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	<title>Recensioni &#8211; Filo Diretto News</title>
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	<title>Recensioni &#8211; Filo Diretto News</title>
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		<title>‘Finché il caffè è caldo’… c’è speranza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 May 2025 10:01:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[finché il caffè è caldo]]></category>
		<category><![CDATA[toshikazu kawaguchi]]></category>
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					<description><![CDATA[Oltre un milione di copie vendute per il romanzo di Toshikazu Kawaguchi dal titolo Finché il caffè è caldo. La trama si snoda all’interno <a class="mh-excerpt-more" href="https://www.filodirettonews.it/cultura-e-societa/recensioni/2025/05/14/finche-il-caffe-e-caldo-ce-speranza/" title="‘Finché il caffè è caldo’… c’è speranza">...</a>]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph"><strong>Oltre un milione di copie vendute per il romanzo di Toshikazu Kawaguchi dal titolo </strong><em><strong>Finché il caffè è</strong></em><strong> </strong><em><strong>caldo</strong></em><strong>. </strong>La trama si snoda all’interno di una caffetteria giapponese avvolta nella leggenda. Si tramanda che, sorseggiando un caffè, sia possibile viaggiare nel tempo. Che sia vero o no, poco importa, certamente, non sfugge al lettore il significato nascosto nel testo: ogni tanto occorre fermarsi, rallentare, sacrificare il tempo cronologico a vantaggio del tempo interiore per riconsiderare che la vita è adesso ed è sempre possibile il cambiamento interiore, quello più importante perché capace di incidere, significativamente, sulle azioni e le relazioni interpersonali. Il viaggio nel tempo che i protagonisti compiono davanti alle tazze fumanti di caffè coincide con un cambiamento interiore capace di riorientare le proprie vite, riconducendole verso la strada del cuore, l’unica che, realmente, conta. Nella caffetteria dalle luci soffuse, in cui tre orologi segnano ciascuno un’ora diversa, il tempo perde la sua linearità e l’unica via percorribile è quella di dare valore all’istante presente, non senza prima aver compiuto il più importante dei viaggi: quello dentro se stessi. Ciascun viaggiatore dovrà sottostare ad alcune semplici regole, perché imparare a vivere la vita con consapevolezza è un po’ come prendere il caffè: c’è un solo tavolo ad aspettarci, è necessario attendere che il caffè venga servito, è possibile rivivere un momento sapendo di non poterlo modificare, si deve sorseggiare la bevanda a piccoli sorsi e berla tutta prima che si raffreddi. Inizia, così, il metaforico viaggio di Fumiko, Hirai, Kōtake e Kei dentro se stessi.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Ciascuno ha un ‘demone’ interiore da combattere che gli impedisce di godere a pieno della vita e di non avere rimpianti.</strong> Fumiko, alla fine del viaggio, imparerà a mettere da parte se stessa per accogliere anche le richieste del fidanzato Gorō, consapevole che, oltre alle proprie insicurezze, bisogna imparare ad accettare quelle degli altri e che il dialogo aperto e sincero è l’unica via possibile per trasformare positivamente il futuro. Kōtake imparerà a mettere da parte la sua professione di infermiera e sceglierà di accudire il marito malato di Alzheimer come moglie, prima ancora che come professionista. Hirai dovrà fare i conti col rimorso di aver rifiutato di dirigere l’attività di famiglia per assecondare i suoi sogni di libertà a scapito della defunta sorella. Hirai aprendo il proprio cuore a Kumi vincerà ogni senso di colpa e tornerà in famiglia con la felicità di prestare fede alla promessa fatta alla sorella minore. Infine, c’è Kei affetta da una patologia cardiaca e divisa tra il desiderio di maternità e la paura di perdere i propri cari. Kei imparerà che la malattia, che si era rivelata la sua più grande sfortuna, era stata anche la causa che l’aveva condotta nello stesso ospedale in cui era ricoverato il suo promesso sposo e che l’aveva portata a lavorare con lui nella leggendaria caffetteria. Quindici anni dopo, davanti al suo caffè fumante, Kei avrebbe incontrato la figlia: una giovane sana e volitiva. Così, ha appreso di aver vinto la sua battaglia più grande: la malattia non aveva nutrito la sua anima di negatività e paure, era prevalsa la fiducia nella vita e nel futuro, e Miki era cresciuta felice e amata. Nessuno dei protagonisti era riuscito a modificare il presente: il marito di Kōtake non era guarito, l’incidente automobilistico di Kumi non era stato impedito, il fidanzato di Fumiko era partito senza di lei e Kumi non era sopravvissuta alla patologia che l’aveva afflitta sin dalla nascita; però, tutti loro erano cambiati, il loro cuore si era trasformato. Il messaggio di grande speranza che l’autore affida al lettore consiste nel nutrire la convinzione che “finché il caffè è caldo” cioè “finché c’è vita”, le persone saranno sempre in grado di superare le difficoltà e utilizzare la forza del proprio cuore per cambiare se stessi, influenzare gli altri, positivamente, e trasformare le circostanze sfavorevoli in opportunità. </p>



<p class="wp-block-paragraph">di <strong>Tiziana Santoro</strong></p>
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		<title>Nino Ferraù… Il Poeta nella scuola: Un libro di Alfonso Saya</title>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Oct 2024 13:02:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[alfonso saya]]></category>
		<category><![CDATA[il poeta nella scuola]]></category>
		<category><![CDATA[nino ferraù]]></category>
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					<description><![CDATA[Il poeta Alfonso Saya, “l’amico semplice, sincero, trasparente”, “sull’onda dei ricordi”, dissotterra dalle ceneri dell’oblio la memoria di Nino Ferraù, per farci dono di <a class="mh-excerpt-more" href="https://www.filodirettonews.it/cultura-e-societa/recensioni/2024/10/10/nino-ferrau-il-poeta-nella-scuola-un-libro-di-alfonso-saya/" title="Nino Ferraù… Il Poeta nella scuola: Un libro di Alfonso Saya">...</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il poeta Alfonso Saya, “<em>l’amico semplice, sincero, trasparente</em>”, “<em>sull’onda dei ricordi</em>”, dissotterra dalle ceneri dell’oblio la memoria di Nino Ferraù,</strong> per farci dono di questa elegante pubblicazione che racchiude episodi, raccoglie testimonianze e idilliaci versi del genio galatese. <em>Il poeta nella Scuola</em> rappresenta il filo conduttore di una poesia della vita che ha accomunato i due amici in una esperienza letteraria fantastica che l’autore vuol parteciparci. Scorrendo queste pagine scopriamo che Ferraù non trovò accoglienza in certi ambienti culturali cittadini e di periferia che brulicavano di detrattori senza scrupoli e senza vergogna, gelosi della sapienza del suo verbo e della penetrabilità e bellezza dei suoi versi, ma leggiamo anche pagine di manifesta amicizia, di riconoscenza all’uomo che ha dedicato l’intera vita all’insegnamento attivo e al culto della poesia, chinandosi, bambino tra i bambini, per ascoltare il ‘pigolio’ delle loro candide e ingenue curiosità.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il poeta Nino Ferraù è ancora vivo. Egli fiata nelle copiose e poderose opere, nella sua poesia umana e trascendentale, e nel canto silente dei versi dei suoi veri e antichi amici.</strong> Alfonso Saya, poeta fluido e genuino, e apprezzato educatore, merita riconoscenza per l’impegno profuso in questo lavoro, teso, soprattutto, a magnificare un genio che appartiene a Messina e a tutti noi. Nell’atrio della scuola elementare del Villaggio Aldisio, a lui intitolata, per iniziativa dell’autore insieme alle altre due, <em>Il poeta a scuola</em> e l’omonimo Premio di poesia che si è esteso a tutte le scuole di ogni ordine e grado della nostra ‘bella Trinacria’, campeggiano questi versi che esplicitano la sua vera, grande vocazione di educatore: “<em>Io resto qui, tra questi fiori viventi/ in questa eterna primavera/ e nelle gioie e nei dolori/ maestro resterò fino alla sera</em>”. </p>



<p class="wp-block-paragraph">di <strong>Alessandro Corsi</strong></p>
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		<title>Resilienza di una piccola conformista: … e se è così, l’ironia ci salverà la vita</title>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Apr 2021 15:15:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[ingrid seyman]]></category>
		<category><![CDATA[la piccola conformista]]></category>
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					<description><![CDATA[Se è vero che possiamo scegliere i nostri amici, è altrettanto vero che dobbiamo tenerci i parenti che ci capitano. Questa considerazione ben si <a class="mh-excerpt-more" href="https://www.filodirettonews.it/cultura-e-societa/recensioni/2021/04/06/resilienza-di-una-piccola-conformista-e-se-e-cosi-lironia-ci-salvera-la-vita/" title="Resilienza di una piccola conformista: … e se è così, l’ironia ci salverà la vita">...</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Se è vero che possiamo scegliere i nostri amici, è altrettanto vero che dobbiamo tenerci i parenti che ci capitano.</strong> Questa considerazione ben si adatta ad Esther, dissacrante protagonista di <em>La piccola</em> <em>conformista</em>, di Ingrid Seyman. Mentre sullo sfondo si consuma il dramma familiare di Patrick e Babeth, una tagliente ironia affida allo sguardo severo della protagonista una critica feroce al mondo degli adulti: fragili, inadeguati, sessantottini più nella forma che nella sostanza, ma quanto basta per coinvolgere i figli Esther e Jérémy nella loro strampalata quotidianità. I coniugi Dahan, l’uno ebreo e l’atra atea, erano decisamente male assortiti, ad unirli erano ‘l’esibizionismo domestico’, la sinistra, l’abolizione della pena di molte e poco altro. Vagheggiavano un mondo nuovo che, di fatto, non gli corrispondeva e a cui volevano convertire i propri figli. Di educazione cattolica Babeth e vicedirettore di banca Patrick erano di fatto l’espressione idealista di un ‘68 che si contrapponeva al loro <em>status</em> e alla loro classe sociale; vagheggiato come giusto, esternato nell’abbigliamento e nelle mode, quel ‘68 domestico rappresentava un mondo a cui Esther doveva resistere.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>L’occasione si è presentata quando il fratello Jérémy, iperattivo e dislessico, è stato cacciato dall’ennesima festa hippie a cui erano stati inviati.</strong> Eccola la svolta reazionaria della famiglia Dahan: salvare la propria vita sociale iscrivendo i figli alla scuola Jeanne d’Arc, roccaforte dei cattolici di destra. Così Esther imparò a mentire e a lottare per imporre la propria popolarità: voti alti, discrezione e un morboso attaccamento alla grammatica e all’ortografia fecero il resto. Beniamina dei compagni e della conservatrice famiglia Robert, si accompagnò per un po’ alla cattolicissima Agnès, sino a vagheggiare il sogno di un battesimo cattolico. Consapevolezza di classe e di religione? Più sinistra voglia di commettere un parricidio e colpire nell’amor proprio quel padre ebreo che li costringeva ad assistere ai suoi spettacoli domestici di poesia e canzoni e a rispettare ordini e regole scritti e declamati su liste infinite. Un Delon da salotto, capace di far esplodere Babeth e coinvolgerla in litigi furibondi, consumati a suon di sberle e piatti infranti. A Babeth – il cui unico difetto sembrava essere il marito e qualche tempesta emotiva di troppo –, Esther reagiva aggrappandosi a ciò che reputava affidabile: le regole grammaticali e i precetti della Chiesa.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>La difficile convivenza domestica si allargava ai due rami della famiglia: alla cattolicissima nonna Suzie che disapprovava il genero Patrick e l’anticlericalismo della figlia, </strong>alla ipocrita nonna Fortunée, che intravedeva nella ‘presunta santità’ della nuora l’opportunità di ‘scaricare’ un figlio troppo difficile da gestire. Nella ruota delle ipocrisie, la sorte peggiore toccherà proprio a Babeth, <em>bell’anima dagli occhi che brillano ostinatamente</em>, bersaglio di un amore complicato, di una madre intransigente e di una suocera calcolatrice. L’impari lotta di Esther per resistere all’impermanenza delle cose e per evitare di diventare un’adulta incline alla trappola del matrimonio, non le risparmiarono il dolore più forte e il distacco traumatico da quella madre amatissima. La soffocante trappola della famiglia, la lotta di classe, le ipocrisie e gli egoismi umani – benché perennemente smascherati dall’arguzia e dall’ironia di Esther – rimangono senza via di soluzione; non resta che preservarsi e rassegnarsi agli imprevedibili colpi della vita e della morte, senza trionfi giustizialisti o ottimistici colpi di scena, perché il più delle volte “così è…” e dobbiamo accettarlo, magari dissacrandolo un po’. </p>



<p class="wp-block-paragraph">di <strong>Tiziana Santoro</strong></p>
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			</item>
		<item>
		<title>‘La luce di Lourdes’ il libro di Antonio Scalisi</title>
		<link>https://www.filodirettonews.it/cultura-e-societa/recensioni/2020/05/02/la-luce-di-lourdes-il-libro-di-antonio-scalisi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 02 May 2020 13:17:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[antonio scalisi]]></category>
		<category><![CDATA[libro]]></category>
		<category><![CDATA[maria di lourdes]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Con questa breve nota, darò notizia di un recentissimo libro: un’esperienza di devozione mariana collocata sullo sfondo degli eventi che danno inizio alla realtà straordinaria di Lourdes, le apparizioni alla veggente Bernadette. </strong>Un libro composto con la scrittura agile e fine del dotto, eppur semplice, perché intende non celare ai ‘piccoli’ il messaggio: in effetti, Antonio Scalisi ci offre il proprio diario di Lourdes non nella veste dell’illustre giurista, qual egli è, ma piuttosto in quella di Hospitalier e di Unitalsiano, e ancora di confratello dell’Ordine Francescano Secolare, qual egli è pure: dunque, nella sua veste ed essenza di cristiano, di cattolico della milizia umile che predica il Vangelo e lo vive nell’amore del prossimo e nel servizio al sofferente. A questa scelta, centrale nella seconda parte del libro per il rendiconto di una ‘vita ai piedi di Maria’, Scalisi si è lasciato indurre volendo avviarsi dietro alla Croce, dietro alle croci, per un cammino che, sull’esempio di Maria, non si limita ad accompagnare la sofferenza dell’altro, la condivide in quel viaggio tra dolore e speranza, sin dentro le acque di quella piscina che rasserena, purifica, converte: potremmo parlare di questo come di un cammino di ‘volontariato’, a condizione, però, di intendersi sul punto che si tratta di una sperimentazione biografica, della quale ci si offre una ‘realtà’, che vede Scalisi compagno d’altri eppur protagonista, in un luogo nel quale misteriosamente – o potrei dire misticamente – il sano si ritrova malato e ottiene una terapia che non ha chiesto; e il malato riacquista la salute: sempre quella spirituale, talora anche nel corpo. </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>E ciò per intercessione di Colei che fu, da Canaan ad oggi, pronta a ‘servire’ chi, debole, si affida a lei, potente, perché la sua flebile voce possa giungere a Dio; di Colei che è guida nelle incertezze della via: </strong>luce che orienta, secondo l’imperativo di Colui che, proclamatosi Luce del Mondo, ha donato ai Suoi il compito di farsi luce a loro volta, e ‘sale’ che dà sapore alla vita. In questa prospettiva, Scalisi si propone quale granello di un rosario umano, un filo sottile eppur saldo fatto da quanti si sono immersi e lavati nella fonte perenne che sgorga nella grotta e la Vergine indicò a S. Bernadette. Nella prima parte del libro, espone una lucida ricostruzione storica portandoci nel vivo della società del tempo (‘Lourdes nella cultura di Fine Ottocento’), a cominciare dal momento in cui inizia a brillare quella ‘Luce di Lourdes’ che vivida brilla ancor oggi, e ancor oggi apre alla speranza i cuori, mentre, nell’infuriare della pandemia e dello scetticismo intellettuale, si serrano i portali delle chiese, si interdicono i lavacri nella santa piscina. La cronaca degli eventi storici avvince il lettore, sebbene altri libri, molti libri, li abbiano già raccontati ed essi siano stati, più volte, oggetto di trascrizione filmografica. </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Dallo scritto di Scalisi, tuttavia, essi emergono come nuovi, mai uditi prima, in una narrazione capace di mantenere in suspense un lettore che ben conosce lo svolgimento del dramma sacro:</strong> miracolo e somma di miracoli, voluto da Maria per aver consegnato a Bernadette preghiere, moniti ed esortazioni, innamorandola del Cristo, istruendola nella fede, tramutandola da candida fanciulla del contado francese in eroina della fede e guida per chi verrà dopo. ‘Illuminata’ da Maria, e su sua stessa richiesta, Bernadette si fa, dunque, maestra ed esempio a sua volta, e prende nelle mani un cero simbolico, che – commenta Scalisi – significa piena, gioiosa, accettazione del servizio e speranza infallibile nell’annuncio del Vangelo: speranza di un Aldilà beato per chi pratichi la ‘imitazione’ di chi lo ha preceduto nella ‘imitazione’ del Cristo; speranza del soccorso certo da lui accordato a chi preghi la sua Santa Madre. Un soccorso che, come nella Sua vita terrena, reca miracoli di guarigione e di conversione. </p>



<p class="wp-block-paragraph">di <strong>Rosa Maria Lucifora</strong></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Hidden: Prossima l’uscita del primo romanzo dello scrittore nisseno Claudio Scarantino</title>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Jan 2020 23:37:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[claudio scarantino]]></category>
		<category><![CDATA[romanzo]]></category>
		<category><![CDATA[scrittore]]></category>
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					<description><![CDATA[Uscirà tra pochissimi giorni, il 28 gennaio, il romanzo del giovane talento nisseno Claudio Scarantino. Dopo una prima stesura, che ha visto la luce <a class="mh-excerpt-more" href="https://www.filodirettonews.it/cultura-e-societa/recensioni/2020/01/24/hidden-prossima-luscita-del-primo-romanzo-dello-scrittore-nisseno-claudio-scarantino/" title="Hidden: Prossima l’uscita del primo romanzo dello scrittore nisseno Claudio Scarantino">...</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Uscirà tra pochissimi giorni, il 28 gennaio, il romanzo del giovane talento nisseno Claudio Scarantino. </strong>Dopo una prima stesura, che ha visto la luce nel 2014, l’opera prima del 28enne ingegnere non fu pubblicizzata e presentata come lo scrittore desiderava, così, decise di sospenderne la vendita. Nel 2019, migliorato e ampliato, con uno studio della psiche dei singoli personaggi più precisa e attenta, e con una trama dai tratti più ‘maturi’, il romanzo intitolato <em>Hidden</em> (<em>Nascosti</em>) è pronto per il grande pubblico e il prossimo 28 gennaio sarà pubblicato su Amazon e, successivamente, in veste cartacea, sarà presentato, in prima battuta, in alcune librerie del Nisseno. </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Nuova anche la veste grafica e nuove anche le collaborazioni con reader, editor, grafici e fumettisti siciliani. </strong>Dal libro, è stato estratto un booktrailer che ha un taglio cinematografico e, anche in questo caso, il videomaker è di Caltanissetta, mentre la voce fuori campo è di un ragazzo siciliano. A <em>Hidden</em>, il primo romanzo di una trilogia, seguiranno il secondo volume della saga <em>Finding</em> e il terzo <em>Clash</em>. Trama e personaggi. In un contesto vicino ai giorni nostri, nel 2022, nella Città metropolitana di Toronto, Ethan Fly si trasferisce celando la verità sulla sua identità. Direttore dell’osservatorio, David Dunlap, conosce Emma, una giovane giornalista dal passato difficile e, da quel momento, la sua vita e le sue conoscenze si capovolgono. Nel momento in cui Emma scopre la verità su Ethan, inizia un viaggio di riscoperta e conoscenza che catapulterà entrambi in qualcosa di immensamente più grande di loro. I nemici di Ethan, però, sono in agguato.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Quale verità è sepolta sotto migliaia d’anni di falsità? Sei sicuro che tutto ciò che ti è stato insegnato fin da bambino sia vero? </strong>“Non credo che tu sia in grado di capire cosa c’è dietro all’apparenza, oltre l’orizzonte visibile; sapere verità troppo grandi per i limiti imposti alla tua mente”. Attorno ai due personaggi principali altre importanti figure come quelle di Madison e Axel, i migliori amici di Ethan. Inoltre, Terak che è l’antagonista di Ethan e Zak Taylor, un personaggio con indole ‘particolare’.In uno scenario urban, non lontano dai nostri giorni, amore, complotti e scoperte danno vita a un romanzo che non concede respiro.Brevi cenni su Claudio Scarantino. Nato a Caltanissetta nel 1991, ingegnere civile ambientale, scrittore di pensieri, sceneggiature e romanzi, profondo amante del mistero e dell’occulto, nelle sue opere descrive la realtà senza veli e senza inutili artifici. Grande appassionato di sport, è un arbitro di calcio professionista.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Una narrazione che esalta l’epopea dei valori antichi di una Comunità: quella dello Stretto di Messina</title>
		<link>https://www.filodirettonews.it/cultura-e-societa/recensioni/2018/09/06/una-narrazione-che-esalta-lepopea-dei-valori-antichi-di-una-comunita-quella-dello-stretto-di-messina/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Sep 2018 16:16:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[eolie]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[tramonto]]></category>
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					<description><![CDATA[Una scrittura discorsiva, semplice, naif che affonda le sue radici nel linguaggio corrente, di getto, dei racconti dei nostri Padri. Al di là di <a class="mh-excerpt-more" href="https://www.filodirettonews.it/cultura-e-societa/recensioni/2018/09/06/una-narrazione-che-esalta-lepopea-dei-valori-antichi-di-una-comunita-quella-dello-stretto-di-messina/" title="Una narrazione che esalta l’epopea dei valori antichi di una Comunità: quella dello Stretto di Messina">...</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Una scrittura discorsiva, semplice, naif che affonda le sue radici nel linguaggio corrente, di getto, dei racconti dei nostri Padri. </strong>Al di là di una tramonto, librivalutazione sullo stile narrativo, ho inteso evidenziare quelli che sono i cardini del narrato di Vittorio Torresi che fissano l’attenzione sui valori universalmente riconosciuti che sono afferenti a un’epopea che aveva, come basilare, il valore del rispetto della famiglia, dei genitori, del padre e della madre, indicati dal Torresi come felicità superiore a ogni cosa. Un altro valore evidenziato dallo scrittore è anche quello relativo all’amore, all’attaccamento alle proprie radici, a quel mare, quell’area dello Stretto, di Miti e Leggende, uno Stretto amaro e gioioso, tempestoso e solare, al tempo stesso. Pertanto, questa narrazione, si configura quale operazione letteraria didascalica per le nuove generazioni che hanno incarnato Miti diversi come Marylin Menson, la droga, il consumismo esasperato dell’immagine a tutti i costi e il vile denaro, quali conduttori verso gli unici templi sacri di felicità.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Ne
consegue che occorre guardare oltre la perfezione dello stile narrativo, per
meglio comprendere il narrato di Torresi;</strong> egli narra, racconta, racconta e
narra, come una matriovska, come in un “Beautiful narrativo”, un cunto de li
cunti; egli narra, come i nostri nonni, come un nostro amico “antico”, come un
Wikipedia ante litteram, si esprime su fatti, cose, situazioni, storie di
famiglie e alberi genealogici. Il tutto è condito con un’intensa nostalgia di
una memoria storica che Torresi vuole fissare, sedimentare; come un’ipallage
carducciana, il suo tramonto eoliano (che esalta la spettacolare e intensa bellezza
di un tramonto alle isole eolie, rappresentato dal Torresi- Fotografo) al
contrario, lo stesso risulta funzionale a fissare lo sguardo sul tramonto, sul
mare, come a volerci invitare, lo scrittore, a non fare tramontare mai quelli
che sono i valori della memoria storica e quei valori come l’educazione e l’amore
sviscerato per la propria terra che noi siciliani abbiamo ereditato dai Greci…Ecco,
in conclusione, Torresi vuole invitarci a riflettere che, perdendo memoria storica
e i quei valori cui egli fa riferimento, veramente, il mondo finirà col perdere
la sua bussola di orientamento, quello che Battiato definiva il “Centro di
gravità permanente”… “che non faccia cambiare idea sulle cose e sulla gente”.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Maria Teresa Prestigiacomo</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>#Maria
Teresa Prestigiacomo</strong> è docente d’Istruzione Superiore, critico d’arte e
letterario, giornalista iscritta all’ordine dei Giornalisti Nazionale, Roma,
Pluripremiata con il Premio Cartagine ad Hammamet, Sousse, Cartagena, Spagna,
Roma, al Teatro Valle, Premio Calderoni Stampa per il giornalismo Culturale e
la critica d’arte e letteraria…</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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