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	<title>chiesa &#8211; Filo Diretto News</title>
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	<title>chiesa &#8211; Filo Diretto News</title>
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	<item>
		<title>L’opera della Chiesa nel terremoto del 1908</title>
		<link>https://www.filodirettonews.it/cultura-e-societa/2025/01/20/lopera-della-chiesa-nel-terremoto-del-1908-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Jan 2025 14:20:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura e Società]]></category>
		<category><![CDATA[chiesa]]></category>
		<category><![CDATA[mons. Ignazio Cannavò]]></category>
		<category><![CDATA[terremoto]]></category>
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					<description><![CDATA[L’indimenticabile arcivescovo mons. Ignazio Cannavò ha scritto un luminoso, prezioso saggio, sull’opera della Chiesa nel terremoto del 28 dicembre 1908.&#160;L’indimenticato presule, con ricca documentazione, <a class="mh-excerpt-more" href="https://www.filodirettonews.it/cultura-e-societa/2025/01/20/lopera-della-chiesa-nel-terremoto-del-1908-2/" title="L’opera della Chiesa nel terremoto del 1908">...</a>]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph"><strong>L’indimenticabile arcivescovo mons. Ignazio Cannavò ha scritto un luminoso, prezioso saggio, sull’opera della Chiesa nel terremoto del 28 dicembre 1908.</strong>&nbsp;L’indimenticato presule, con ricca documentazione, ricorda i protagonisti di quest’opera incontestabile. Smentisce con il resoconto dei fatti, i detrattori ed i calunniatori, gli anti-clericali che hanno accusato la Chiesa di inerzia, e con sfacciata velenosità di non aver fatto nulla per soccorrere i terremotati. L’accusa venne, addirittura, dal ministro della Marina, l’on. Mirabello. Quest’accusa suscitò sdegno e forti proteste e fu rintuzzata punto per punto, dalla Stampa cattolica, specialmente, dalla “Civiltà Cattolica”, che ha reso onore alla Verità, affermando che gli uomini di Chiesa non furono da meno degli altri.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Fra tutti, campeggia l’arcivescovo D’Arrigo, ritto, impietrito, imperterrito, fra mucchi di mine e di stragi.</strong>&nbsp;Eppure, su questo grande arcivescovo, autentico eroe messinese, che non volle muoversi dal Palazzo Arcivescovile, che ha salvato Messina dalla distruzione totale, proposta dal generale Mazza, ed è risorta per merito suo, si è buttata un’ombra infamante. In un articolo, difatti, sull’on. Micheli, un deputato cattolico è entrato, purtroppo, nel dimenticatoio, mentre dovrebbe essere ricordato dai messinesi, perché è stato uno dei protagonisti laici, insieme ad Attilio Salvatore, dell’Opera della Chiesa.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Ebbene, in quest’articolo a dire il meno diffamatorio, s’ironizza sull’on. Micheli, definendolo “il buon deputato clericale”&nbsp;</strong>e sull’arcivescovo, affermando, con la consueta falsità, che “il degno prelato” nelle ore della tragedia, nessuno incontrò, nessuno vide, ma che poi, è giunto a tempo, per farsi fotografare, con un gruppetto di bambini sostenuti dalla carità altrui. Ben altri sono i personaggi adusi a tali infamità, non certo questo gigante della chiesa mamertina, alle cui orecchie non possono neanche giungere le bassezze settarie di questi nani morali. Un altro grande protagonista della Carità è stato Sant’Annibale Maria Di Francia. Il compianto mons. Cannavò mette, giustamente, in risalto nel suo prezioso&nbsp;<em>Saggio</em>, l’<em>Opera</em>&nbsp;<em>del Vescovo di Acireale</em>, mons. Arista, il primo vescovo che giunse a Messina, subito dopo il cataclisma, per portare il suo conforto all’arcivescovo D’Arrigo, che trovò in lacrime e stanco e fece la spola e si prodigò, veramente.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Memorabile la sua lettera pastorale in cui esortava i Fedeli a trarre profitto spirituale dalle sofferenze che Dio aveva permesso con il terremoto</strong>, per convertirsi ad una vita cristiana autentica. Parole troppo dure per le molli orecchie dell’uomo contemporaneo, abituato a puntare il dito accusatorio contro il Signore. Un altro grande protagonista è stato San Luigi Orione, “il folle di Dio”, il Padre dei terremotati, “il suo cuore si mosse, subito, a misericordia” pensando alle sofferenza dei superstiti, specialmente, dei bambini orfani. Arrivò a Messina e iniziò la sua Opera nel 1909, nominato vicario generale, ha lasciato un’orma indelebile.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Molto interessante il capitolo quinto del Saggio, non c’è dubbio che il terremoto è stato l’epilogo di una campagna di odio, di persecuzione contro la Chiesa</strong>, per mezzo della Stampa, come il giornale, il cui nome è tutto dire, il “Lucifero” che portava, per sottotitolo i versi dell’<em>“Inno</em>&nbsp;<em>a Satana”</em>&nbsp;del Carducci, ed&nbsp;<em>“Il Mefistofele”</em>, altro campione editoriale di irreligione, che riportava una poesia satirica in cui si tirava in ballo Gesù Bambino. Questa poesia termina con questi versi che sono una sfida blasfema prima ancora che contro Dio, contro l’uomo: “Tu che sai, non sei ignoto/ manda a tutti un terremoto!”. Due giorni dopo, ci fu il terremoto. Con Dio non si scherza, ha scritto l’insospettabile quanto a simpatie cattoliche, “The Times” di Londra.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Padre Caudo, un altro protagonista, grande latinista e grecista, direttore della “Scintilla” che fu un Foglio di battaglia e di avanguardia che contrastò la canea antistiana</strong>, cui assestò duri e formidabili colpi, ha dichiarato che il terremoto fu un tremendo castigo di Dio! Anche Sant’Annibale Maria Di Francia, attraverso il suo Foglio “Dio e il Prossimo” non meno battagliero, ha dato tale giudizio, anzi l’ha previsto. Difatti, dal pergamo della nostra Cattedrale, era Lui Canonico, l’ha annunziato chiaramente, il 16/11/1905: “Il Signore mi ha scelto per prepararvi allo scoppio della folgore divina, su questa peccatrice città”. Ha invocato il Signore il grande Santo e gli ha offerto il sacrificio della sua vita: “Ah, potesse, o Signore, bastarvi il sacrificio della mia vita, perché questa città sia salva!”. Ha, poi, affermato: “Ninive non fu distrutta perchè fece penitenza, Messina non la fa, ciò vuol dire che per la città, non vi è scampo e il castigo è imminente!”. Non c’è da discutere, dopo queste profetiche parole del nostro grande Santo! Tutti i mali, del resto, afferma il “Buon Pastore”, mons. Cannavò, sono, in fondo, castighi di Dio per le colpe ed i peccati degli uomini.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Sul problema del male, il compianto arcivescovo ha scritto pagine ricche di sapienza teologica. È da meditare il prezioso Saggio&#8230; </strong>Lo chiude, il venerato presule, come un suggello. Con l’esortazione del grande arcivescovo mons. Paino, che ha proseguito l’Opera di mons. D’Arrigo, ed è stato definito “Il Muratore di Cristo”, perché ha fatto risorgere la nostra Città dalle macerie: “Dilettissimi figli, mettete da parte le divisioni ed i personalismi e stringetevi, sotto il Manto della nostra Protettrice, la Madonna della Lettera, in un cuore solo e un’anima sola!”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">di <strong>Alfonso Saya</strong></p>
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		<title>L’opera della Chiesa nel terremoto del 1908</title>
		<link>https://www.filodirettonews.it/notizie/messina/2024/11/04/lopera-della-chiesa-nel-terremoto-del-1908/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Nov 2024 08:57:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Messina]]></category>
		<category><![CDATA[chiesa]]></category>
		<category><![CDATA[ignazio cannavò]]></category>
		<category><![CDATA[saggio]]></category>
		<category><![CDATA[terremoto messina]]></category>
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					<description><![CDATA[L’indimenticabile arcivescovo mons. Ignazio Cannavò ha scritto un luminoso, prezioso saggio, sull’opera della Chiesa nel terremoto del 28 dicembre 1908.&#160;L’indimenticato presule, con ricca documentazione, <a class="mh-excerpt-more" href="https://www.filodirettonews.it/notizie/messina/2024/11/04/lopera-della-chiesa-nel-terremoto-del-1908/" title="L’opera della Chiesa nel terremoto del 1908">...</a>]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph"><strong>L’indimenticabile arcivescovo mons. Ignazio Cannavò ha scritto un luminoso, prezioso saggio, sull’opera della Chiesa nel terremoto del 28 dicembre 1908.</strong>&nbsp;L’indimenticato presule, con ricca documentazione, ricorda i protagonisti di quest’opera incontestabile. Smentisce con il resoconto dei fatti, i detrattori ed i calunniatori, gli anti-clericali che hanno accusato la Chiesa di inerzia, e con sfacciata velenosità di non aver fatto nulla per soccorrere i terremotati. L’accusa venne, addirittura, dal ministro della Marina, l’on. Mirabello. Quest’accusa suscitò sdegno e forti proteste e fu rintuzzata punto per punto, dalla Stampa cattolica, specialmente, dalla “Civiltà Cattolica”, che ha reso onore alla Verità, affermando che gli uomini di Chiesa non furono da meno degli altri.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Fra tutti, campeggia l’arcivescovo D’Arrigo, ritto, impietrito, imperterrito, fra mucchi di mine e di stragi.</strong>&nbsp;Eppure, su questo grande arcivescovo, autentico eroe messinese, che non volle muoversi dal Palazzo Arcivescovile, che ha salvato Messina dalla distruzione totale, proposta dal generale Mazza, ed è risorta per merito suo, si è buttata un’ombra infamante. In un articolo, difatti, sull’on. Micheli, un deputato cattolico è entrato, purtroppo, nel dimenticatoio, mentre dovrebbe essere ricordato dai messinesi, perché è stato uno dei protagonisti laici, insieme ad Attilio Salvatore, dell’Opera della Chiesa.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Ebbene, in quest’articolo a dire il meno diffamatorio, s’ironizza sull’on. Micheli, definendolo “il buon deputato clericale”&nbsp;</strong>e sull’arcivescovo, affermando, con la consueta falsità, che “il degno prelato” nelle ore della tragedia, nessuno incontrò, nessuno vide, ma che poi, è giunto a tempo, per farsi fotografare, con un gruppetto di bambini sostenuti dalla carità altrui. Ben altri sono i personaggi adusi a tali infamità, non certo questo gigante della chiesa mamertina, alle cui orecchie non possono neanche giungere le bassezze settarie di questi nani morali. Un altro grande protagonista della Carità è stato Sant’Annibale Maria Di Francia. Il compianto mons. Cannavò mette, giustamente, in risalto nel suo prezioso&nbsp;<em>Saggio</em>, l’<em>Opera</em>&nbsp;<em>del Vescovo di Acireale</em>, mons. Arista, il primo vescovo che giunse a Messina, subito dopo il cataclisma, per portare il suo conforto all’arcivescovo D’Arrigo, che trovò in lacrime e stanco e fece la spola e si prodigò, veramente.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Memorabile la sua lettera pastorale in cui esortava i Fedeli a trarre profitto spirituale dalle sofferenze che Dio aveva permesso con il terremoto</strong>, per convertirsi ad una vita cristiana autentica. Parole troppo dure per le molli orecchie dell’uomo contemporaneo, abituato a puntare il dito accusatorio contro il Signore. Un altro grande protagonista è stato San Luigi Orione, “il folle di Dio”, il Padre dei terremotati, “il suo cuore si mosse, subito, a misericordia” pensando alle sofferenza dei superstiti, specialmente, dei bambini orfani. Arrivò a Messina e iniziò la sua Opera nel 1909, nominato vicario generale, ha lasciato un’orma indelebile.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Molto interessante il capitolo quinto del Saggio, non c’è dubbio che il terremoto è stato l’epilogo di una campagna di odio, di persecuzione contro la Chiesa</strong>, per mezzo della Stampa, come il giornale, il cui nome è tutto dire, il “Lucifero” che portava, per sottotitolo i versi dell’<em>“Inno</em>&nbsp;<em>a Satana”</em>&nbsp;del Carducci, ed&nbsp;<em>“Il Mefistofele”</em>, altro campione editoriale di irreligione, che riportava una poesia satirica in cui si tirava in ballo Gesù Bambino. Questa poesia termina con questi versi che sono una sfida blasfema prima ancora che contro Dio, contro l’uomo: “Tu che sai, non sei ignoto/ manda a tutti un terremoto!”. Due giorni dopo, ci fu il terremoto. Con Dio non si scherza, ha scritto l’insospettabile quanto a simpatie cattoliche, “The Times” di Londra.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Padre Caudo, un altro protagonista, grande latinista e grecista, direttore della “Scintilla” che fu un Foglio di battaglia e di avanguardia che contrastò la canea antistiana</strong>, cui assestò duri e formidabili colpi, ha dichiarato che il terremoto fu un tremendo castigo di Dio! Anche Sant’Annibale Maria Di Francia, attraverso il suo Foglio “Dio e il Prossimo” non meno battagliero, ha dato tale giudizio, anzi l’ha previsto. Difatti, dal pergamo della nostra Cattedrale, era Lui Canonico, l’ha annunziato chiaramente, il 16/11/1905: “Il Signore mi ha scelto per prepararvi allo scoppio della folgore divina, su questa peccatrice città”. Ha invocato il Signore il grande Santo e gli ha offerto il sacrificio della sua vita: “Ah, potesse, o Signore, bastarvi il sacrificio della mia vita, perché questa città sia salva!”. Ha, poi, affermato: “Ninive non fu distrutta perchè fece penitenza, Messina non la fa, ciò vuol dire che per la città, non vi è scampo e il castigo è imminente!”. Non c’è da discutere, dopo queste profetiche parole del nostro grande Santo! Tutti i mali, del resto, afferma il “Buon Pastore”, mons. Cannavò, sono, in fondo, castighi di Dio per le colpe ed i peccati degli uomini.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Sul problema del male, il compianto arcivescovo ha scritto pagine ricche di sapienza teologica. È da meditare il prezioso Saggio&#8230; </strong>Lo chiude, il venerato presule, come un suggello. Con l’esortazione del grande arcivescovo mons. Paino, che ha proseguito l’Opera di mons. D’Arrigo, ed è stato definito “Il Muratore di Cristo”, perché ha fatto risorgere la nostra Città dalle macerie: “Dilettissimi figli, mettete da parte le divisioni ed i personalismi e stringetevi, sotto il Manto della nostra Protettrice, la Madonna della Lettera, in un cuore solo e un’anima sola!”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">di <strong>Alfonso Saya</strong></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Sentire e rispondere al dolore dell’altro</title>
		<link>https://www.filodirettonews.it/sociale/spiritualita-e-cultura/2021/03/24/sentire-e-rispondere-al-dolore-dellaltro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Mar 2021 09:34:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[Spiritualità e Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[chiesa]]></category>
		<category><![CDATA[papa francesco]]></category>
		<category><![CDATA[vangelo]]></category>
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					<description><![CDATA[Viviamo in un mondo strapieno di paure per il domani. Chissà che succederà? Tante ansie e troppe domande senza risposte. Questo mondo sta respirando <a class="mh-excerpt-more" href="https://www.filodirettonews.it/sociale/spiritualita-e-cultura/2021/03/24/sentire-e-rispondere-al-dolore-dellaltro/" title="Sentire e rispondere al dolore dell’altro">...</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Viviamo in un mondo strapieno di paure per il domani. Chissà che succederà? Tante ansie e troppe domande senza risposte.</strong> Questo mondo sta respirando l’aria avvelenata del successo immediato o del successo conquistato a tutti i costi. Ma cos’è il costo più caro di questo successo immediato? Secondo papa Francesco è la solitudine e l’infelicità. Infatti, nell’udienza generale di mercoledì 5 febbraio 2020, nella seconda catechesi sulle Beatitudini che ebbe come tema ‘Beati i poveri in spirito’, papa Francesco disse: “<em>Quante volte ci è stato detto il contrario! Bisogna essere qualcosa nella vita, essere qualcuno… Bisogna farsi un nome… È da questo che nasce la solitudine e l’infelicità: se io devo</em> <em>essere ‘qualcuno’, sono in competizione con gli altri e vivo nella preoccupazione ossessiva per il mio</em> <em>ego. Se non accetto di essere povero, prendo in odio tutto ciò che mi ricorda la mia fragilità. Perché</em> <em>questa fragilità impedisce che io divenga una persona importante, un ricco non solo di denaro, ma di fama, di tutto</em>”. Sì! Una parte di questa solitudine nasce proprio dal volere insaziato di essere qualcuno che non sono. Allora, la continua competizione cogli altri e la mia eccessiva ossessione sull’Io mi isola di più. Ma poi c’è anche un’altra cosa in ballo di questa triste situazione: il giudizio e l’abbandono degli altri che sono intorno a me e che non mi danno l’affetto di appartenenza per vari motivi. E, come sappiamo, questo accade spesso negli ambiti famigliari, lavorativi e, persino, nella chiesa e negli istituti di vita consacrata.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><em>Bisogna rispondere a questa sofferenza atroce!</em> E la risposta l’ho trovata nel messaggio che papa Francesco diede alla XXV Assemblea generale della Conferenza Spagnola Dei Religiosi (CONFER)</strong> che si svolse a Madrid tra il 13 fino al 15 novembre 2018: “<em>La vita consacrata cammina in santità.</em> <em>Come religiosi dobbiamo tormentarci, spenderci e stancarci vivendo le opere di misericordia, che sono il programma della nostra vita</em>” (cfr. ‘Esortazione apostolica <em>Gaudete et Exsultate</em>’, n. 107). Non si tratta di essere eroi, né di presentarci agli altri come modelli, ma di stare con quanti soffrono, accompagnare, cercare con gli altri cammini alternativi, consapevoli della nostra povertà, ma anche con la fiducia riposta nel Signore e nel suo amore senza limiti. Da qui, la necessità di riascoltare la chiamata a vivere con la Chiesa e nella Chiesa, uscendo dai nostri schemi e comodità, per stare vicino a situazioni umane di sofferenza e di scoraggiamento che attendono la luce del Vangelo. Nell’esortazione apostolica sull’annuncio del vangelo nel mondo attuale, ‘<em>Evangelii</em> <em>Gaudium’</em>, numero 169, leggiamo sull’accompagnamento: “<em>La Chiesa dovrà iniziare i suoi membri – sacerdoti,</em> <em>religiosi e laici – a questa ‘arte dell’accompagnamento’, perché tutti imparino sempre a togliersi i</em> <em>sandali davanti alla terra sacra dell’altro</em>” (cfr Es 3,5). Dobbiamo dare al nostro cammino il ritmo salutare della prossimità, con uno sguardo rispettoso e pieno di compassione, ma che nel medesimo tempo sani, liberi e incoraggi a maturare nella vita cristiana. Stare con i sofferenti, accompagnarli, cercare cogli altri cammini alternativi, insomma sentire e rispondere al dolore dell’altro, questo significa essere cristiano e cristiana nel mondo di oggi. </p>



<p class="wp-block-paragraph">di <strong>Fra Mario Attard</strong></p>
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			</item>
		<item>
		<title>L’uomo del sorriso</title>
		<link>https://www.filodirettonews.it/cultura-e-societa/riflessioni/2020/09/07/luomo-del-sorriso/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Sep 2020 10:33:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[amicizia]]></category>
		<category><![CDATA[chiesa]]></category>
		<category><![CDATA[sentimenti]]></category>
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					<description><![CDATA[Mi sono seduto adesso, mentre la tua bara sta entrando in chiesa. E i miei pensieri, i sentimenti, ma soprattutto, le mie preghiere sono <a class="mh-excerpt-more" href="https://www.filodirettonews.it/cultura-e-societa/riflessioni/2020/09/07/luomo-del-sorriso/" title="L’uomo del sorriso">...</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Mi sono seduto adesso, mentre la tua bara sta entrando in chiesa. </strong>E i miei pensieri, i sentimenti, ma soprattutto, le mie preghiere sono rivolte a te, alla tua carissima moglie e ai tuoi due amatissimi figli. Ricordi quando ci siamo visti per la prima volta in ospedale? Poi, pian piano abbiamo avuto la possibilità di conoscerci meglio e… sai fratello, riflettendo sui nostri incontri in quel reparto di ospedale, per me è stata davvero una grande grazia conoscerti ancor di più. Ti prego di perdonarmi se non ti ho capito bene, ma so che il mio cuore cercava di capirti sempre di più. Mi sono reso conto di una cosa molto importante, carissimo fratello mio, quant’è bella la semplicità! Il tuo sorriso, la tua gentilezza, il tuo silenzio rispettoso e il tuo gran cuore ti hanno fatto essere un dono felicissimo di semplicità per tutti noi al reparto. Il tuo spirito semplice mi ha fatto ricordare quello che Papa Francesco dice su questa grande e importantissima virtù: “<em>E il nostro Dio ci fa capire che Lui agisce sempre nella semplicità: nella semplicità, nella casa di Nazareth, nella semplicità del lavoro di tutti i giorni, nella semplicità della preghiera… Le cose semplici</em>”. La tua semplicità, sincerità e apprezzamento ti hanno fatto divenire un punto di riferimento. Semplicemente, perché ci hai portato Gesù in mezzo a noi. E quante grazie ci hai portato nella sala! Quanta pace! E tutti noi abbiamo apprezzato il sacrosanto fatto che sei stato un grandissimo dono che il Signore ha portato nelle nostre vite. Sei stato un dono con cui il Signore ha aperto tantissimi cuori al cielo. Quanto era potente il tuo dolce sorriso! Più avevo la grazia di parlare con te e più vedevo questo sorriso che, come il sole, brillava, sosteneva e nutriva. Nonostante quella tua sofferenza, il tuo sorriso non mancava mai! Anche se sapevi benissimo che di lì a poco ci avresti lasciati! Con quel tuo sorriso, ci hai aperto per sempre la porta del Paradiso! Un proverbio cinese recita, così: “<em>Il sorriso dura un istante. Il suo ricordo può durare tutta la vita!</em>”<em>. </em>Grazie di cuore carissimo amico e fratello di essere stato l’uomo del sorriso! Il tuo amatissimo ricordo rimarrà sempre con noi per tutta la nostra vita! Grazie Patrick! </p>



<p class="wp-block-paragraph">di <strong>Fra
Mario Attard OFM Cap</strong></p>
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			</item>
		<item>
		<title>La Chiesa di oggi</title>
		<link>https://www.filodirettonews.it/notizie/mondo/2020/09/03/la-chiesa-di-oggi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Sep 2020 10:40:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[chiesa]]></category>
		<category><![CDATA[malta]]></category>
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					<description><![CDATA[Questa frase mi parla tantissimo. Soltanto Gesù rimane lo stesso. Anche se, per come lo possiamo sperimentare nella vita terrena, diventa sempre nuovo. La <a class="mh-excerpt-more" href="https://www.filodirettonews.it/notizie/mondo/2020/09/03/la-chiesa-di-oggi/" title="La Chiesa di oggi">...</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Questa frase mi parla tantissimo. Soltanto Gesù rimane lo stesso.</strong> Anche se, per come lo possiamo sperimentare nella vita terrena, diventa sempre nuovo. La <em>Lettera degli Ebrei</em> ci dice, chiaramente: “<em>Gesù Cristo è lo stesso ieri, oggi e sempre</em>” (Eb 13,8). E lo fa con un punto esclamativo per affermare l’unicità del Dio-Uomo che non si cambia, ma rimane integro e coerente! La Chiesa, anche se è la sposa di Cristo – e lo rende presente in quello che è e fa – non sempre è integra e coerente come suo il Sposo divino-umano. Tanto che, tra un tempo e l’altro nella sua grandissima e, a volte, tragica storia, nascono persone mandate proprio dal cielo per riformarla. Durante il suo percorso terreno, la Chiesa si era un po’  distaccata dal mondo. I profeti, che il Signore manda per salvaguardare la vitalità della sua vigna, l’hanno tirata, gentilmente, perché le sue ‘orecchie’, a volte, erano sorde. Uno di questi profeti, sicuramente, era il teologo cappuccino Walbert Bulhmann (1916-2007) che, nel 1974, scrisse così: “<em>La Chiesa sta in funzione del mondo e non viceversa. Essa ha il dovere di domandarsi dove e come questo mondo è oscuro, fatiscente e senza salvezza, e ha bisogno di essere aiutato. È, quindi, il mondo che stabilisce l’ordine del giorno. È a partire dai suoi bisogni che la Chiesa</em> <em>deve concepirsi come sacramento della salvezza. Questo mondo in fermento è il luogo</em> <em>teologico della Chiesa, non solo come punto finale, come partner a cui ella si rivolge, ma come</em> <em>elemento costitutivo in cui si attua il lieto messaggio del Vangelo</em>”.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>In tale testo, sparisce via ogni autoreferenzialità che la Chiesa può immaginare di avere! </strong>Il santo vescovo di Molfetta e presidente di Pax Christi, mons. Tonino Bello, diceva, saggiamente: “<em>Stola e grembiule sono</em> <em>il dritto e il rovescio dello stesso paramento sacro: la stola che ci fa ministri del Vangelo e il</em> <em>grembiule che ci fa ‘lavapiedi del mondo’</em>”. Papa Francesco, nella sua esortazione apostolica sull’annuncio del vangelo nel mondo attuale, <em>Evangelii Gaudium</em>, fa questo ragionamento interessante: “<em>È solo grazie a quest’incontro – o reincontro – con l’amore di Dio che tutto si tramuta</em> <em>in felice amicizia, siamo riscattati dalla nostra coscienza isolata e dall’autoreferenzialità. Giungiamo a essere, pienamente, umani quando siamo più che umani,</em> <em>quando permettiamo a Dio di condurci al di là di noi stessi perché raggiungiamo il nostro essere più vero. Lì sta la sorgente dell’azione evangelizzatrice. Perché, se qualcuno ha accolto</em> <em>questo amore che gli ridona il senso della vita, come può contenere il desiderio di comunicarlo</em> <em>agli altri?</em> (n.8). <em>Lasciamo che l’incontro personale con l’amore di Gesù ci fa missionari perché ci rende sempre coscienti che noi siamo una parte integrale del popolo di Dio dove</em> <em>nessuno è escluso! È il Cristo che agisce tramite noi nel suo Santo Spirito! Preghiamo l’uno</em> <em>per l’altro e ci rimbocchiamo le maniche per dare una testimonianza di fede che tocca le ferite</em> <em>di quelli che si sentono abbandonati da tutti. Maria, Madre dell’evangelizzazzione, preghi per</em> <em>noi e con noi a essere sempre il Gesù che il mondo di oggi ha, veramente ed essenzialmente,</em> <em>bisogno. Amen!</em>”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">fra Mario Attard OFM Cap</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Galilea – Una chiesa di 1.300 anni fa è stata scoperta a Kfar Kama</title>
		<link>https://www.filodirettonews.it/notizie/mondo/2020/09/02/galilea-una-chiesa-di-1-300-anni-fa-e-stata-scoperta-a-kfar-kama/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Sep 2020 09:53:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[chiesa]]></category>
		<category><![CDATA[galilea]]></category>
		<category><![CDATA[kfar kama]]></category>
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<p class="wp-block-paragraph"><strong>Durante scavi effettuati dalla Israel Antiquity Authority – sotto la guida della dottoressa Nurit Feig, in collaborazione con il Kinneret Academic College, diretto da Moti Aviram – è stato portato alla luce un eccezionale ritrovamento: un ringraziamento speciale anche a volontari locali.</strong> La scoperta, avvenuta in Galilea, ha entusiasmato il capo della Chiesa cattolica greca in Israele, l’arcivescovo Youssef Matta che è venuto, personalmente, a visitare il sito. Lo scavo è stato condotto prima della costruzione di un parco giochi, su iniziativa del Consiglio locale di Kfar Kama e del Fondo Nazionale Ebraico. Secondo la dottoressa Feig, “<em>La chiesa – che misura 12×36 m – comprende un ampio cortile, un foyer in nartece e una sala centrale. Particolare di questa chiesa è l’esistenza di tre absidi (nicchie di preghiera), mentre la maggior parte delle chiese della medesima epoca erano caratterizzate da un’unica abside. La navata centrale e le navate laterali erano pavimentate con mosaici, parzialmente, ritrovati. La loro decorazione colorata si distingue dall’incorporare motivi geometrici e motivi floreali blu, neri e rossi. Una scoperta speciale è stata quella relativa al piccolo reliquiario, una scatola di pietra usata per conservare le reliquie sacre. Un’ulteriore serie di ambienti adiacenti alla chiesa è stata, parzialmente, portata alla luce. Secondo un’ispezione radar a penetrazione nel terreno – operata dal dottor Shani Libbi – ci sono stanze aggiuntive nel sito ancora da scavare</em>”. </p>
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		<title>Malta – L’importanza dei movimenti ecclesiali e comunità nella Chiesa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Jul 2020 08:13:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[chiesa]]></category>
		<category><![CDATA[malta]]></category>
		<category><![CDATA[movimenti ecclesiali]]></category>
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					<description><![CDATA[I movimenti ecclesiali e le nuove comunità sono una realtà incoraggiante nella Chiesa. Infatti, se la Chiesa li respinge rischia, certamente, di morire spiritualmente. <a class="mh-excerpt-more" href="https://www.filodirettonews.it/notizie/mondo/2020/07/20/malta-limportanza-dei-movimenti-ecclesiali-e-comunita-nella-chiesa/" title="Malta – L’importanza dei movimenti ecclesiali e comunità nella Chiesa">...</a>]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph"><strong>I movimenti ecclesiali e le nuove comunità sono una realtà incoraggiante nella Chiesa.</strong> Infatti, se la Chiesa li respinge rischia, certamente, di morire spiritualmente. Siccome essi sono una realtà necessaria per quella giovinezza dello spirito, la Chiesa è chiamata a curarli con tanta saggezza e discernimento. La parola ‘movimento’ è un termine contemporaneo che venne applicato a gruppi e associazioni ecclesiali di cristiani e utilizzato per accentuare la loro novità, dinamismo, spontaneità e una certa qualità carismatica nel modo in cui sono stati fondati e nel modo in cui svolgono la loro missione. Dire cos’è un movimento richiama l’attenzione sull’iniziativa dello Spirito Santo che distribuisce doni e grazie con cui tutti i fedeli possono contribuire all’edificazione della Chiesa. Questi diversi gruppi hanno alcune caratteristiche comuni che potrebbero costituire una descrizione sommaria di un movimento ecclesiale. Con alcune eccezioni, tutti i movimenti hanno: &#8211; un fondatore, il cui particolare carisma ha dato vita al movimento; &#8211; prevalentemente, ma non esclusivamente, appartenenza laicale; &#8211; qualche struttura ecclesiale ed espressione comunitaria; &#8211; una serie di insegnamenti e metodi che rafforzano il carisma del movimento; &#8211; un esplicito impegno per una missione evangelizzatrice; &#8211; un rapporto con le autorità ecclesiastiche. </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>I movimenti ecclesiali seguono una lunga tradizione di gruppi, associazioni e comunità sorti durante la storia della Chiesa.</strong> Per soddisfare le esigenze specifiche del tempo e perseguire scopi orientati alla missione, lo Spirito Santo ha sollevato dai fedeli laici vari ordini monastici e mendicanti, confraternita, sodalità, società caritative ed educative, organizzazioni di assistenza sociale e gruppi di azione cattolica. Nel periodo moderno – e in gran parte incoraggiati dal Concilio Vaticano II – i movimenti ecclesiali rappresentano, come dice San Giovanni Paolo II nella sua esortazione apostolica post-sinodale sulla vocazione e missione dei laici nella Chiesa e nel mondo, Christifideles Laici, “<em>una</em> <em>nuova stagione aggregativa dei fedeli laici</em>” (<em>Christifideles Laici</em>, n° 29). Questi movimenti possono appellare a persone che sono alla ricerca di un’esperienza più profonda di discepolato e che, spesso, vogliono ‘più’ di quanto possa offrire la parrocchia media. Possono anche offrire un modo di appartenere alle minoranze culturali che hanno avuto la precedente esperienza di appartenenza a un movimento nei loro Paesi di origine. Il dialogo e il discernimento sono le chiavi vitali di una relazione collaborativa con la Chiesa. È proprio perché questi movimenti sono davvero una benedizione per la Chiesa che divenne importante e fondamentale avere criteri di ecclesialità (<em>Christifideles Laici</em>, n° 30). </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Lo stesso numero di questi criteri fondamentali per il discernimento di ogni e qualsiasi aggregazione: Il primato dato alla vocazione di ogni cristiano alla santità, manifestata “nei frutti della grazia che lo Spirito produce nei fedeli”, come crescita verso la pienezza della vita cristiana e la perfezione della carità.</strong> In tal senso, ogni e qualsiasi aggregazione di fedeli laici è chiamata a essere sempre più strumento di santità nella Chiesa, favorendo e incoraggiando “una più intima unità tra la vita pratica dei membri e la loro fede”. La responsabilità di confessare la fede cattolica, accogliendo e proclamando la verità su Cristo, sulla Chiesa e sull’uomo in obbedienza al Magistero della Chiesa, che autenticamente la interpreta. Per questo, ogni aggregazione di fedeli laici dev’essere luogo di annuncio e di proposta della fede e di educazione ad essa nel suo integrale contenuto. La testimonianza di una comunione salda e convinta, in relazione filiale con il Papa, perpetuo e visibile centro dell’unità della Chiesa universale, e con il vescovo “principio visibile e fondamento dell’unità” della Chiesa particolare, e nella “stima vicendevole fra tutte le forme di apostolato nella Chiesa”.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>La comunione con il Papa e con il vescovo è chiamata ad esprimersi nella leale disponibilità ad accogliere i loro insegnamenti dottrinali e orientamenti pastorali.</strong> La comunione ecclesiale esige, inoltre, il riconoscimento della legittima pluralità delle forme aggregative dei fedeli laici nella Chiesa e, nello stesso tempo, la disponibilità alla loro reciproca collaborazione, la conformità e la partecipazione al fine apostolico della Chiesa, ossia “l’evangelizzazione e la santificazione degli uomini e la formazione cristiana della loro coscienza, in modo che riescano a permeare di spirito evangelico le varie comunità e i vari ambienti”. In questa prospettiva, da tutte le forme aggregative di fedeli laici e da ciascuna di esse è richiesto uno slancio missionario che le renda sempre più soggetti di una nuova evangelizzazione. L’impegno di una presenza nella società umana che, alla luce della dottrina sociale della Chiesa, si ponga a servizio della dignità integrale dell’uomo. Davanti a questo grandissimo dono dei movimenti e comunità, la Chiesa – che rappresenta Cristo – deve, come lui, aiutare e sostenere questi movimenti e comunità nell’attitudine splendidamente descritta dal Profeta Isaia: “<em>Non frantumerà la canna rotta e non spegnerà il lucignolo fumante</em>” (Is 42:3). </p>
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		<title>Messina – Ladro in chiesa. La Polizia di Stato arresta pluripregiudicato</title>
		<link>https://www.filodirettonews.it/notizie/polizia-e-forze-armate/2020/07/04/messina-ladro-in-chiesa-la-polizia-di-stato-arresta-pluripregiudicato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 Jul 2020 14:08:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Polizia e Forze Armate]]></category>
		<category><![CDATA[chiesa]]></category>
		<category><![CDATA[pluripregiudicato]]></category>
		<category><![CDATA[polizia di stato]]></category>
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					<description><![CDATA[I Poliziotti delle Volanti lo hanno sorpreso con il computer portatile appena rubato all’interno della sacrestia di una chiesa cittadina. Ha provato a scappare, <a class="mh-excerpt-more" href="https://www.filodirettonews.it/notizie/polizia-e-forze-armate/2020/07/04/messina-ladro-in-chiesa-la-polizia-di-stato-arresta-pluripregiudicato/" title="Messina – Ladro in chiesa. La Polizia di Stato arresta pluripregiudicato">...</a>]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph"><strong>I Poliziotti delle Volanti lo hanno sorpreso con il computer portatile appena rubato all’interno della sacrestia di una chiesa cittadina.</strong> Ha provato a scappare, poi a nascondersi sotto un’auto in sosta e a disfarsi della refurtiva, ma è stato velocemente raggiunto e arrestato stanotte, intorno alle ore 1.00, nei pressi della Via Tommaso Cannizzaro. Anaclio Pasquale, palermitano, 34 anni, con precedenti di Polizia per reati contro il patrimonio e già noto alle Forze dell’Ordine per altri furti perpetrati in chiesa e presso uffici pubblici cittadini, era riuscito a introdursi nella chiesa presa di mira forzando la cancellata in ferro a protezione di una porta finestra. Una volta dentro, aveva rubato il pc. Sarà giudicato con rito direttissimo.</p>
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		<title>Malta – Un accordo per il restauro della vecchia chiesa a Birkirkara</title>
		<link>https://www.filodirettonews.it/notizie/mondo/2020/05/10/malta-un-accordo-per-il-restauro-della-vecchia-chiesa-a-birkirkara/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 May 2020 10:47:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Birkirkara]]></category>
		<category><![CDATA[chiesa]]></category>
		<category><![CDATA[malta]]></category>
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					<description><![CDATA[La Curia Arcivescovile ha firmato un accordo con la Direzione per la Restaurazione del Governo che vedrà la vecchia chiesa di Birkirkara restaurata con <a class="mh-excerpt-more" href="https://www.filodirettonews.it/notizie/mondo/2020/05/10/malta-un-accordo-per-il-restauro-della-vecchia-chiesa-a-birkirkara/" title="Malta – Un accordo per il restauro della vecchia chiesa a Birkirkara">...</a>]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph"><strong>La Curia Arcivescovile ha firmato un accordo con la Direzione per la Restaurazione del Governo che vedrà la vecchia chiesa di Birkirkara restaurata con fondi pubblici, a seguito dei necessari studi geotecnici e prove commissionate e finanziate dalla Chiesa. </strong>L’accordo è stato firmato il venerdì 8 maggio dal sig. Roberto Buontempo, direttore della proprietà dell’arcidiocesi di Malta, e dal sig. Norbert Gatt, della direzione del restauro. Parlando alla cerimonia della firma, Michael Pace Ross, segretario amministrativo dell’Arcidiocesi di Malta, ha affermato che la Curia arcivescovile ha incaricato un ingegnere geotecnico per svolgere le indagini necessarie e di trovare una soluzione progettuale per affrontare il problema dell’instabilità della chiesa. I risultati dei test e l’elenco degli interventi emanati dagli studi saranno condivisi con il Governo e verrà pubblicato un bando di gara pubblica per il ripristino della chiesa. I lavori di restauro che saranno finanziati dal Governo dovrebbero essere completati entro la fine del 2024. </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>A nome dell’arcivescovo Charles Scicluna, Pace Ross ha ringraziato ufficialmente il ministro Herrera che è responsabile per il patrimonio nazionale. </strong>Il sig. Pace Ross ha aggiunto che, una volta completato, questo progetto segnerà una pietra miliare storica nella salvaguardia del nostro patrimonio maltese per le generazioni future. Il parroco, don Reuben Deguara, ha osservato che l’8 maggio è una data importante per la chiesa, poiché 15 anni fa è stata dichiarata parrocchia dedicata all’Assunzione della Madonna, con un decreto emesso dall’allora arcivescovo Joseph Mercieca. La chiesa parrocchiale di Santa Maria a Birkirkara – comunemente nota come il-Knisja l-Qadima (la vecchia chiesa) – fu costruita nel 17° secolo e ha uno stile rinascimentale attribuito agli architetti Vittorio Cassar e Tommaso Dingli. Il suo tetto e la sua cupola sono crollati nel XIX secolo e la chiesa è rimasta in rovina fino a quando è stata restaurata nella seconda metà del XX secolo. La chiesa è classificata come monumento nazionale di grado 1 ed è anche elencata nell’inventario nazionale dei beni culturali delle Isole maltesi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">di <strong>Fra Mario Attard</strong></p>
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		<title>Malta – Una Chiesa ospiterà 150 persone per la cura ai malati durante la pandemia</title>
		<link>https://www.filodirettonews.it/notizie/mondo/2020/04/21/malta-una-chiesa-ospitera-150-persone-per-la-cura-ai-malati-durante-la-pandemia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Apr 2020 07:46:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[chiesa]]></category>
		<category><![CDATA[emergenza coronavirus]]></category>
		<category><![CDATA[malta]]></category>
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					<description><![CDATA[La Chiesa fornirà circa 150 assistenti che lavorano con gli anziani e alloggi temporanei come parte degli sforzi che ci sono in corso per <a class="mh-excerpt-more" href="https://www.filodirettonews.it/notizie/mondo/2020/04/21/malta-una-chiesa-ospitera-150-persone-per-la-cura-ai-malati-durante-la-pandemia/" title="Malta – Una Chiesa ospiterà 150 persone per la cura ai malati durante la pandemia">...</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>La Chiesa fornirà circa 150 assistenti che lavorano con gli anziani e alloggi temporanei come parte degli sforzi che ci sono in corso per offrire la propria assistenza professionale durante la pandemia del Coronavirus. </strong>Nella sua omelia di sabato sera, durante la messa della Veglia pasquale, l’arcivescovo, mons. Charles J. Scicluna, ha annunciato che il seminario sarebbe stato trasformato in una residenza per circa 100 persone che lavoravano nelle case della Chiesa per gli anziani. Altri cinquanta assistenti sarebbero stati alloggiati nella casa di ritiro di Mount St Joseph. La Chiesa – ha detto – avrebbe offerto tutti i posti che aveva a disposizione della comunità per assistere la società in questi tempi assai difficili. Nelle ultime settimane, gli operatori sanitari sono stati costretti a cercare un alloggio alternativo per proteggere le loro famiglie dallo scoppio della pandemia, mentre hanno continuato a confrontarsi con il virus nello stesso tempo che svolgevano il loro dovere professionale.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Durante la messa, mons. Scicluna ha affermato che la domenica di Pasqua avrebbe dovuto servire da faro di speranza per le persone tra l’epidemia del Coronavirus e ha invitato i fedeli a premere il pulsante di ripristino. </strong>Questo bellissimo atto di solidarietà da parte della Chiesa fa moltissimo senso quando qualcuno legge quello che ha detto Papa Francesco sulla rivista spagnola ‘Vida Nueva’ sugli anticorpi della solidarietà. Abbiamo potuto scoprire – elenca – quante persone (che già vivevano e che hanno dovuto subire la pandemia dell’esclusione e dell’indifferenza) hanno continuato a lottare, ad accompagnarsi e a sostenersi. Abbiamo visto l’unzione versata da medici, da infermieri, dal personale che riempie gli scaffali nei supermercati, dagli addetti alle pulizie, dai custodi, dai trasportatori, dalle Forze di Sicurezza, dai volontari, dai sacerdoti, dalle suore, dai nonni, dagli educatori e tanti altri ancora. Tutti loro, afferma Francesco, non hanno smesso di fare ciò che sentivano di poter fare e che dovevano dare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">di <strong>Fra Mario Attard</strong></p>
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