Caronia – Si attende la schiusa delle uova di una coppia di Aquila reale. Webcam in diretta

Si attende il lieto evento della schiusa delle uova di aquilotti che una coppia di Aquila reale – attraverso il rituale primaverile della ‘danza del cielo’ – ha nidificato nel Parco dei Nebrodi, sulle Rocche del Crasto nel territorio di Alcara Li Fusi, da circa 45 giorni. La nascita dei pulcini – secondo le previsioni – è attesa tra la prima settimana di maggio, ormai conclusa o la seconda e, dunque, a breve, sarà possibile, per gli appassionati amanti della Natura e della Fauna dei Nebrodi, seguire lo stupendo spettacolo attraverso lo strumento del ‘Telerilevamento’ del nido dell’aquila, attraverso il link: https://www.ipcamlive.com/nidoaquila. Grazie, infatti, all’intervento sul sistema di trasmissione – posto in essere dall’Ente Parco nei giorni scorsi – è, nuovamente, possibile osservare in diretta tutto ciò che accade all’interno del nido costruito dalla coppia di Aquila reale, permettendo così a numerosi studiosi e appassionati di animali selvatici di assistere alle scene di vita quotidiana che interessano gli occupanti della singolare abitazione.

L’Aquila reale è un animale molto conosciuto dall’immaginario collettivo, protagonista di tante storie umane, per la sua forza e coraggio, ha una struttura robusta ed è abile nel volo, si pensi che all’apertura delle ali raggiunge gli oltre due metri di lunghezza, è il più grande uccello da preda europea, ma nonostante sia protetto da leggi nazionali e internazionali, la sua specie è in estinzione per via dei predatori e dei cambiamenti migratori. Da decenni, grazie ai risultati positivi conseguiti in tema di riproduzione della specie, il rapace ha trovato idoneità ambientale nell’Area protetta del Parco dei Nebrodi. Tra non molto, dunque, nasceranno i due pulcini che, dopo due mesi circa, diventeranno aquilotti e potranno esercitarsi al volo girando attorno al loro nido, per poi, dopo circa sei mesi dalla nascita, essere liberi e andare via per riprodurre a loro volta.

di Santina Folisi

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