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	<title>libro &#8211; Filo Diretto News</title>
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	<title>libro &#8211; Filo Diretto News</title>
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		<title>‘La stanza di Natalia’ il libro di Monica Gentile</title>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Apr 2025 08:56:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Messina]]></category>
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<p class="wp-block-paragraph"><strong>Domenica 30 marzo, alle ore 18.00, presso la Libreria Feltrinelli Point a Messina, è stato presentato il romanzo <em>La stanza di Natalia</em> di Monica Gentile.</strong> L’incontro culturale promosso dall’ADSeT (Associazione Dirigenti Scolastici e Territorio) si è svolto alla Feltrinelli Point di Messina. Dopo i saluti del prof. Angelo Miceli, presidente dell’ADSeT, hanno dialogato con l’autrice i giornalisti Rosaria Landro e Antonio Morreale. Monica Gentile, autrice del libro <em>La stanza di</em> <em>Natalia</em> (Giunti Editore), nasce ad Agrigento e, dopo un breve periodo di insegnamento, lascia l’Isola per la Francia e il Regno Unito, per poi tornare a Roma. Rientra in Sicilia nel 2003, a Palermo. Ha pubblicato diversi racconti su riviste letterarie e antologie. Tre le sue opere letterarie principali dal 2013 ad oggi: <em>Tira scirocco</em>, scritta nel 2014, <em>Cosa può salvarmi oggi</em>, nel 2019 e <em>La stanza di</em> <em>Natalia</em>, nel 2024. Nel 2014, col suo romanzo d’esordio <em>Tira Scirocco</em>, ha vinto il premio letterario ‘Edizione Straordinaria’ (Pacini Editore) ed è stata menzionata al Premio Calvino. <em>La stanza di Natalia</em> è un romanzo di formazione dove la storia si sviluppa negli anni 80. La protagonista del libro è Isabella, una bambina di 10 anni, che da Agrigento viene mandata a Torino per trascorrere l’estate dai nonni: sarà un viaggio che rappresenterà un periodo importante nella sua vita.</p>
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		<title>Il traguardo dell’uomo che voleva diventare Dio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Jan 2025 08:29:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte e Letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[giovanni papini]]></category>
		<category><![CDATA[libro]]></category>
		<category><![CDATA[onnipotenza]]></category>
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<p class="wp-block-paragraph"><strong>Nel libro la&nbsp;</strong><em><strong>Storia di Cristo</strong></em><strong>, di Giovanni Papini, lo scrittore segna il traguardo, l’approdo letterario di un uomo che “voleva diventare Dio”; </strong>aveva una sete di onniscienza e di onnipotenza e dovette, deluso, arrendersi, e considerarsi un “uomo finito”. Era pieno di orgoglio, offese Cristo e, come pochi altri – afferma lui stesso – prima di lui; ma dopo sei anni di gran travaglio, ad un tratto (è questa la sua confessione), sollecitato e sospinto da una Forza più forte di lui, cominciò a scrivere la&nbsp;<em>Storia di Cristo</em>. È significativo ciò che scrive nell’introduzione: “<em>L’autore di questo libro, volle, in un momento di superbia ‘luciferina’, diventare Dio. Ora, nella maturità degli anni e della coscienza, ha tentato di scrivere la vita di un Dio che si fece uomo</em>”. Con queste parole, Papini attesta di aver raggiunto il traguardo tanto sospirato perché “<em>l’uomo raggiunge Dio solo quando Dio diventa uomo</em>”. Come Prometeo voleva toccare il cielo con un dito ma – ripeto – dovette arrendersi e considerarsi un uomo finito. Capì, dopo la conversione, che l’uomo diventa Dio solo accogliendoLo in Gesù Cristo.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Nella fase finale della sua vita, ha dato una luminosa testimonianza di Fede. </strong>Colpito da una terribile malattia, la paralisi progressiva che lo privò dell’uso delle gambe, delle braccia e, infine, della parola, non si disperò, ma felice scrisse, a proposito, un famoso testo&nbsp;<em>La felicità dell’infelice</em>, in cui risplende la sua serenità. <em>“Mi stupiscono&nbsp;</em>– diceva –<em>&nbsp;coloro che si stupiscono della mia felicità, nonostante lo stato miserando in cui mi ha ridotto la mia malattia. Ho perduto l’uso delle gambe, delle braccia, delle mani, sono quasi diventato cieco, non posso stringere la mano di un amico, ma ho salvato il meglio di me, seppure a prezzo di quotidiane guerre, ho salvato la Fede, l’intelligenza, la memoria, la fantasia, la passione di meditare e di ragionare e quella luce interiore che si chiama intuizione o ispirazione</em>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">di <strong>Alfonso Saya</strong></p>
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		<title>Totò… ‘Siamo uomini o caporali?’</title>
		<link>https://www.filodirettonews.it/cultura-e-societa/arte-e-letteratura/2024/10/22/toto-siamo-uomini-o-caporali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Oct 2024 14:10:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte e Letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[autobiografia]]></category>
		<category><![CDATA[libro]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Ho letto, tutto d’un fiato, un prezioso libro che, come una “calamita”, attira e invoglia a leggerlo, davvero interessante.</strong>&nbsp;È l’autobiografia del “principe degli attori comici”, del re della “risata”, di Antonio de Curtis, in arte Totò, il diario della sua giovinezza che va dal 1922 al 1930. L’ha trovato la figlia Matilde, un giorno – come racconta – in uno dei suoi viaggi della memoria, frugando in un cassetto ha trovato un volume ingiallito dal tempo, dal titolo:&nbsp;<em>“Siamo uomini o caporali?”</em>. L’ha letto con avidità e ha deciso di pubblicarlo con la collaborazione di Alessandro Ferraù. Da queste pagine, esce vero e vibrante come mai è stato raccontato per il semplice motivo che… è lui stesso a raccontarsi, è un’autobiografia. Totò, con il suo linguaggio semplice e la sincerità che lo contraddistinguevano, racconta la povera e tormentata giovinezza, le mille peripezie per farsi avanti e seguire la sua stella, la sua vocazione per conquistarsi un posto al sole nel mondo dello spettacolo.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Un diario appassionante e avvincente di un uomo che “sapeva ridere come nessun altro” e considerava un bene prezioso avere la capacità di commuoversi fino alle lacrime.</strong>&nbsp;Nacque attore. Fin da bambino, avvertì la vocazione artistica che gli ardeva nel cuore e gli impediva di dedicarsi ad altre attività come lo studio, difatti, a Scuola era un ciuccio al punto che in quarta elementare fu retrocesso in terza, ma lui fresco come una rosa si divertiva, si sentiva su un palcoscenico, i compagni erano il suo pubblico e si divertivano alle sue smorfie e alle sue battute: “<em>Sono un</em>&nbsp;<em>retrocesso!</em>”, rideva divertito. Studiare, per lui, era una perdita di tempo. Una perdita di tempo che, tuttavia, diceva la madre, solo con l’aiuto di San Gennaro e di tutti i santi messi insieme poté riuscire a conseguire la licenza elementare.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Si rifiutò di continuare gli studi, non ci fu niente da fare, ripetendo che gli piaceva fare l’attore. I genitori non erano sposati, la madre, Nannina, era bella, ma di umili origini, e il padre, Giuseppe De Curtis, era un marchese, ma povero in canna. </strong>Totò visse sempre ascoltando la voce del cuore e la sua vita fu un mosaico di passioni sulle quali prevaleva il teatro. Quando i genitori regolarizzarono la loro situazione col matrimonio e si trasferirono a Roma, iniziò la lunga carriera artistica di Totò, con la prima scrittura. Recitare era per Totò la sua vita e affrontò mille vicissitudini per riuscire a realizzare il suo sogno. Catalogava le persone per la brutta esperienza avuta durante il servizio militare in cui lui fu vittima d’un caporale cattivo, ignorante e presuntuoso. Totò sosteneva: “<em>la gente divide l’umanità in amici e nemici, buoni e cattivi, io, invece, la divido in uomini e caporali</em>”. Lo scrittore Curzio Malaparte, che per vendere il suo <em>libro “La pelle”</em> ha diffamato Napoli e i napoletani, è un caporale. Il famoso verso della Divina Commedia: “<em>Uomini siate e non pecore matte</em>”, io lo modifico così: “<em>UOMINI SIATE E NON CAPORALI</em>”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">di <strong>Alfonso Saya</strong></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Il tanto atteso sogno si è avverato!</title>
		<link>https://www.filodirettonews.it/notizie/mondo/2021/01/26/il-tanto-atteso-sogno-si-e-avverato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Jan 2021 11:20:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Fra Mario Attard]]></category>
		<category><![CDATA[fra mario racconta malta]]></category>
		<category><![CDATA[libro]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>È accaduto martedì 19 gennaio 2021, giorno della festa di san Mario e anche giorno del mio onomastico</strong> (che si celebra soltanto in Italia, perché a Malta ho l’Assunta come onomastico), quando il padre guardiano, appena terminata la messa delle 8.30, mi disse: “<em>C’è della posta per te</em>”. Andai a vedere e trovai una scatola bianca. Il mio cuore cominciò a battere forte. Sapevo che davanti a me c’era il cosiddetto ’colpaccio’. E, infatti, era proprio così! Lentamente, cominciai ad aprire la scatola e li trovai tutti lì, ben messi e ordinati come domandano la Carità, l’Affetto e il Rispetto. La copertina del libro mi ha toccato il cuore. La foto mostra la cupola del santuario basilica di Nostra Signora del Monte Carmelo durante la tarda sera. Sulla destra, c’è la luna sulle nuvole che illumina i cieli, mentre sulle diverse strade della capitale ci sono delle luci elettriche. Anche nella tarda sera ci sono le luci. Mi è rimasto impresso anche il tempo quando questo libro è stato pubblicato. Stiamo vivendo, ormai, nella lunga tarda sera del Coronavirus. Il buio economico, spirituale, affettivo, relazionale, sociale e culturale, si sente tantissimo.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>E, questo buio sa portare la stanchezza, l’isolamento e ogni tipo di vulnerabilità.</strong> Ma anche in questi momenti così doloranti, il Signore non ci abbandona, ma fa emergere su di noi la luce della speranza. È, in questa prospettiva, che vedo il libro <em>Fra Mario Attard racconta Malta</em>, un compendio di miei articoli che, da anni, invio alla redazione del giornale web FiloDirettoNews che si occupa della loro pubblicazione online. Certo, fra Mario non sa tutto ma gli piace imparare. Non è perfetto, ma gioisce quando trova nel suo cammino gente di grandissima umanità e spiritualità profonda. È proprio qui che voglio ringraziare, prima di tutto, Gesù Misericordioso e la Nostra Mamma Maria per il loro instancabile e fedelissimo sostengo, il loro accompagnamento per me è fondamentale, poi, voglio anche ringraziare di cuore Domenico Interdonato, direttore responsabile di FiloDirettoNews, nonché presidente dei Giornalisti Cattolici di Sicilia UCSI, e Rosario Lo Faro, direttore editoriale di FiloDirettoNews e presidente dell’Associazione L’Aquilone. La loro amicizia e vicinanza mi hanno dato una grandissima forza a promuovere il forte legame che esiste, ormai da interi secoli, tra Malta e la Sicilia. </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il loro incoraggiamento mi ha dato la ‘stamina’ necessaria per entrare nella storia di Malta all’italiana.</strong> Inoltre e specialmente, voglio ringraziare con grandissimo affetto Marco e Maria, due siciliani che vivono a Malta. Questo libro l’abbiamo vissuto insieme come una vera famiglia che si vuole tantissimo bene e si sa supportare vicendevolmente. La loro vicinanza è per me un’immensa grazia che mi sostiene tantissimo nella mia non facile, ma al tempo stesso importante vocazione come francescano cappuccino, in particolar modo nello svolgimento del carisma dell’ordine nell’assistenza cogli ammalati presso il Centro Oncologico di Sir Anthony Mamo a Malta. Infine, voglio anche ringraziare Giovanna Lally Famà per il suo lavoro eccezionale di editing che ha dato vita a questi articoli sulla nostra Malta. Lo sceneggiatore, scrittore, giornalista e critico cinematografico pescarese, Ennio Flaiano (1910-1972), scrisse: “<em>Un libro sogna.Il libro è l’unico oggetto inanimato che possa avere sogni</em>”. Il volume <em>Fra Mario racconta Malta</em> sogna che Malta e la Sicilia possano collaborare di più ad ogni livello della vita umana, perché sia i maltesi che i siciliani sanno una cosa: Il Buon Dio li ha creati vicini per vivere come fratelli insieme e in una interdipendenza che fortifica la loro inalienabile dignità. Chissà se questa bellissima cosa ci faccia riscattare il processo per un altro libro sempre scritto da fra Mario?</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Tripoli, Italia. La politica di potenza nel Mediterraneo e la crisi dell’ordine internazionale, a cura di Antonello Folco Biagini</title>
		<link>https://www.filodirettonews.it/cultura-e-societa/arte-e-letteratura/2020/07/17/tripoli-italia-la-politica-di-potenza-nel-mediterraneo-e-la-crisi-dellordine-internazionale-a-cura-di-antonello-folco-biagini/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Jul 2020 10:47:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte e Letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[folco biagini]]></category>
		<category><![CDATA[libro]]></category>
		<category><![CDATA[UNITELMA SAPIENZA]]></category>
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					<description><![CDATA[È stato pubblicato, per Castelvecchi Editore, Tripoli, Italia.La politica di potenza nel Mediterraneoe la crisi dell’ordine internazionale, a cura di Antonello Folco Biagini, magnifico <a class="mh-excerpt-more" href="https://www.filodirettonews.it/cultura-e-societa/arte-e-letteratura/2020/07/17/tripoli-italia-la-politica-di-potenza-nel-mediterraneo-e-la-crisi-dellordine-internazionale-a-cura-di-antonello-folco-biagini/" title="Tripoli, Italia. La politica di potenza nel Mediterraneo e la crisi dell’ordine internazionale, a cura di Antonello Folco Biagini">...</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>È stato pubblicato, per Castelvecchi Editore, </strong><em><strong>Tripoli, Italia.La politica di potenza nel Mediterraneoe la crisi dell’ordine internazionale</strong></em><strong>, a cura di Antonello Folco Biagini</strong>, magnifico rettore di Unitelma Sapienza, con contributi di Antonello Folco Biagini, Claudio Bertolotti, Andrea Carteny, Gabriele Natalizia, Leonardo Palma, Salvatore Santangelo, Lorenzo Termine, Elena Tosti Di Stefano, Alessandro Vagnini. Tradizionalmente, il ruolo geopolitico del Mar Mediterraneo è duplice: a volte, agisce come elemento di separazione tra Paesi, altre contribuisce all’emergere di una vera e propria osmosi tra sponde opposte. È questo il caso del rapporto tra Italia e Libia, la cui interdipendenza è tornata a essere – anche a chi se ne era per lungo tempo dimenticato – un’evidenza incontrovertibile. Gli effetti del disordine che sconvolge il Paese nordafricano, sin dal 2011, si ripercuotono direttamente sulla nostra Penisola.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Minacce alla sicurezza, questione dei migranti, corridoi energetici e interessi economici a rischio, diffusione del fenomeno del radicalismo islamico sono solo alcuni dei capitoli in cima all’agenda di Roma. </strong>Il tutto a soli dieci anni da quelle ‘Primavere arabe’ che avevano attirato l’attenzione dell’opinione pubblica mondiale. Questo libro, che ospita contributi di storici, politologi e geografi, investiga il rapporto tra Italia e Libia nel lungo periodo, ponendo particolare attenzione ai fattori internazionali che gravano su di esso e che tanto hanno contribuito a delineare lo scenario di uno Stato fallito a pochi chilometri dalla Penisola. Sullo sfondo, l’ipotesi che la crisi dell’ordine nel Mediterraneo non sia che un riflesso della più ampia crisi dell’ordine internazionale a guida americana. </p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Palermo – Presentazione del libro di Alfonso Lo Cascio “1943: La Reconquista dell’Europa. Dalla Conferenza di Casablanca allo sbarco in Sicilia”</title>
		<link>https://www.filodirettonews.it/cultura-e-societa/arte-e-letteratura/2020/07/08/palermo-presentazione-del-libro-di-alfonso-lo-cascio-1943-la-reconquista-delleuropa-dalla-conferenza-di-casablanca-allo-sbarco-in-sicilia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Jul 2020 17:30:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte e Letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[1943]]></category>
		<category><![CDATA[libro]]></category>
		<category><![CDATA[palermo]]></category>
		<category><![CDATA[presentazione]]></category>
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					<description><![CDATA[Organizzata dalla Biblioteca centrale della Regione Siciliana Alberto Bombace, di Palermo, in collaborazione con Balarm, Historia Palermo, World War two Memory Museum e Giambra <a class="mh-excerpt-more" href="https://www.filodirettonews.it/cultura-e-societa/arte-e-letteratura/2020/07/08/palermo-presentazione-del-libro-di-alfonso-lo-cascio-1943-la-reconquista-delleuropa-dalla-conferenza-di-casablanca-allo-sbarco-in-sicilia/" title="Palermo – Presentazione del libro di Alfonso Lo Cascio “1943: La Reconquista dell’Europa. Dalla Conferenza di Casablanca allo sbarco in Sicilia”">...</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Organizzata dalla Biblioteca centrale della Regione Siciliana Alberto Bombace, di Palermo, in collaborazione con Balarm, Historia Palermo, World War two Memory Museum </strong>e Giambra Editori, si terrà, venerdì 10 luglio 2020, alle ore 17.00, la presentazione del libro di Alfonso Lo Cascio <em>1943:</em> <em>La Reconquista dell’Europa. Dalla Conferenza di Casablanca allo sbarco in Sicilia</em>. Dopo i saluti di Carlo Pastena, direttore della Biblioteca centrale della Regione Siciliana, sono previsti gli interventi di Michelangelo Ingrassia, docente di Storia Contemporanea presso l’Università di Palermo, Danilo Maniscalco, architetto, e di Alessandro Bellomo, presidente di ‘Italia Storica’. Modera l’incontro il giornalista Mario Azzolini. Letture a cura di Cinzia Carraro. Sarà presente l’autore. La presentazione si terrà nell’Atrio della Biblioteca centrale della Regione Siciliana A. Bombace, in Corso Vittorio Emanuele, 429, a Palermo.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>IL
VOLUME –</strong> Il 1943 segna la svolta della Seconda Guerra
Mondiale. La notte tra il 9 e il 10 luglio non fu solo il momento dello sbarco
degli Alleati in Sicilia, ma anche il giorno in cui inizia la ‘Reconquista’
dell’Europa, quella lunga rincorsa che si concluderà soltanto a Berlino e
riporterà il Vecchio Continente nell’alveo della libertà e della democrazia. Ma
è, soprattutto, la scelta operata a gennaio nella Conferenza di Casablanca
della ‘resa senza condizioni’ che determina il punto di non ritorno: dopo
quella risoluzione, nulla sarà più come prima. Attraverso il racconto degli
avvenimenti, il libro ripercorre quanto accadde in quei mesi. A partire dalle
premesse che favorirono l’incontro di Casablanca e i contatti tra gli alleati
che portarono a una maggiore unità di intenti e obiettivi comuni, le ragioni
degli assenti, ma anche di coloro che furono ‘costretti’ a prendere parte alla
Conferenza e, infine, le decisioni che ne scaturirono, consegnate alla storia
con la dichiarazione finale e gli accordi per il proseguimento della guerra.
Presente anche una breve cronistoria dell’evento: la ricostruzione, giorno per
giorno, di ciò che avveniva nell’Anfa Camp, la zona militarizzata, creata
appositamente e posta sotto la stretta vigilanza dai soldati americani, all’interno
della quale si svolse l’incontro. Vengono descritte le conseguenze della
riunione di Casablanca e le reazioni in Italia da parte del regime, della Monarchia
e del Vaticano, inoltre, i motivi per cui gli alleati scelsero di invadere la
Sicilia e i complessi preparativi dell’Operazione Husky, il più grande
intervento militare nel Mediterraneo. Immancabile, quando si affronta l’argomento,
un capitolo sul ruolo della mafia nello sbarco che ha visto, per molto tempo,
contrapporsi tesi diverse anche alla luce dei nuovi documenti resi disponibili
dagli archivi militari. E, infine, il momento in cui si materializzano le
scelte della Conferenza: l’occupazione del ‘ventre molle dell’Asse’ con gli
Alleati che muovono il primo attacco alla ‘Fortezza Europa’ e conquistano, in
appena 38 giorni, l’intera Isola.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>In libreria ‘Fake news tra scienza e fantascienza’ il saggio di Francesco Pira e Raimondo Moncada</title>
		<link>https://www.filodirettonews.it/cultura-e-societa/arte-e-letteratura/2020/06/19/in-libreria-fake-news-tra-scienza-e-fantascienza-il-saggio-di-francesco-pira-e-raimondo-moncada/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Jun 2020 16:35:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte e Letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[autori]]></category>
		<category><![CDATA[editore]]></category>
		<category><![CDATA[libro]]></category>
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					<description><![CDATA[Gli autori: “Vogliamo far riflettere, con la forza della ragione e con l’ampiezza del sorriso, sul potere che le fake news hanno di modificare <a class="mh-excerpt-more" href="https://www.filodirettonews.it/cultura-e-societa/arte-e-letteratura/2020/06/19/in-libreria-fake-news-tra-scienza-e-fantascienza-il-saggio-di-francesco-pira-e-raimondo-moncada/" title="In libreria ‘Fake news tra scienza e fantascienza’ il saggio di Francesco Pira e Raimondo Moncada">...</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Gli autori: </strong>“<em>Vogliamo far riflettere, con la forza della ragione e con l’ampiezza del sorriso, sul potere che le fake news hanno di modificare i cervelli, manipolare la realtà e creare verità altre con il lupo che diventa magicamente agnellino e l’agnellino un famelico lupo</em>”. Posto e condivido, dunque sono. Oggi più che mai, le nostre esistenze viaggiano online dove passa di tutto e dove tutto e il contrario di tutto viene creduto, sostenuto e condiviso con una virilità e un’aggressività impressionanti. È alto, perciò, il rischio di rimanere intrappolati nella rete delle fake news, mix dirompente di assurdità, tragedia sociale, comicità che rendono talora credibile una realtà incredibile o spacciano per falso ciò che è vero. In questo ‘campo di battaglia’ arriva esplosivo il testo di Francesco Pira e Raimondo Moncada, autori di <em>Fake news tra scienza e fantascienza – Manuale semiserio di sopravvivenza contro le bufale</em> (Medinova 196 pagine, euro 13). Un libro che già, a partire dal titolo, è tutto un programma e vanta la copertina artistica del maestro Nicolò D’Alessandro. Inoltre, a impreziosirlo nella sua prefazione, la firma del giornalista Stefano Vaccara, direttore fondatore de ‘La Voce di New York’, per il quale il testo “<em>concepito e scritto prima della pandemia, appare come un tentativo di ‘vaccino’ per provare a ‘immunizzare’ il cittadino col cervello ancora non infestato, per poter ancora restare nei social senza per questo rinunciare ad una informazione credibile </em>– sono le sue parole –<em>. Un contributo tanto agile quanto strategico nella corsa alla ricerca della cura adatta a salvare l’informazione sana dal virus-fake news e con lei, speriamo ancora, la democrazia</em>”.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il testo è suddiviso in due sezioni. </strong>Nella prima parte del libro, il prof. Pira analizza il fenomeno da un punto di vista scientifico, evidenziando gli esiti delle ricerche condotte, mettendo in risalto quello che con il collega Altinier ha definito l’esagono delle fake news, ossia alcune loro caratteristiche peculiari, sottolineando come nell’era della disintermediazione questo processo stia coinvolgendo anche il giornalismo. Ormai, l’intrattenimento viene confuso con l’informazione. È in voga la ‘barbaradursizzazione del giornalismo’, un format che si basa sull’emotainment, nell’ambito del quale questioni intime e private vengono analizzate e presentate, facendo leva sull’emotivismo del pubblico, per poi essere reinterpretate sui social network con commenti molto discutibili. Senza contare che ciascuno di noi, da semplice fruitore di notizie, ne diviene anche il creatore grazie alla rete. Politica, medicina, cambiamenti climatici, diritti umani negati e migrazione sono i temi che attirano maggiormente attenzione e su questi temi vengono passati in rassegna alcuni casi esemplari – accaduti dal 2015 al 2019 – offrendo pure alcuni consigli utili su come evitare di rimanere intrappolati nella rete e diventare autori di misinformazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Nella seconda parte, Raimondo Moncada ha rivisitato il fenomeno da operatore dell’informazione e da autore satirico.</strong> Moncada, per questo libro, ha indossato i panni del ‘confenzionatore’ di fake news, ma creative, riprendendo le assurdità lette, soprattutto, su Facebook e su Twitter, non nascondendo di proposito la falsità delle storie raccontate, anzi mettendo l’invenzione in bella evidenza sia nel titolo e sia nel corpo della falsa notizia per suscitare la riflessione del lettore. Un esercizio di scrittura finalizzato a innescare il dubbio o almeno far nascere la consapevolezza delle falsità che circolano in rete, camuffate da verità e rese assolute dal potere dei like, e la necessità di non incentivarle neppure con un ‘click’ solo apparentemente innocuo. “<em>La scintilla è scoccata nel gennaio del 2019, dopo un incontro a Canicattì, ospiti di Kaos, il festival siciliano dell’editoria, della legalità e dell’identità siciliana. Abbiamo, allora, condiviso questa nostra idea con l’editore Antonio Liotta dicendogli – grafici alla mano – che con la nostra pubblicazione avremmo battuto il record dei libri più venduti al mondo </em>– affermano gli autori –<em>.</em> <em>Un libro democratico e internazionale, pensato per tutti: per chi riflette e per chi non riflette, per chi pensa con la materia grigia della testa e chi pensa con i neuroni della pancia, per chi ragiona con pacate parole e chi si lancia in violente reazioni, per chi legge e parla in italiano e per chi avrà bisogno di una traduzione in altra lingua per comprenderci</em>”. </p>
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		<title>‘Territorio d’aMare’, il nuovo libro di Attilio Borda Bossana</title>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jun 2020 14:08:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte e Letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[borda bossana]]></category>
		<category><![CDATA[libro]]></category>
		<category><![CDATA[rotary club stretto di messina]]></category>
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<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il libro </strong><em><strong>Territorio d’aMare</strong></em><strong> – scritto da Attilio Borda Bossana nell’ambito dell’attività editoriale del Rotary Club di Messina – ha visto la sua gestazione, la sua elaborazione e la sua stampa durante una delle più dolorose pandemie della storia del Mondo, il Covid-19.</strong> Il volume sarà presentato in anteprima su piattaforma telematica Zoom, martedi 16 giugno, alle ore 19.00, il prossimo mese al Parco urbano di San Raineri, durante la Festa d’estate dedicata all’amicizia rotariana e, successivamente, alla Città Metropolitana di Messina. <em>Territorio d’Amare</em>, in 204 pagine raccoglie – suddivise in sei fasi della storia cittadina, dall’avvio dell’età contemporanea (1880-1907) alle odierne prospettive – settantaquattro storie e vicende umane che connettono luoghi e non luoghi: mare, navi, Porto e Città. Approfondimenti a volte poco conosciuti, molti dei quali proposti dall’autore in un’omonima rubrica tenuta, negli ultimi anni, sul sito ‘Agora metropolitana’, testata online dalla Città Metropolitana di Messina che, legando mare e territorio, offrono una prospettiva particolare per ‘leggere’ la trama della memoria tessuta negli ultimi 140 anni di Messina. </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Una raccolta di ‘schizzi’, aneddoti, storie, memorie e piccole curiosità</strong>, può contribuire a riaffermare che Messina, con il suo Stretto, non può essere considerata solo un terminale marittimo, autostradale, ferroviario o Città di transito, ma deve riassumere la sua funzionalità di comunità cosmopolita che, riesaltando la cultura, la capacità imprenditoriale, la tecnologia avanzata, l’attitudine commerciale e l’estro artigianale delle sue genti, si proponga attraverso il suo antico legame con il <em>Mare Nostrum</em>, per un grande dialogo di pacifico progresso con i Paesi che vi si affacciano. Come sottolinea il presidente del Rotary Messina, Piero Maugeri, nell’introduzione del volume: “<em>La lezione del passato</em> <em>è sempre di grande aiuto alla lettura degli avvenimenti dell’oggi e alla progettazione attenta del</em> <em>domani. Nel solco di questa tradizione, ci è sembrata meritevole di trovare una collocazione unitaria</em> <em>e più definitiva una serie di frammenti di vicende collegate alla storia della nostra Città raccolte da</em> <em>Attilio Borda Bossana. Si tratta di vicende singolari, interessanti e, in qualche caso, affascinanti, per</em> <em>la capacità di evocare una centralità del nostro territorio che appartiene al nostro passato, ma che</em> <em>ricorre spesso nei nostri sogni come auspicio per un futuro migliore, di spingerci al ricordo delle</em> <em>tragedie che hanno colpito la nostra Città e dalle quali fummo capaci di risollevarci, di farci ricordare</em> <em>imprese epiche sia sportive che di guerra</em>”. Il titolo del libro rispecchia nel gioco di parole su un territorio di mare e da amare il destino ineluttabile dei messinesi, spesso costretti ad attraversare queste acque amate per andare lontano a trovare una nostra affermazione, ma sempre legati al ricordo di una terra che propone egregie memorie e un futuro possibile che continuiamo a sognare e per cui vale la pena adoperarsi e anche lottare senza esitazioni ogni volta che ne abbiamo l’occasione.</p>
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		<title>In libreria il nuovo studio di Salvatore Mantia intitolato ‘La Novena per la Madonna della Milicia’</title>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jun 2020 15:02:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte e Letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[libro]]></category>
		<category><![CDATA[madonna]]></category>
		<category><![CDATA[salvatore mantia]]></category>
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					<description><![CDATA[Da pochi giorni, è in libreria il nuovo studio di Salvatore Mantia intitolato La Novena per la Madonna della Milicia: una spiegazione storico-antropologica, edito <a class="mh-excerpt-more" href="https://www.filodirettonews.it/cultura-e-societa/arte-e-letteratura/2020/06/17/in-libreria-il-nuovo-studio-di-salvatore-mantia-intitolato-la-novena-per-la-madonna-della-milicia/" title="In libreria il nuovo studio di Salvatore Mantia intitolato ‘La Novena per la Madonna della Milicia’">...</a>]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph"><strong>Da pochi giorni, è in libreria il nuovo studio di Salvatore Mantia intitolato </strong><em><strong>La Novena per la Madonna della Milicia: una spiegazione storico-antropologica</strong></em><strong>, edito da Lo Bono Edizioni. </strong>Il libro riporta la prefazione di mons. Corrado Lorefice, arcivescovo di Palermo, e di padre Giuseppe Bucaro, antropologo. Il tema centrale è l’interpretazione storico-teologica di un’antica novena di autore anonimo, scritta in dialetto siciliano; ad Altavilla Milicia, dove è presente un santuario mariano, meta di pellegrinaggi, un cantore accompagnato da un fisarmonicista dilettante, la settimana precedente i festeggiamenti della Madonna della Milicia – dal 6 all’8 settembre – canta di notte la Novena, porta per porta. Il libro di Mantia analizza da punto di vista artistico il venerato quadro focalizzando l’attenzione sugli stilemi pittorici e sul problema della committenza, essendo il dipinto tardo-trecentesco, di autore anonimo. Un paragrafo è dedicato al restauro del quadro avvenuto nel 1990 che ha riportato alla luce l’autenticità e l’antica immagine che era coperta da un abito argenteo ottocentesco applicato sull’immagine della Madonna. Vengono analizzate le strofe del canto, mettendo in evidenza il contrasto tra la fede cristiana e quella islamica; infatti, la Novena racconta una tradizione oralmente tramandata circa il misterioso ritrovamento del quadro presso la spiaggia del mare. Ciò è inteso come un <em>tòpos</em> agiografico presente in altre leggende di argomento affine. Nel libro, viene riportato un nuovo contributo, sinora inedito; è stata, infatti, ritrovata da Salvatore Mantia – presso l’Archivio Storico del Conservatorio di Musica di Palermo – una partitura ottocentesca del maestro Antonino Pasculli, la quale sinora si riteneva perduta. La fantasia musicale si intitola appunto l’<em>8</em> <em>Settembre ad Altavilla</em>, di cui parla l’antropologo Giuseppe Pitré nel suo volume <em>Feste popolari in Sicilia</em>. Il libro di Mantia è corredato da illustrazioni di Gianni Ballistreri e da fotografie della festa di Altavilla. </p>
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		<title>‘Ne uccide più la lingua che il Covid-19. La guerra delle parole’ il nuovo libro di Romina Gobbo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Jun 2020 19:37:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte e Letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[covid-19]]></category>
		<category><![CDATA[libro]]></category>
		<category><![CDATA[romina gobbo]]></category>
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					<description><![CDATA[Il nuovo libro della giornalista Romina Gobbo analizza il linguaggio bellico usato dai media per raccontare l’emergenza Covid-19. Scaricabile da Amazon in formato e-Book <a class="mh-excerpt-more" href="https://www.filodirettonews.it/cultura-e-societa/arte-e-letteratura/2020/06/08/ne-uccide-piu-la-lingua-che-il-covid-19-la-guerra-delle-parole-il-nuovo-libro-di-romina-gobbo/" title="‘Ne uccide più la lingua che il Covid-19. La guerra delle parole’ il nuovo libro di Romina Gobbo">...</a>]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il nuovo libro della giornalista Romina Gobbo analizza il linguaggio bellico usato dai media per raccontare l’emergenza Covid-19. </strong>Scaricabile da Amazon in formato e-Book e cartaceo <em>Siamo in guerra</em>: è il 17 marzo 2020 e il presidente Giuseppe Conte così si esprime nel momento più ‘caldo’ dell’epidemia da Covid-19 che ha colpito il mondo. È il <em>159esimo anniversario</em> della proclamazione dell’Unità nazionale, quindi tale frase assume anche un valore simbolico. Il post di Conte non lascia spazio a dubbi: serve un’unione nazionale. Il presidente francese, Emmanuel Macron, lo aveva preceduto di qualche giorno e, nel suo discorso alla Nazione del 12 marzo, aveva scandito per ben sette volte: “<em>Nous sommes en guerre</em>”. Ormai, la legittimazione del linguaggio bellico era avvenuta. Dal presidente statunitense, Donald Trump, al governatore di New York, Andrew Cuomo, passando per il primo ministro inglese, Boris Johnson: per tutti si trattava di trovare le ‘armi’ per ‘combattere’ e vincere il nuovo ‘nemico’. I titoli dei media di quel primo periodo si sono riempiti di ‘assedi’, ‘artiglieria’, ‘trincee’, ‘task force’ e quant’altro.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>La domanda che sottende al libro è se sia stato utilizzato un linguaggio militare a causa di un impoverimento del lessico italiano</strong>, pertanto, quando si verifica un evento eccezionale, si devono prendere a prestito termini che appartengono solitamente ad altri registri perché non ne esistono di specifici oppure se alla base c’era una volontà di creare un certo tipo di tensione, se non addirittura di panico. Di sicuro, c’è che da sempre nella storia le epidemie sono state considerate un ‘nemico da combattere’. E sempre hanno perpetrato uno stigma ai danni di quanti si ritenevano essere i divulgatori. Oggi, il ‘cinese con la tosse’, ieri gli ‘untori’ manzoniani. Pandemia mediatica? Infodemia? L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha parlato di “sovrabbondanza di informazioni, alcune precise, altre no”, e questo – ha continuato – “rende difficile per le persone trovare fonti attendibili e una guida affidabile al momento del bisogno”. Ma perché questa narrazione mutuata dall’ambiente militare? Il libro non ha la presunzione di dare risposte anche perché davvero bisognerebbe andare a verificare testata per testata se c’erano “ordini di scuderia”, ma di stimolare una riflessione in ambito giornalistico e non solo, di accendere un dibattito su come certi fatti vengono narrati dai media. </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Pensiamo a quanto male ha fatto quel titolo di Libero ‘Bastardi islamici’, </strong>per quanto attiene ai rapporti con la comunità musulmana. Il giornalista, davvero, deve chiedersi che tipo di professionista vuole essere. Uno che crea il panico o uno che approfondisce? Uno che predilige la forma o il contenuto? Non si tratta di scrivere ‘buone notizie’, ma di come si scrivono le notizie, di come vengono verificate le fonti&#8230; La credibilità della professione giornalistica si gioca su questo. D’altra parte, il libro non è solo per gli operatori dell’informazione, anzi. Anche il lettore deve sentirsi chiamato in causa, deve sentirsi sollecitato a esercitare il proprio spirito critico. Perché l’informazione è affare di tutti.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><em>Note
sull’autrice</em></strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Romina Gobbo è una giornalista freelance. Si occupa da anni di aree di crisi, in particolare, Africa sub-sahariana e Medio Oriente, con frequenti viaggi <em>in loco</em>.</p>



<figure class="wp-block-image"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="218" height="344" src="https://www.filodirettonews.it/wp-content/uploads/2020/06/Romina.jpg" alt="" class="wp-image-6839" srcset="https://www.filodirettonews.it/wp-content/uploads/2020/06/Romina.jpg 218w, https://www.filodirettonews.it/wp-content/uploads/2020/06/Romina-190x300.jpg 190w, https://www.filodirettonews.it/wp-content/uploads/2020/06/Romina-15x24.jpg 15w, https://www.filodirettonews.it/wp-content/uploads/2020/06/Romina-23x36.jpg 23w, https://www.filodirettonews.it/wp-content/uploads/2020/06/Romina-30x48.jpg 30w" sizes="(max-width: 218px) 100vw, 218px" /></figure>
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