Il tema della luce nella festa della Presentazione di Gesù al Tempio

La festa della Presentazione di Gesù al Tempio di questo anno, così assediato dalla pandemia del Covid-19, mi ha fortemente invitato a fare l’esperienza dell’ape. In poche parole, di volare di fiore in fiore a raccogliere il nettare che poi si trasformerà in miele. E, secondo san Bernardo di Chiaravalle (1090-1153), il santissimo nome di Gesù è miele alla bocca. Il tema della luce è una assai presente nell’ufficio divino della Festa della Presentazione. Infatti, in vari luoghi dell’ufficio divino per la giornata, c’è una forte presenza di questo nettare sparsa da per tutto. Apprezziamo ora il nettare, cioè la riflessione teologica-liturgica, che si trova in vari luoghi dell’ufficio sulla luce, vale a dire: Gesù. L’inno dell’ufficio delle letture ci informa che questa luce e essenzialissima alle nostre menti. Lo è anche per Gerusalemme stessa, che, come ci dice la seconda antifona, è giunta la tua luce, viene su di te la gloria del Signore. Questa luce, che fa alzare e risplendere Gerusalemme, è la vera luce che venne nel mondo. È la luce che risplende dinanzi a tutti, la vera luce, l’abbondanza della luce eterna [che] ha dissipato le tenebre della caligine. Insomma, da queste parole bellissime e piene di amore, tratte dai Discorsi di san Sofronio, vescovo, si capisce che questa luce [è] sfolgorante ed eterna. L’inno delle Lodi ci fa capire che la tua luce [è] immortale.

Inoltre, questa è la luce della fede. L’immortalità e la spiritualità di questa luce sono gli ingredienti che caratterizzano questa luce che illumina le genti ed è la gloria del suo popolo, Israele, come ci dice la terza antifona. Nella parte conclusiva di questo reparto di fiori, esattamente nelle invocazioni, si prega: “O luce delle genti illumina il tuo popolo. Nell’inno dell’Ora Terza, questa luce viene definita come luce di speranza e luce del tuo regno. Poi, nell’inno dell’Ora Sesta, si prega dal profondo del cuore che questa luce si irradi… il mattino. Nell’inno dell’Ora Nona, si piega le ginocchia e si intercede che questa luce irradia la sera”. L’assoluta importanza che è intimamente legata a questa luce si rivela nella lettura breve dal libro di Isaia 49,6 che dice: “Io ti renderò luce delle nazioni perché porti la mia salvezza fino all’estremità della terra. Dunque, l’esistenza di questa luce è missionaria. Nell’inno dei vespri, la luce viene definita come eterna e speranza inestinguibile. Queste forti qualità ci incoraggiano a mettere la nostra speranza in questa luce che ascolta la [nostra] preghiera”. Tramite il cantico che si trova alla lettera di san Paolo ai Colossesi, preghiamo: “Ringraziando con gioia il Padre che ci ha messi in grado di partecipare alla sorte dei santi nella luce” (Col 1,12). È questa luce gloriosa che ci dà la forza a pregarla di nuovo, ed esplicitamente, nelle intercessioni del Vespro. Notiamo che ora la personalità di questa luce viene allo scoperto: “Cristo salvatore, che sei luce per illuminare le genti, illumina coloro che non ti conoscono, perché credano in te, unico Dio vivo e vero”. Nella compieta, che è l’ultimo momento di preghiera della giornata, proprio nell’inno, esce di nuovo questa chiarezza della luce. Si prega: “Gesù, luce da luce, sole senza tramonto, tu rischiari le tenebre nella notte del mondo”.

Mentre nell’altro inno alternativo questa chiarezza su chi è questa luce viene attribuita al Padre: “Dona salute al corpo e fervore allo spirito, la tua luce rischiari le ombre della notte”. Questa festa bellissima e piena di significato si conclude con questa orazione: “Illumina questa notte, o Signore, perché dopo un sonno tranquillo ci risvegliamo alla luce del nuovo giorno, per camminare lieti nel tuo nome. Per Cristo nostro Signore”. La luce da luce, eterna, risplendente, illuminante, sfolgorante e di speranza, che è Gesù stesso, la troviamo anche rappresentata nell’opera d’arte intitolata La presentazione al tempio, dipinta da Elizabeth Wang (1942-2016), nel 2010. In questa opera artistica, fatta su carta ad acquerello, Simeone e Anna contempliamo il Cristo Bambino, il Verbo fatto carne, che viene portato al Tempio. Quel tempio non è solo l’edificio fisico, ma anche il Tempio dei nostri cuori… è lì che viene presentato Cristo, e sta a noi aprire le nostre porte e far entrare la Sua luce radiosa. Questa luce è rappresentata, magnificamente, dalle tonalità di colore giallo nel nostro acquerello di Elizabeth Wang. Giuseppe e Maria stanno portando Gesù anche a noi, sperando che abbracceremo e ameremo il loro Figlio. Non è soltanto un’opportunità isolata. Gesù è lì per essere incontrato ogni giorno della nostra vita e non solo occasionalmente. Seguire Gesù, la vera luce, non è una decisione presa una volta nella vita, ma è una scelta quotidiana. È tramite la sua luce, Lui stesso, che nel vangelo di Giovanni ci dice: “Io sono la luce del mondo; chi segue me, non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita” (Giov 8:12). Il tema della luce nella liturgia delle ore della festa della Presentazione di Gesù al tempio, sicuramente ci dà una bellissima e sanissima teologia che si concretizza in un percorso di vita, su chi è Gesù per noi. Facciamo tantissimo bene se la preghiamo con calma e con un cuore aperto e anche aiutati da un quadro artistico come quello di Elizabeth Wang.

di Fra Mario Attard

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