Ludoteche e parchi gioco: Il 50% a rischio chiusura

La crisi economica portata dal Coronavirus colpisce duramente anche ludoteche e parchi gioco: chiuse ormai da oltre due mesi, queste strutture – che offrono a bambini e genitori intrattenimento, giochi, animazione, baby parking e, in molti casi, anche laboratori e attività educative – rischiano di non risollevarsi dopo l’emergenza. Eppure, potrebbero essere sfruttate proprio per aumentare l’offerta di servizi alle famiglie che, durante l’estate, dovranno fare i conti con le limitazioni ai centri estivi, mentre i genitori riprenderanno a lavorare. A lanciare questa proposta, è il gruppo nazionale Parchi Gioco e Ludoteche Italia, costituitosi nelle ultime settimane per dare voce a una categoria frammentata e dimenticata. Parchi Gioco e Ludoteche Italia è il gruppo nazionale che si è costituito per dare voce a un settore relativamente giovane, ma in continua crescita, che fino a oggi non aveva una rappresentanza. In poche settimane, il gruppo – partito dalla Lombardia con un’ottantina di adesioni – è arrivato a contare 620 membri in tutta Italia, organizzati in rappresentanze regionali. Subito, è partita la campagna di sensibilizzazione sulle difficoltà del settore, insieme alle lettere indirizzate prima al governatore della Lombardia, Fontana, e, poi, al premier Conte e alla ministra Bonetti.

Abbiamo scritto per chiedere, innanzitutto, regole certe, protocolli per la riapertura e interventi di sostegno economico, ma non solo – spiega Castellazzi –, abbiamo lanciato la proposta di assumere un ruolo fondamentale nella realizzazione dei centri estivi: le nostre strutture – da sempre destinate ad accogliere in sicurezza i bambini – possono essere messe a disposizione per questo servizio. Le scuole e gli spazi tradizionali non saranno, sicuramente, sufficienti per ottemperare alla necessità di distanziamento sociale, quindi possiamo affittare i nostri spazi, oppure possiamo organizzare noi direttamente le attività, grazie alle professionalità che sappiamo mettere in campo”.Se, infatti, la Fase 2 prosegue con sempre più italiani che rientrano nei luoghi di lavoro, rimane la questione della chiusura di scuole, asili e spazi che dovrebbero accogliere i bambini, da oltre due mesi chiusi in casa. “Servono soluzioni condivise per dare una risposta alle famiglie e per ripartire tutti insieme – conclude Castellazzi –. Riteniamo che le ludoteche e i parchi gioco rappresentino una risorsa fondamentale e che la collaborazione tra pubblico e privato, in questo ambito, potrà portare un contributo a un graduale ritorno al gioco, alla socialità, in una parola alla normalità, di cui i bambini hanno estremo bisogno”.

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