Si parla poco dell’Acinetobacter Baumannii un killer che continua a mietere vittime

L’Acinetobacter Baumannii è un microrganismo che, negli ultimi tempi, ha assunto sempre più importanza per il rischio che corrono i degenti ricoverati nei reparti di terapia intensiva e rianimazione di contrarlo, senza valide prospettive di guarigione. Presentandosi in modo molto diversificato e multi resistente, è diventato sempre più difficile sconfiggerlo. La sua importanza clinico-epidemiologica cresciuta e la multi resistenza a più classi di antibiotici ne hanno fatto un killer assai pericoloso. L’agente patogeno è responsabile di un flusso di infezione del sangue, del tratto urinario, delle vie respiratorie, in genere. È una delle principali cause di batteriemia, polmonite, associata a ventilazione e meningite. Infezioni attribuite a questo organismo sono state segnalate in tutto il mondo. I fattori di maggior rischio si riscontrano nelle procedure invasive, nella ventilazione meccanica, venosa centrale, nei cateteri urinari, nella degenza in terapia intensiva e nell’uso di antibiotici ad ampio spettro. Gli ultimi due decenni hanno visto un aumento delle infezioni nosocomiali, soprattutto in terapia intensiva, dove i pazienti sono immunodepressi. L’Acinetobacter Baumannii, conosciuto anche come A. complesso Baumannii, Acinetobactercalcoaceticus A. complesso Baumannii, tollera vaste gamme di temperatura, pH e umidità. Sopravvive su superfici asciutte anche 5 mesi. È stato isolato da attrezzature ospedaliere, biancheria da letto, mobili, personale, cateteri di aspirazione, umidificatori, fiale multidose di farmaci, acqua potabile, coperte e trasduttori di pressione arteriosa non correttamente disinfettati. Gli studiosi stanno ricercando la causa della virulenza e resistenza alle cure che si è sviluppata e continua a progredire.

L’ospedale appare – come già detto – l’ambiente più propizio per le infezioni da A. Baumannii, considerato che il microrganismo continua a rimanere vitale su superfici ospedaliere per periodi di tempo prolungati. In ambiente ospedaliero, dunque, si rende necessaria una scrupolosa vigilanza per la pulizia e l’igiene di ambienti e persone. Nonostante la grave situazione che si riscontra a causa di questo microrganismo, sui media l’argomento non viene trattato, se ne parla poco ovunque e le famiglie, quando si trovano faccia a faccia con questo agente infettivo, si trovano impreparate e in grandi difficoltà per mancanza di conoscenze elementari su come evitarlo, come porsi di fronte all’ammalato per non contrarre a loro volta l’infezione, anche se il batterio predilige persone debilitate. Dell’A. Baumannii, abbiamo scritto già tempo fa nel sito e, da allora, siamo venuti a conoscenza di una realtà a dir poco tragica e a contatto con centinaia di persone disperate che hanno chiesto aiuto per conoscere i presidi ospedalieri specializzati e le cure più innovative. A tutti, abbiamo dato una risposta (fornendo qualche numero di telefono), certamente non risolutiva dei gravi problemi evidenziati non essendo abilitati a farlo. Si è ritenuto opportuno riparlarne nella speranza che l’argomento venga preso in considerazione e posto all’attenzione di quanti possono porgere l’aiuto necessario agli ammalati e a quanti li assistono perché non si sentano più soli.

di Domenica Timpano

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