<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>comunicazione &#8211; Filo Diretto News</title>
	<atom:link href="https://www.filodirettonews.it/tag/comunicazione/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.filodirettonews.it</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Fri, 08 May 2026 14:44:11 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=7.1.3</generator>

<image>
	<url>https://www.filodirettonews.it/wp-content/uploads/2022/04/cropped-f-logo-32x32.png</url>
	<title>comunicazione &#8211; Filo Diretto News</title>
	<link>https://www.filodirettonews.it</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Messina – L’incontro dell’AMMI: ‘Empatia, capacità in ascolto e comunicazione’</title>
		<link>https://www.filodirettonews.it/notizie/messina/2026/04/29/messina-lincontro-dellammi-empatia-capacita-in-ascolto-e-comunicazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Apr 2026 14:39:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Messina]]></category>
		<category><![CDATA[AMMI]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[convegno]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.filodirettonews.it/?p=21230</guid>

					<description><![CDATA[Si è svolto il 28 aprile a Palazzo dei Leoni della Città Metropolitana di Messina il convegno organizzato dall’AMMI (Associazione Mogli Medici Italiani) dal <a class="mh-excerpt-more" href="https://www.filodirettonews.it/notizie/messina/2026/04/29/messina-lincontro-dellammi-empatia-capacita-in-ascolto-e-comunicazione/" title="Messina – L’incontro dell’AMMI: ‘Empatia, capacità in ascolto e comunicazione’">...</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Si è svolto il 28 aprile a Palazzo dei Leoni della Città Metropolitana di Messina il convegno organizzato dall’AMMI (Associazione Mogli Medici Italiani) dal titolo ‘Empatia, capacità in ascolto e comunicazione’.</strong> Il Convegno moderato dalla prof.ssa Maria Pia Calabrò ha visto, dopo i saluti dell’avv. Francesca De Domenico, presidente AMMI, le relazioni del prof. Gabriele Bronzetti Cardiologo Pediatra dell’Ospedale S.Orsola di Bologna e la relazione della Dott.ssa Marinella Ruggeri, Neurologa di Messina.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>All’ avv. Francesca De Domenico abbiamo chiesto le motivazioni di questo Incontro:</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>“Questo è un nostro tema nazionale. Noi come AMMI siamo su tutto il territorio nazionale, 61 sezioni e ogni anno scegliamo un tema da trattare su tutto il territorio e quest&#8217;anno è stato promosso questo tema di empatia e comunicazione soprattutto dal punto di vista medico-paziente perché in una società liquida come la nostra ormai questo rapporto si è quasi perso, siamo diventati soltanto delle carte, soltanto una certificazione ed ecco quindi l&#8217;importanza della comunicazione e dell&#8217;empatia. E’ importante che il medico riconosca che si trova di fronte ad un paziente il quale in quel momento soffre, non è paziente solo di nome ma perché soffre in quel momento e quindi il medico deve avere questa capacità. Abbiamo il piacere di avere il Professore Gabriele Bronzetti che si occupa della pediatria e già sin da primi anni ha questo contatto con la cardiologia pediatrica e poi la dottoressa Marinella Ruggeri neurologa e quindi due aspetti essenziali della medicina, le parti più fragili di questo rapporto”.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Un domanda che volevamo ancora farle è che in questo periodo in cui la gente è molto distratta è auspicabile fare questa comunicazione e sperare quindi che la gente recepisca l&#8217;importanza di questi messaggi che vogliamo dare?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>“E questo è un muro, in effetti, che si sta creando perché dopo il Covid è peggiorata moltissimo la situazione nei rapporti umani e questa è una sfida che noi comunque chiediamo ai medici. In questo momento che è importante stiamo anche cercando di superarlo con i ragazzi, cioè i ragazzi devono capire quanto è importante comunicare, stare insieme e crescere insieme. Purtroppo non è proprio così. Ieri abbiamo avuto il piacere di avere tanti ragazzini che si sono prodigati, hanno fatto dei tabelloni, hanno lavorato insieme in ricordo del poeta Nino Ferraù e noi dobbiamo comunque sollecitare soprattutto i ragazzi e anche noi a creare insieme ed essere parte attiva di questa società che purtroppo invece sta vivendo un momento molto buio”.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Siamo adesso in compagnia del prof. Bronzetti a cui ci rivolgiamo: Intervistarla rappresenta un&#8217;ottima occasione per approfondire una combinazione di scienza, etica ed umanità per fare chiarezza sul tema della cardiologia pediatrica che spesso spaventa i genitori e che però è fatto di molta prevenzione e di cure all’avanguardia. Le chiedo dapprima cosa l&#8217;ha spinta a scegliere di curare di più il cuore dei bambini rispetto a quello degli adulti?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>“Sono partito da cardiologo appunto degli adulti e poi è stato il caso o il destino. La scuola di specialità è obbligatoria a Bologna e il reparto di cardiologia pediatrica, è sempre stato così, e in quella frequenza in qualche modo mi sono innamorato di questo mondo che ha anche molte peculiarità rispetto alla cardiologia generale che è molto affascinante però il bambino è sicuramente diversissimo come varietà anche di patologie”.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>La sfida più importante che penso la tocchi è diagnosticare un paziente che è appunto un bambino che spesso non si sa rapportare, nel senso che non è facile.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>“Esatto, gli manca la parola noi dobbiamo riconoscere segni, sintomi che a volte dicono anche più delle parole. C’è quel limite ma si può superare con l&#8217;esperienza, con le nuove tecnologie come la diagnostica per immagini”.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>In una visita cardiologica dove c’è il bambino c&#8217;è anche il genitore e in questo caso come si può gestire al meglio l&#8217;ansia dei genitori del padre della madre?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>“Quando uno visita un bambino non visita solo un bambino, visita una famiglia intera: ci sono i genitori, a volte gli zii a volte i nonni. Bisogna compiere appunto un&#8217;opera di improvvisazione, di comunicazione, nel senso che bisogna stare molto attenti alle parole ma non solo alle parole ma anche al non verbale, i gesti che si fanno, le espressioni. In quel momento i genitori ti stanno guardando molto e ogni tua parola che magari dici allo specializzando o a un tuo collega può diventare per loro preoccupante. Bisogna stare molto attenti, anche parole innocenti ad esempio dici una parola che il genitore non capisce e che vuoi dire bene, dici ad esempio “negativo” per negativo in medicina è bene perché vuol dire che è un segno, non c&#8217;è e che vuol dire non c&#8217;è la malattia, ma la parola negativo in un genitore, magari poco istruito, può sembrare che sta andando male”.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Come sono cambiate negli ultimi 20 anni le prospettive di vita per un bambino nato con una cardiopatia congenita?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>“Sicuramente in senso positivo. Vent&#8217;anni no, ma mentre 50 anni fa nascere con una cardiopatia congenita complessa era quasi una condanna a meno di interventi o viaggi della speranza negli Stati Uniti, adesso non c&#8217;è una cardiopatia congenita che non possa essere affrontata e non esiste praticamente una cardiopatia congenita inoperabile oppure le più gravi sono operabili con interventi palliativi o alternativi a quelli del trapianto”.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Esistono interventi che un tempo richiedevano il cuore aperto e che oggi sono eseguite in un modo meno invasivo?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>“Esattamente proprio con le tecniche percutanee interventistiche, tramite dei cateteri, si può risalire il torrente circolatorio, entrare nel cuore, chiudere buchi con dei dispositivi chiamati ‘ombrellini’, oppure con dei palloncini aprire valvole che sono chiuse addirittura mettere valvole artificiali, valvole che una volta si potevano mettere solo a cuore aperto e ora invece tutto dall’interno”.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Sul tema di stasera cosa ci può aggiungere.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>“Devo dire che l&#8217;empatia non è innata, va coltivata e si coltiva soprattutto attraverso gli artisti cioè bisogna frequentare gli artisti per aumentare le proprie competenze mediche proprio perché gli artisti ci insegnano l&#8217;empatia, gli artisti sono osservatori e sono importanti sia l’empatia che la comunicazione. In parole ricche non in parole povere, mettersi nei panni degli altri e questo lo si può fare soprattutto frequentando gli artisti perché sanno entrare nel cuore degli altri, sa osservare, sa ascoltare, e siccome i medici devono fare questo poiché la medicina non è solo una scelta ma è un&#8217;arte”.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Come ultima domanda cosa insegnare per prima cosa gli specializzandi che si avvicinano a una branca così difficile della medicina?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>“Imparare ad ascoltare quello che ti dice la gente, il paziente, ma “ascoltare” prima che auscultare con lo stetoscopio, ascoltare quello che ti dice perché una massima della medicina è: “Ascolta il paziente perché ti sta dicendo la diagnosi”. Qualsiasi cosa ti dica serve alla diagnosi”.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Alla Dott.ssa Marinella Ruggeri chiediamo di farci una sintesi sulle motivazioni e sugli obiettivi di questo Convegno.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">“Allora l&#8217;AMMI quest&#8217;anno ha scelto come tema nazionale l&#8217;empatia, le capacità di ascolto, soprattutto l&#8217;ascolto attivo e la comunicazione dove per comunicazione vale anche quella non verbale compreso il silenzio. Ecco il tema scelto ci induce a riprendere in mano l&#8217;umanizzazione sia nelle relazioni sociali, ma soprattutto nel percorso di cura dove queste tre abilità, proprio l&#8217;empatia, l&#8217;ascolto e la comunicazione rimettono in piedi la fiducia tra il medico e il paziente e l&#8217;approccio e l&#8217;aggancio alle terapie perché noi non curiamo malattie, noi curiamo persone e malati. Non solo questo ma esercitare e allenare l&#8217;empatia come l&#8217;ascolto attivo aiuta anche la persona che lo fa perché ha un&#8217;azione neuroplastica, neurobiologica, favorisce il ripristino dell&#8217;identità, del sé e soprattutto stimola, dal punto di vista cerebrale, tutte quelle funzioni che sono fondamentali per ridurre e rallentare l&#8217;invecchiamento cerebrale. Quindi è un tema molto bello che riprende in mano l&#8217;evoluzione della specie umana e i suoi strumenti e le sue risorse”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Presente un pubblico molto interessato, il Convegno si è chiuso, come un nuovo punto di partenza per una medicina sempre più precisa, umana e vicina.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Messina – Seminario: ‘Comunicazione in favore del personale dell’Arma dei Carabinieri preposto ai rapporti con la stampa’</title>
		<link>https://www.filodirettonews.it/notizie/polizia-e-forze-armate/2019/12/08/messina-seminario-comunicazione-in-favore-del-personale-dellarma-dei-carabinieri-preposto-ai-rapporti-con-la-stampa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 07 Dec 2019 23:01:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Polizia e Forze Armate]]></category>
		<category><![CDATA[carabinieri]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[stampa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.filodirettonews.it/?p=3085</guid>

					<description><![CDATA[Nei giorni di martedì e mercoledì 3 e 4 dicembre, presso la Sala briefing della Caserma ‘A. Bonsignore’, si è svolto un Seminario sul <a class="mh-excerpt-more" href="https://www.filodirettonews.it/notizie/polizia-e-forze-armate/2019/12/08/messina-seminario-comunicazione-in-favore-del-personale-dellarma-dei-carabinieri-preposto-ai-rapporti-con-la-stampa/" title="Messina – Seminario: ‘Comunicazione in favore del personale dell’Arma dei Carabinieri preposto ai rapporti con la stampa’">...</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Nei giorni di martedì e mercoledì 3 e 4 dicembre, presso la Sala briefing della Caserma ‘A. Bonsignore’, si è svolto un Seminario sul tema ‘Comunicazione in favore del personale dell’Arma dei Carabinieri preposto ai rapporti con la stampa’.</strong> L’iniziativa, svolta nell’ambito della costante attività di formazione rivolta ai militari dell’Arma, promossa dal Comando Generale, è stata organizzata dal Comando Interregionale Carabinieri Culqualber, con la preziosa collaborazione dell’Università degli Studi di Messina, e ha affrontato i temi della comunicazione istituzionale e dei rapporti con gli organi di stampa degli appartenenti all’Arma dei Carabinieri. Al seminario, hanno preso parte 30 ufficiali dei Comandi Provinciali della Legione Carabinieri ‘Sicilia’, tra cui i comandanti provinciali di Messina, Catania, Siracusa, Ragusa ed Enna, nonché il comandante del Reparto Investigazioni Scientifiche di Messina e il comandante del Reparto Tutela Salute Agroalimentare di Messina. </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Dopo il saluto del comandante interregionale, generale di Corpo d’Armata Luigi Robusto</strong>, i lavori sono stati introdotti dal pro rettore vicario dell’Università di Messina, prof. Giovanni Moschella, cui ha fatto seguito l’intervento del prof. Pierangelo Grimaudo, avvocato amministrativista e professore associato di ‘Istituzioni di diritto pubblicò nei corsi di Laurea di Scienze politiche e delle relazioni internazionali e Scienze dell’informazione, nonché docente di Diritto Pubblico che, dopo aver evidenziato la piena condivisione da parte dell’Università di Messina all’iniziativa, ha illustrato gli obiettivi ed il contenuto del seminario. Successivamente, il seminario si è aperto con l’intervento del prof. Marco Centorrino, professore associato di ‘Sociologia della comunicazione’ presso il dipartimento di ‘Civiltà Antiche e Moderne’, che ha sviluppato il tema ‘Il concetto di informazione e notiziabilità’. A seguire, il dott. Nuccio Anselmo, apprezzato giornalista e storico cronista di ‘nera’ della Gazzetta del Sud, nonché vice-capocronista della Cronaca di Messina e redattore di Giudiziaria, ha tenuto un intervento sul tema dei ‘rapporti con gli organi di stampa’. </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Proseguendo, il prof. Francesco Pira, professore di ‘Comunicazione e giornalismo’ presso il dipartimento di ‘Civiltà Antiche e Moderne’ e coordinatore didattico del Master in ‘Social media Manager’</strong>, si è soffermato sul tema riguardante ‘Il comunicato stampa, la conferenza stampa e le tecniche d’intervista’. Nel secondo giorno di lavori, i citati docenti (Centorrino e Pira) hanno poi trattato ‘La comunicazione in caso di crisi’ e, in particolare, in relazione al concetto di ‘crisi’ e le ripercussioni sulla capacità delle Istituzioni di comunicare, partendo dall’analisi della situazione, con l’individuazione delle informazioni chiave da fornire e l’applicazione di un team di gestione della crisi che metta in atto le azioni necessarie per adeguare la comunicazione allo sviluppo delle situazioni, senza soluzione di continuità. </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Infine, un Ufficiale dell’Ufficio Stampa del Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri</strong>, il tenente colonnello Andrea Corinaldesi, ha esposto le linee guida dell’Arma dei Carabinieri nei rapporti con i media e nell’utilizzo dei social network, procedure che sono uniformate alla disciplina già prevista dal Ministero della Difesa per tutte le Forze Armate. I lavori si sono conclusi con l’intervento della Prof.ssa Antonella Astone, ricercatrice di Diritto Privato nel Dipartimento di Scienze Politiche e Giuridiche dell’Università di Messina e docente di ‘Istituzioni di diritto privato’ e ‘Diritto dell’informazione’, che ha affrontato la tematica del ‘Trattamento dei dati effettuato per finalità di Polizia’.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
