata da otalgia, ossia il dolore alle orecchie, prurito e
dolore quando si muove la mandibola e, in generale, durante la masticazione. Non
solo: in alcuni casi, l’otite esterna può provocare un abbassamento dell’udito,
una sensazione di ovattamento auricolare, nonché la fuoriuscita di pus dall’orecchio</em>”.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>L’otite
dell’orecchio medio</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">“<em>L’otite dell’orecchio
medio è causata da batteri o da virus. Particolarmente comune nei bambini, è
causata dalla presenza di muco nella cassa timpanica, spesso a seguito di un
raffreddore virale (otite media catarrale). L’infezione può manifestarsi con
autofonia (ossia la sensazione di rimbombo quando si parla) e una sensazione di
ovattamento, fruscii e acufeni. Il catarro accumulato può andare incontro a
sovrainfezione batterica (otite media acuta suppurativa) provocando forte
dolore fino alla perforazione del timpano e otorrea (fuoriuscita di pus dall’orecchio)</em>”.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Prevenire
l’otite</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">“<em>Anche se prevenire al
100% l’otite è impossibile, possiamo però mantenere una serie di comportamenti
che proteggano le nostre orecchie. In particolare, la prima indicazione è quella
di asciugare bene le orecchie, specie appena usciti dall’acqua. Ciò è
importante, soprattutto, per la prevenzione dell’otite esterna. Inoltre, è bene
evitare di provocare traumi alle orecchie, come quelli causati, ad esempio, dai
bastoncini di cotone ed evitare di facilitare l’introduzione di batteri nelle
cavità auricolari, magari inserendo apparecchi acustici non adeguatamente
puliti</em>”.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Curare
l’otite</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">“<em>La terapia medica da
adottare in caso di otite dipende, ovviamente, dal quadro clinico in questione,
e va valutata di caso in caso dallo specialista di riferimento. Per quanto
riguarda l’otite dell’orecchio esterno, lo specialista potrebbe somministrare –
se l’infezione è in fase iniziale – una terapia locale con lavaggi del condotto
uditivo, magari associando gocce ad azione antisettica o antibatterica, a
seconda dei casi. La necessità della visita specialistica dipende anche dal
fatto che, per esempio, alcune sostanze utilizzate nel ‘fai da te’, possono
essere dannose in caso di infezione dell’orecchio medio, soprattutto laddove
fosse presente una perforazione del timpano. In alcuni casi, sarà necessaria la
pulizia del condotto da parte dello specialista per rendere più efficace la
terapia. Alcuni tipi di otite, infine, necessiteranno l’assunzione di antibiotico
per bocca</em>”. (Humanitas.it)</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Li to’ mani</title>
		<link>https://www.filodirettonews.it/cultura-e-societa/poesie/2026/09/24/li-to-mani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Sep 2026 07:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Poesie]]></category>
		<category><![CDATA[poesia li to&#039; mani]]></category>
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					<description><![CDATA[Su’ petali di rosa li to’ mani,quannu tutti i matinim’accarizzi e t’avvicini. Mani di donna,mani di mamma,mani chi dannu luci a li me iorna. <a class="mh-excerpt-more" href="https://www.filodirettonews.it/cultura-e-societa/poesie/2026/09/24/li-to-mani/" title="Li to’ mani">...</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><em>Su’ petali di rosa li to’ mani,</em><br><em>quannu tutti i matini</em><br><em>m’accarizzi e t’avvicini.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Mani di donna,</em><br><em>mani di mamma,</em><br><em>mani chi dannu luci a li me iorna.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Cauddi e picciriddi,</em><br><em>lisci e ciauriusi,</em><br><em>quannu mi li passi n’te capiddi.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Travagghiunu di iornu,</em><br><em>lesti e sicuri</em><br><em>tra pinni, libri e nu quadernu.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Mi parrunu li to’ mani..,</em><br><em>quannu m’i n’zonnu n’to me’ lettu,</em><br><em>si nui semu luntani.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Mani di fimmina priziusa,</em><br><em>bedda, n’triganti e fina,</em><br><em>ma fimmina ardita e curaggiusa!</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Amuri, chi sunnu li tò mani?</em><br><em>Pi mia su’ paradisu</em><br><em>di ieri, oggi e pi dumani..</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Di li to’ mani un gestu,</em><br><em>nu richiamu, nu salutu, nu signali..</em><br><em>e ti raggiungiu lestu!</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Senza paroli, senza di na’ vuci,</em><br><em>unciemu i nostri manu</em><br><em>e ritti, avanzi annamu:</em><br><em>l’amuri ni cunnuci!</em> </p>



<p class="wp-block-paragraph">di <strong>Lillo Centorrino</strong></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>I segreti del mare: Le onde, il sale, il colore, le maree</title>
		<link>https://www.filodirettonews.it/ambiente/2026/09/21/i-segreti-del-mare-le-onde-il-sale-il-colore-le-maree/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Sep 2026 15:22:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[mare]]></category>
		<category><![CDATA[Maree]]></category>
		<category><![CDATA[Onde]]></category>
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					<description><![CDATA[Come mai si formano le onde? L’intensità del vento che soffia in alto mare è più forte di quello che soffia in città e, <a class="mh-excerpt-more" href="https://www.filodirettonews.it/ambiente/2026/09/21/i-segreti-del-mare-le-onde-il-sale-il-colore-le-maree/" title="I segreti del mare: Le onde, il sale, il colore, le maree">...</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Come mai si formano le onde? </strong>L’intensità del vento che soffia in alto mare è più forte di quello che soffia in città e, quindi, riesce a far muovere l’acqua del mare, formando le onde. Più è vasta la superficie dell’acqua, più grandi saranno le onde, ecco perché nei fiumi e nei laghi le onde non sono di minore intensità rispetto a quelle del mare. Altri fattori influiscono sul formarsi delle onde, come per esempio le correnti marine che determinano la circolazione delle acque nei mari a causa della differenza di temperatura e salinità. Le correnti marine possono avere movimenti orizzontali e verticali e, quando s’incontrano, formano le onde. Anche i maremoti e terremoti posso dare origine a gigantesche onde, chiamati “tsunami”.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Come mai il mare è salato? </strong>È esperienza nota che il mare è salato. Ma come mai? I fiumi durante il loro percorso sciolgono una parte di sale presente nelle rocce su cui scorrono, riversandolo nel mare. Il sole fa evaporare l’acqua marina, ma non il sale sciolto in essa, in modo che l’acqua che ricade sotto forma di pioggia o di neve e che va ad alimentare i fiumi non sia più salata. Ecco perché i fiumi sono formati da acqua dolce quando partono dalla sorgente, mentre quando raggiungono il mare hanno con sé trasportato i sali raccolti dal terreno aggiungendoli al quantitativo che già si trova disciolto nell’acqua di mare.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Come mai il mare è blu? </strong>Se raccogliamo l’acqua di mare in un recipiente ci accorgiamo che essa è trasparente. Nonostante ciò, osservando il mare ci accorgiamo che i suoi colori variano dall’azzurro, al blu, al verde. Molti pensano che il colore del mare dipenda dal colore del cielo, ma questo è vero solo in parte. È la trasparenza dell’acqua che determina il colore, facendone penetrare i raggi del sole. Se guardiamo un arcobaleno esso è formato da tanti colori e il blu è quello che penetra, maggiormente, in profondità e che perciò dà il colore al mare diventando blu o violetto quando raggiunge grandi profondità.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Come mai ci sono le maree? </strong>I movimenti delle acque marine determinano le maree, facendo alzare ed abbassare enormi quantità di acqua del mare. Quando il flusso si alza si ha l’alta marea e quando si abbassa avremo la bassa marea. In effetti, le cause delle maree e del loro alternarsi è molto più complessa, tra queste la forza di gravità, con l’azione esercitata sulla Terra dagli altri corpi celesti del sistema solare e, in particolare, dalla Luna che si trova più vicina alla Terra. La Luna influenza, fortemente, i mari, causando un rigonfiamento delle acque sul lato della Terra che sta di fronte alla Luna e sulla parte opposta. La Terra ruotando su se stessa provoca il continuo cambiamento, durante la giornata, dei luoghi in cui viene esercitata l’attrazione lunare. In alcune zone del mondo il dislivello delle maree raggiunge i 20 metri, ma in Italia non arrivano al metro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Articolo e foto di <strong>Salvatore Campolo</strong></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Eric Clapton e la sua devozione alla Madonna</title>
		<link>https://www.filodirettonews.it/cultura-e-societa/2026/09/21/eric-clapton-e-la-sua-devozione-alla-madonna/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Sep 2026 14:22:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura e Società]]></category>
		<category><![CDATA[devozione]]></category>
		<category><![CDATA[eric clapton]]></category>
		<category><![CDATA[madonna]]></category>
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					<description><![CDATA[Eric Clapton, grande chitarrista, nei momenti di disperazione invoca Maria, ‘Spes Nostra’ (‘Speranza Nostra’). Una testimonianza vecchia di quasi vent’anni, da parte di un <a class="mh-excerpt-more" href="https://www.filodirettonews.it/cultura-e-societa/2026/09/21/eric-clapton-e-la-sua-devozione-alla-madonna/" title="Eric Clapton e la sua devozione alla Madonna">...</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Eric Clapton, grande chitarrista, nei momenti di disperazione invoca Maria, </strong>‘<em>Spes Nostra</em>’ <strong>(‘<em>Speranza Nostra</em>’).</strong> Una testimonianza vecchia di quasi vent’anni, da parte di un rocker dei più grandi. “<em>Holy mother, where are you?</em>” (“<em>Santa Madre, dove sei? / Stanotte mi sento spezzato in due / Ho visto le stelle cadere dal cielo / Santa Madre, non riesco a smettere di piangere</em>”). Eric Clapton, si rivolge proprio a Maria di Nazaret, nella poderosa ‘<em>Holy Mother</em>’, una preghiera-canzone davvero bella, soprattutto, nella versione con Pavarotti e un coro gospel. Il rocker la scrisse nel 1986 (insieme a Stephen Bishop) toccato dalla morte di un musicista e amico. Chi non conosce questo musicista, plurivincitore dei Grammy, più volte inserito nella Rock and Roll Hall of Fame, commendatore dell’Ordine dell’Impero Britannico dal 2004. Chi non ha anche solo sentito o fischiettato ‘<em>Tears in</em> <em>Heaven?</em>’, ‘<em>Holy mother, hear my prayer, Somehow I know you’re still there…</em>’ (‘<em>Santa Madre, ascolta la mia preghiera In qualche modo so che sei ancora qui. Oh, ho bisogno del tuo aiuto in questo momento/ Fammi superare questa notte solitaria /Ti prego dimmi quale strada prendere/Per ritrovare me stesso</em>’).</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Clapton confessa: “<em>Mia nonna mi ha insegnato a pregare con le preghiere di una volta. E, ogni tanto, mi ritornano alla bocca, soprattutto nei momenti più difficili</em>”.</strong> Da notare che il cantante, evidentemente, preferisce le preghiere di una volta, dovrebbe far riflettere certuni, ossessionati dalla fregola, di continui cambiamenti. È stato nell’anno 1987 che il musicista ha sofferto la piaga dell’alcoolismo: “<em>Ero completamente disperato&#8230; ho chiesto aiuto. Non sapevo a chi parlare, sapevo solo che non ne potevo più… e, inginocchiandomi, mi sono arreso. Pochi giorni dopo, ho capito che avevo trovato un luogo a cui rivolgermi, un luogo che avevo sempre saputo che era lì, ma a cui non avevo mai veramente voluto credere o di cui pensavo di non aver bisogno. Da quel giorno, non ho mai smesso di pregare al mattino e alla sera, in ginocchio, chiedendo aiuto per esprimere gratitudine per la mia vita e, soprattutto, per il fatto di essere sobrio</em>”. (Clapton: The Autobiography) </p>



<p class="wp-block-paragraph">di <strong>Alfonso Saya</strong></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La causa dei capelli bianchi</title>
		<link>https://www.filodirettonews.it/magazine/salute-e-benessere/2026/09/21/la-causa-dei-capelli-bianchi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Sep 2026 13:22:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute e Benessere]]></category>
		<category><![CDATA[capelli]]></category>
		<category><![CDATA[stress]]></category>
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					<description><![CDATA[Scoprire i primi capelli bianchi preoccupa, soprattutto, le donne che tengono, in modo talvolta ossessivo, al proprio aspetto fisico, all’impegnativo e, non sempre realizzabile, <a class="mh-excerpt-more" href="https://www.filodirettonews.it/magazine/salute-e-benessere/2026/09/21/la-causa-dei-capelli-bianchi/" title="La causa dei capelli bianchi">...</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Scoprire i primi capelli bianchi preoccupa, soprattutto, le donne che tengono, in modo talvolta ossessivo, al proprio aspetto fisico, all’impegnativo e, non sempre realizzabile, gradevole look, disconoscendo, spesso, il fascino di una chioma canuta.</strong> Per conoscere le cause che rendono bianchi i capelli si sono adoperati i ricercatori dell’Università di Bradford (Gran Bretagna), i quali hanno scoperto che responsabile della decolorazione è un processo chimico che mina il capello alla radice e innesca la sua mutazione. Con l’abbassamento del catalasi – un enzima che contrasta l’azione del perossido di ossigeno, meglio conosciuto come acqua ossigenata – si blocca la produzione di melanina e, di conseguenza, i capelli perdono la pigmentazione diventando bianchi. Lo studio pubblicato sulla Rivista “Faseb Journal” smentisce – o quantomeno ne rileva la concausa – alcune leggende metropolitane che addebitano allo stress o ad uno spavento la causa dell’imbiancamento.</p>



<p class="wp-block-paragraph">di <strong>Domenica Timpano</strong></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il mito del cacciatore Orione</title>
		<link>https://www.filodirettonews.it/cultura-e-societa/i-tesori-di-messina/2026/09/21/il-mito-del-cacciatore-orione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Sep 2026 08:20:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[I Tesori di Messina]]></category>
		<category><![CDATA[orione]]></category>
		<category><![CDATA[storia]]></category>
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					<description><![CDATA[A lato del campanile del duomo di Messina sorge il monumentale Fonte Orione, un leggendario eroe, che gli antichi messinesi ritenevano il costruttore del <a class="mh-excerpt-more" href="https://www.filodirettonews.it/cultura-e-societa/i-tesori-di-messina/2026/09/21/il-mito-del-cacciatore-orione/" title="Il mito del cacciatore Orione">...</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>A lato del campanile del duomo di Messina sorge il monumentale Fonte Orione, un leggendario eroe, che gli antichi messinesi ritenevano il costruttore del porto e di altre fabbriche della città. </strong>Lo si diceva venuto al tempo della civiltà Minoica, per sgominare i pirati del Mar dello Stretto, chiamato dal sicano Zanclo, re di questi luoghi, al quale era giunta fama delle sue opere realizzate altrove. La mitologia classica lo presenta sotto diverse versioni. Una di esse racconta che Zeus, per sdebitarsi dell’ospitalità datagli da un povero contadino senza figli, gli suggerì di seppellire nel giardino una pelle di giovenca e di orinarle dentro. Il contadino, pur meravigliato, eseguì e dopo alcuni mesi s’accorse che in quel punto, sotto terra, si muoveva qualcosa. Estrasse la pelle e dentro vi trovò un bambino al quale dette il nome di Orione. Cresciuto in età, Orione divenne un gigante, camminava nel mare, anche, dove era più profondo e con la testa toccava il cielo. Superbo ed orgoglioso, fin da giovanissimo si dedicò alla caccia e divenne un formidabile cacciatore, tanto da voler rivaleggiare con Artemide.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>La dea, forse perché innamorata e tradita, forse perché sfidata e vinta, e, quindi, offesa nella sua suscettibilità, un giorno lo colpì con una freccia e lo uccise.</strong> Il fedele Sirio ululò per giorni accanto al cadavere di Orione, finché Zeus li trasformò entrambi in due stelle del cielo: la prima, tramontando in autunno, annunzia piogge e bufere; la seconda, invece, brilla nitida e sicura nella calura delle notti estive. La scienza astronomica ha dato il suo nome ad una costellazione del cielo australe, a sud del Toro e dei Gemelli. Una seconda versione lo vuole, invece, figlio gigante di Nettuno e di Brilla di Minos, educato da Atlante che ne fece un formidabile cacciatore ed un ottimo navigante. La sua armatura era tutta d’oro e la sua spada era fatta di metallo, così fine che da lontano luccicava come saettante folgore. Nei suoi prolungati periodi di caccia era, sempre, accompagnato da un cane latrante, il fido Sirio, e con esso, per selve e balze, senza mai riposo, inseguiva belve e cervi con astuzia e bravura. Ma Orione ambiva cacciare non soltanto animali. Un giorno, preso da ebbrezza, si diede ad inseguire e a dardeggiare le figlie del suo benemerito educatore Atlante, le sette timide, ma belle sorelle Iadi e, quando queste morirono, la stessa sorte toccò, anche, alle altre loro sette sorelle Pleiadi (Maia, Elettra, Taigete, Asterope, Alcione, Celeno e Merope).</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Allora Zeus, da loro invocato, per sottrarle ai suoi insensati dardi,&nbsp;le tramutò in stelle del cielo. </strong>La scienza astronomica diede i nomi di Iadi e Pleiadi a due ammassi stellari situati nella costellazione del Toro, che, dalla Terra dista solo 500 anni luce. Quando Atlante seppe della tragica morte delle figlie, chiese a Zeus di essere vendicato. Orione, avuto sentore dei guai cui stava per andare incontro, partì in giro per il mondo e, dopo aver molto peregrinato, giunse in Libia e in Egitto, dove imparò la cognizione dei movimenti celesti, per poi divulgarli in ogni luogo. Passato qualche tempo, Atlante si rese reo di aver tentato la scalata al cielo, assieme ad altri Titani. Zeus, perciò, lo punì e lo condannò a sorreggere, con le mani alzate, la volta celeste. Fu, forse, in questo tempo che Orione, sentendosi, ormai, al sicuro, venne in Zancle. Artemide, quando lo vide, se ne innamorò e lo pregò di costruirle un tempio sulle rive del Peloro (dove, ora, c’è la chiesa di Santa Maria delle Grotte). Lo nominò, anche, suo custode ed assistente di quei fidati cacciatori, che, prima di intraprendere una spedizione venatoria, in ore antelucane, si recavano, in quel tempio, per riverire la dea e venerarla.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>La pace tra i due, però, non durò a lungo.&nbsp;Urtatasi con lui, perché vinta al gioco del disco o perché tradita al gioco dell’amore, la dea lo fece mordere da uno scorpione (o lo colpì lei stessa con una freccia avvelenata). </strong>Zeus, commosso per la brutta fine di quel figlio monello, lo mutò in una costellazione del cielo. Ma Orione, anche, da morto, non perse il vizio d’inseguire le figlie di Atlante. E, perciò, noi, in certe notti tranquille, lo vediamo, ancora, inseguire, con la sua viva ed incalzante luce, nel cielo che albeggia, le timide sorelle Pleiadi e Iadi e le costringe a tuffarsi nel mar di ponente. Ma qualunque sia la vera vicenda di questo eroe, la leggenda lo vuole restauratore e costruttore del porto e di molte fabbriche zanclee, sicché i messinesi, a maggior gloria della loro genesi, vollero, anche, ricordarlo nel marmo, per tramandare ai posteri il ricordo della loro semidivina discendenza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">di <strong>Armando Russo</strong></p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" src="https://www.filodirettonews.it/wp-content/uploads/2024/04/NUOVO-BANNER-UNITELMA-5.jpg" alt="" class="wp-image-20488"/></figure>
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			</item>
		<item>
		<title>Il mal di testa da cervicale</title>
		<link>https://www.filodirettonews.it/magazine/salute-e-benessere/2026/09/19/il-mal-di-testa-da-cervicale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 19 Sep 2026 14:44:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute e Benessere]]></category>
		<category><![CDATA[antinfiammatori]]></category>
		<category><![CDATA[cervicale]]></category>
		<category><![CDATA[mal di testa]]></category>
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					<description><![CDATA[Il mal di testa è un disturbo molto comune, può dipendere da numerosi fattori ed essere, a sua volta, sintomo o malattia; in alcuni <a class="mh-excerpt-more" href="https://www.filodirettonews.it/magazine/salute-e-benessere/2026/09/19/il-mal-di-testa-da-cervicale/" title="Il mal di testa da cervicale">...</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il mal di testa è un disturbo molto comune, può dipendere da numerosi fattori ed essere, a sua volta, sintomo o malattia; </strong>in alcuni casi, la colpa del malessere può essere collegata alla cervicalgia, il disturbo muscolo-scheletrico che si concentra, appunto, a livello delle prime vertebre cervicali, colpendo muscoli, nervi, vertebre e in generale la zona del collo. Ma quando questi due disturbi sono collegati? E cosa possiamo fare a riguardo? Lo spiega il dottor Vincenzo Tullo, neurologo di Humanitas.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Cos’è
il mal di testa da cervicale</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">“<em>Con ‘mal di testa’ si indica qualsiasi
dolore localizzato alla testa, di varia intensità: è una condizione medica che
può essere sintomo di malattie cerebrali o di altra natura, come febbre,
stress, otite, sinusite, glaucoma, tumori cerebrali, meningite, ma può anche
essere, contemporaneamente, sintomo e malattia come nel caso dell’emicrania,
della cefalea a grappolo e della cefalea tensiva. Il dolore può essere più o
meno intenso, continuo o intermittente: si può manifestare in modo cronico o
episodico, e magari essere accompagnato da ipersensibilità a luci e suoni,
nausea, vomito. A volte, il mal di testa può dipendere da una patologia della
zona cervicale superiore (prime tre vertebre del collo): traumi come strappi e
contratture, posture scorrette, ernie del disco, artrosi e artriti, fratture,
stress psicofisico sono tutte possibili cause di questo disagio. Anche la
malocclusione delle arcate dentali può essere una causa del dolore cervicale e
del relativo mal di testa: il bruxismo (il digrignare i denti) e, in generale,
il contatto tra le arcate in punti sbagliati possono causare sintomi dolorosi
che, dalla testa si irradiano al collo (e viceversa)</em>”. </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>I
sintomi del mal di testa da cervicale</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">“<em>Il dolore alla cervicale è accompagnato da
un senso di tensione e rigidità al collo, spesso associato a una difficoltà nei
movimenti della testa; è un dolore spesso costante e può anche prolungarsi nel
tempo. Quando raggiunge la testa (solo se la patologia della cervicale riguarda
le prime tre vertebre), si ha una sindrome cervico-cefalica detta cefalea
cervicogenica: il mal di testa si manifesta in zona occipitale, nei lati del
cranio e può raggiungere la fronte. Il dolore può anche raramente proiettarsi alla
lingua, alla gola, all’orecchio. Al di sotto della terza vertebra cervicale, il
dolore non si può irradiare a livello fronto-temporale (al massimo arriva a
livello occipitale) e, quindi, una patologia cervicale sottostante a C3 non può
essere responsabile del mal di testa (ad esempio, il riscontro di un’ernia
discale C5-C6 non ha alcuna correlazione con la cefalea). La cefalea è di
intensità solitamente moderata, spesso, insorge al mattino e può peggiorare
durante la giornata; può interessare un solo lato del cranio o essere diffusa a
tutto il capo. Il dolore può essere persistente, opprimente, pulsante,
prevalente da un lato, esacerbato dai movimenti del collo o da posture viziate
protratte</em>”.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Alcuni
segnali a cui fare attenzione</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">“<em>Il mal di testa potrebbe manifestarsi
tenendo una postura forzata, magari in ufficio, quando il collo rimane
contratto per troppo tempo e le vertebre e le altre strutture muscolo-nervose
della zona cervicale superiore si infiammano. Potrebbe comparire durante l’attività
fisica, specie se si stanno esercitando gli arti superiori. Lo sport non è
quasi mai causa di mal di testa o cervicale, tuttavia, può sollecitare una
muscolatura di per sé contratta, ma ‘silente’, scatenando l’attacco. Nel caso l’individuo
abbia affrontato un incidente, il mal di testa potrebbe manifestarsi a seguito
del trauma cervicale subito (colpo di frusta): può permanere anche mesi o anni
dopo l’incidente stesso. Ciò accade a causa del fatto che, con il trauma, le
vertebre perdono parte della loro stabilità e i muscoli intorno lavorano di più
per ovviare al problema. Da qui, la tensione muscolare può divenire una
contrattura cronica che crea cefalea. Ancora: può capitare di dormire troppo e
di risvegliarsi al mattino con il mal di testa. In questo caso, la zona
cervicale è stata troppo tempo in una posizione rigida e contratta e la cefalea
dipenderà, soprattutto, dalla mancanza di movimento della cervicale stessa. In
caso di cervicalgia, la diagnosi è necessaria per risalire alle cause che hanno
scatenato il dolore al collo e l’eventuale cefalea. Le tecniche diagnostiche
più utilizzate sono: anamnesi ed esame obiettivo del paziente, radiografia,
TAC, Risonanza Magnetica ed elettromiografia</em>”.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Come
combattere il mal di testa da cervicale?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">“<em>La terapia, che dipende dalla causa
responsabile della cervicalgia, può comprendere: fisioterapia, farmaci
antinfiammatori, cortisonici, miorilassanti, neuromodulatori, anestetici
locali, ossigeno-ozonoterapia, agopuntura, terapia gnatologica e, nei casi più
gravi, intervento chirurgico (consigliato, ad esempio, in caso di cervicalgia
dipendente da un’ernia cervicale). La fisioterapia può aiutare sia a correggere
gli eventuali problemi posturali, sia a ripristinare la funzionalità della
parte colpita una volta che si sono risolti i sintomi più acuti. Esercizi di
stretching e di rafforzamento muscolare, e anche massaggi o manipolazioni
eseguite da professionisti possono aiutare a prevenire il ripresentarsi dei
sintomi, ma solo se il dolore non è di origine infiammatoria o non è originato
da artriti o ernie. In questi casi, infatti, i massaggi sono controproducenti
ed è, invece, necessaria una terapia farmacologica-chirurgica</em>”. (<strong>Humanitas.it)</strong></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>I benefici dei legumi</title>
		<link>https://www.filodirettonews.it/magazine/salute-e-benessere/2026/09/14/i-benefici-dei-legumi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Sep 2026 12:55:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute e Benessere]]></category>
		<category><![CDATA[legumi]]></category>
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					<description><![CDATA[I legumi sono, da sempre, alla base dell’alimentazione dei popoli di tutto il Mondo e ogni zona ha il suo cavallo di battaglia: la <a class="mh-excerpt-more" href="https://www.filodirettonews.it/magazine/salute-e-benessere/2026/09/14/i-benefici-dei-legumi/" title="I benefici dei legumi">...</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>I legumi sono, da sempre, alla base dell’alimentazione dei popoli di tutto il Mondo e ogni zona ha il suo cavallo di battaglia: la </strong><em><strong>soia</strong></em><strong> per i giapponesi, i </strong><em><strong>fagioli neri</strong></em><strong> per il Messico e, in Italia, abbiamo parecchie varietà di </strong><em><strong>lenticchie</strong></em><strong>, </strong><em><strong>ceci</strong></em><strong>, </strong><em><strong>piselli</strong></em><strong>.</strong> La dottoressa Elisabetta Macorsini, biologa nutrizionista di Humanitas Mater Domini, ci indica i numerosi benefici. Le generazioni passate erano solite assumere legumi praticamente a ogni pasto. Questo per una serie di motivi: i legumi, prima di tutto, sono economici, si conservano a lungo e, secchi, non perdono le loro importanti proprietà nutritive. Per non parlare del fatto che ne esistono infinite varietà, ricche di sapori diversi: fagioli, lenticchie, soia, ceci, piselli, ne esistono per tutti i gusti. Numerosi studi hanno ampiamente dimostrato come l’assunzione di legumi prevengano obesità, diabete, numerose malattie cardiovascolari.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Proteine
sì, ma senza colesterolo ‘cattivo’</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">“<em>I legumi contengono una grande quantità di fibre, polifenoli, potassio,
sono ricchissimi di proteine, di zinco e ferro. Per fare un paragone, basta
pensare che 100 grammi di ceci contengono 6,2 mg di ferro; una bistecca di
manzo, circa 2,4 mg. Per quanto riguarda il colesterolo, i legumi (che si tratti
di ceci, di cicerchie, di fagioli, di lupini) non ne contengono: una bistecca
di manzo ne contiene 78 mg</em>”.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Ottimi
per chi deve controllare la fame</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">“<em>Tra le caratteristiche principali dei legumi, spicca, sicuramente, il
loro alto contenuto di fibre, che stimola il funzionamento dell’intestino e
aumenta il senso di sazietà. Le fibre, infatti, tendono a dilatarsi all’interno
dello stomaco, occupando spazio. Inoltre, una volta nell’intestino, rinforzano
il microbiota in esso presente, proteggendo l’apparato digerente. Importante,
comunque, è cucinarli con criterio: i loro effetti benefici si mantengono, ma
ovviamente proporli con un soffritto di lardo è diverso dall’utilizzare
scalogno e qualche erba aromatica</em>”. </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>A
tavola con qualche piccola attenzione </strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">“<em>I legumi sono ideali come piatti unici: associati a un cereale e a qualche
verdura, possono fornire i principi nutritivi completi. I legumi, infatti,
contengono una gran quantità di aminoacidi, le unità strutturali che il nostro
organismo utilizza per produrre le proteine. Tuttavia, da soli non contengono
tutti i vari aminoacidi che possono, però, essere complementati proprio dai
cereali. La pasta associata ai legumi diventa, quindi, un pasto dall’apporto
proteico completo, tranquillamente paragonabile a quello della carne senza,
però, alcun grasso di origine animale</em>”.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Quali sono le controindicazioni?</strong> </p>



<p class="wp-block-paragraph">“<em>Non ci sono particolari controindicazioni all’assunzione dei legumi, a parte, ovviamente, in caso di allergie specifiche. Fermentando, alcune componenti delle fibre possono causare la formazione di gas che si traduce in flatulenza, difficile digestione e gonfiore addominale. A tutto questo, però, si può ovviare inserendo i legumi, gradualmente, nella propria dieta, partendo magari da quelli che hanno una buccia meno dura – i piselli, ad esempio – o optando per i legumi decorticati: è nella buccia, infatti, che risiede la maggior parte delle fibre. I legumi decorticati sono anche indicati in caso di sindrome dell’intestino irritabile; in caso si possono lavorare usando il passaverdura, così da poter eliminare le bucce</em>”. (Humanitas.it) </p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Ossitocina è la chiave dell’amore</title>
		<link>https://www.filodirettonews.it/magazine/salute-e-benessere/2026/09/14/ossitocina-e-la-chiave-dellamore/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Sep 2026 12:47:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute e Benessere]]></category>
		<category><![CDATA[amore]]></category>
		<category><![CDATA[innamoramento]]></category>
		<category><![CDATA[ossitocina]]></category>
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					<description><![CDATA[Una questione di chimica. L’amore è anche questo e, in effetti, la chimica (quella vera, fatta di molecole formule), gioca un ruolo fondamentale nell’innamoramento <a class="mh-excerpt-more" href="https://www.filodirettonews.it/magazine/salute-e-benessere/2026/09/14/ossitocina-e-la-chiave-dellamore/" title="Ossitocina è la chiave dell’amore">...</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Una questione di chimica. L’amore è anche questo e, in effetti, la chimica (quella vera, fatta di molecole formule), gioca un ruolo fondamentale nell’innamoramento e nel mantenimento della relazione amorosa.</strong> A ricordarlo, con un post su Instagram nella giornata degli innamorati, San Valentino, è Federchimica con un post sul proprio profilo Instagram. L’attenzione è puntata sull’ossitocina, il cosiddetto ormone dell’amore, di cui l’Associazione che rappresenta circa 1.400 imprese pubblica la formula associandola alla scritta <em>This is love</em>, entrando anche in alcuni dettagli e spiegando che che si tratta di “un ormone peptidico di 9 amminoacidi prodotto dai nuclei ipotalamici sopraottico e paraventricolare e secreto nella neuroipofisi, presente in tutti i mammiferi”. “<em>L’ormone</em> <em>dell’amore</em> – ricorda Federchimica – <em>diminuisce</em> <em>i livelli di stress e ansia e favorisce la lettura delle emozioni altrui, la fiducia, il senso di appartenenza e di attaccamento al partner</em>”. </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Sono tanti gli studi che nel tempo, negli ultimi 10-15 anni in special modo, sono stati svolti sull’ossitocina: </strong>che hanno confermato che questo ormone è quello che cementa anche il primo rapporto importante della vita, quello tra le neomamme e i loro bebè, stimolando anche la produzione di latte, che si sprigiona quando ci teniamo per mano (cosa che facciamo sin da piccoli e che continuiamo a fare da adulti, molto spesso con il partner) e, naturalmente, anche durante un abbraccio e un bacio labbra contro labbra, grazie al quale rilasciamo anche endorfine e dopamina, mentre diminuisce l’ormone dello stress, il cortisolo. A livello più generale e non legato solo ai legami di coppia, l’ossitocina sembra aiutare a essere più estroversi ed empatici verso gli altri. (<strong>Ansa)</strong> </p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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