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	<title>smartphone &#8211; Filo Diretto News</title>
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	<title>smartphone &#8211; Filo Diretto News</title>
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		<title>Che cos’è la luce blu e perché fa male agli occhi</title>
		<link>https://www.filodirettonews.it/cultura-e-societa/2020/12/09/che-cose-la-luce-blu-e-perche-fa-male-agli-occhi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Dec 2020 19:45:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura e Società]]></category>
		<category><![CDATA[Salute e Benessere]]></category>
		<category><![CDATA[luce blu]]></category>
		<category><![CDATA[smartphone]]></category>
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					<description><![CDATA[Lo smartphone è, ormai, un oggetto che fa parte della quotidianità di tutti, un oggetto indispensabile per essere sempre connessi con il mondo e <a class="mh-excerpt-more" href="https://www.filodirettonews.it/cultura-e-societa/2020/12/09/che-cose-la-luce-blu-e-perche-fa-male-agli-occhi/" title="Che cos’è la luce blu e perché fa male agli occhi">...</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Lo smartphone è, ormai, un oggetto che fa parte della quotidianità di tutti, un oggetto indispensabile per essere sempre connessi con il mondo e vivere il presente.</strong> Abusare dello smartphone, tuttavia, può comportare dei rischi per la salute. Le onde impiegate per i collegamenti alla rete che lo smartphone emette non sono sempre innocue, specie se ci si espone a un contatto prolungato. Tuttavia, è anche sulla luce blu prodotta dallo schermo sulla quale, negli ultimi anni, si stanno conducendo numerosi studi. Per approfondire l’argomento, ne parla il professor Paolo Vinciguerra, responsabile del Centro Oculistico di Humanitas e docente di Humanitas University. </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Luce
blu e occhio </strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">“<em>Si chiama luce blu
quella radiazione compresa tra i 380 e i 500 nanometri. È una forma di luce a
cui si è esposti naturalmente durante il giorno, ma in quantità minori rispetto
a quando si fissa lo schermo di uno smartphone o di un computer. L’occhio umano
è abituato a essere esposto alla luce blu di giorno e reagisce di conseguenza.
Se sottoposta a una fonte potenzialmente intensa, la pupilla tende a
restringersi per regolare il flusso luminoso, tuttavia, non è in grado di
discriminare la natura della lunghezza di onda. Se il soggetto presta molta
attenzione a ciò che esegue, l’ammiccamento – cioè il ritmico chiudersi delle
palpebre – si fa meno frequente. Questa condizione in cui gli occhi si chiudono
con minore frequenza causa una sostanziale secchezza della superficie corneale.
La differenza, che è di circa cinque volte in meno al minuto, rende le difese dell’apparato
visivo più deboli. Inoltre, la visione a una distanza ravvicinata, come quella
del computer o dei cellulari, determina l’orientamento dei bulbi oculari in
convergenza affinché entrambi osservino il medesimo campo. Quando protratta,
questa condizione nei pazienti predisposti può causare disturbi del
coordinamento oculare</em>”.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>I
sintomi e la sindrome da computer</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">“<em>Al problema della
luce blu è legata la cosiddetta CVS (Computer Vision Syndrome) o sindrome da
computer. La CVS è una sindrome molto diffusa tra le persone che passano molte
ore sui dispositivi elettronici. È caratterizzata da prurito, arrossamento
degli occhi, affaticamento, offuscamento e sdoppiamento della vista, bruciore,
mal di testa frequenti e si estende anche ai dolori al collo. Nonostante i
sintomi della CVS, che pure si presentano da paziente a paziente con differenti
livelli di intensità, tendano a sparire dopo poche ore dalla fine del lavoro,
la luce blu è dannosa, comunque, anche a lungo termine. La luce blu
interferisce, infatti, con la produzione della melatonina, quando l’esposizione
avviene durante la sera. La melatonina è un ormone che regola il ritmo sonno-veglia
dell’organismo e, per questo utilizzare per molto tempo dispositivi elettronici
prima di dormire può provocare disturbi del sonno. Inoltre, la prolungata e
costante esposizione è, in alcuni casi, caratterizzata da emissione di lunghezze
di onda non controllate, in grado di danneggiare l’epitelio pigmentato
retinico. Dato che questa parte dell’occhio svolge varie funzioni, tra cui
quella di eliminare materiali di scarto depositati sulla retina, un suo
danneggiamento comporta l’insorgere di lesione all’epitelio pigmentato della
macula che, talvolta, influisce sulla vista in modo irreversibile</em>”. </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>L’importanza di un controllo dall’oculista</strong> </p>



<p class="wp-block-paragraph">“<em>In particolare, per chi lavora molte ore al computer, effettuare regolari controlli da uno specialista è un ottimo modo di tenere sempre sotto controllo la salute dei propri occhi. L’oculista è, infatti, in grado di valutare lo stato della vista e del film lacrimale, prescrivere i rimedi più opportuni a seconda del caso, guidare il paziente nell’esecuzione di esercizi specifici per eventuali deficit da convergenza, difetti frequenti tra chi soffre di CVS</em>”. (Humanitas.it)  </p>
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			</item>
		<item>
		<title>Perdita di sonno a causa dello smartphone</title>
		<link>https://www.filodirettonews.it/magazine/salute-e-benessere/2020/11/03/perdita-di-sonno-a-causa-dello-smartphone/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Nov 2020 11:42:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute e Benessere]]></category>
		<category><![CDATA[perdita di sonno]]></category>
		<category><![CDATA[smartphone]]></category>
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					<description><![CDATA[Una donna su cinque e un uomo su otto perdono ore di sonno a causa dello smartphone. Lo afferma una ricerca condotta dalla Queensland <a class="mh-excerpt-more" href="https://www.filodirettonews.it/magazine/salute-e-benessere/2020/11/03/perdita-di-sonno-a-causa-dello-smartphone/" title="Perdita di sonno a causa dello smartphone">...</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Una donna su cinque e un uomo su otto perdono ore di sonno a causa dello smartphone.</strong> Lo afferma una ricerca condotta dalla Queensland university of Technology australiana e pubblicata su Frontiers in Psychiatry, secondo cui più di una persona su dieci di entrambi i sessi ritiene che il dispositivo abbia diminuito la propria produttività. I ricercatori hanno sottoposto a questionari 709 persone tra 18 e 83 anni, con domande sull’utilizzo e sulle sensazioni associate allo smartphone. Dallo studio, è emerso che il 24% delle donne e il 14% degli uomini può essere considerato un ‘utilizzatore problematico’. Il 14% delle donne e l’8% degli uomini cerca, inoltre, di nascondere il tempo passato al telefono. Circa l’8% del campione di entrambi i sessi ha affermato di avere qualche dolore o fastidio fisico dovuto allo smartphone. Tutte queste percentuali, sottolineano gli autori, sono in grande aumento rispetto a una analoga survey condotta nel 2005. “<em>Questo studio suggerisce che gli</em> <em>smartphone stanno sempre più influenzando negativamente le funzionalità di tutti i giorni</em> – concludono – <em>a causa della mancanza di sonno e dell’abbandono delle responsabilità</em>”. (Ansa)</p>
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		<title>Coronavirus. Gli smartphone possono essere ricettacolo di germi e batteri</title>
		<link>https://www.filodirettonews.it/magazine/salute-e-benessere/2020/04/20/coronavirus-gli-smartphone-possono-essere-ricettacolo-di-germi-e-batteri/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Apr 2020 13:17:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute e Benessere]]></category>
		<category><![CDATA[germi e batteri]]></category>
		<category><![CDATA[smartphone]]></category>
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					<description><![CDATA[Se durante l’emergenza da Coronavirus si stanno mantenendo alcune buone abitudini di prevenzione, come lavarsi spesso le mani o disinfettare le superfici, per gli <a class="mh-excerpt-more" href="https://www.filodirettonews.it/magazine/salute-e-benessere/2020/04/20/coronavirus-gli-smartphone-possono-essere-ricettacolo-di-germi-e-batteri/" title="Coronavirus. Gli smartphone possono essere ricettacolo di germi e batteri">...</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Se durante l’emergenza da Coronavirus si stanno mantenendo alcune buone abitudini di prevenzione, come lavarsi spesso le mani o disinfettare le superfici, per gli smartphone e, in generale, per i vari dispositivi elettronici non sempre si può dire lo stesso. </strong>La dott.ssa Elena Azzolini, della Direzione Medico Sanitaria di Humanitas, spiega se lo smartphone possa essere un veicolo di contagio del Coronavirus e come disinfettarlo al meglio. “<em>È possibile, anche se molto improbabile, che il contagio</em> <em>da Coronavirus avvenga attraverso il proprio smartphone. In linea totalmente teorica, se un individuo infetto starnutisse o tossisse sul nostro telefono, che poi maneggeremmo, toccando, poi, con le mani contaminate (non ancora lavate) bocca, naso o occhi, il contagio potrebbe avvenire.</em> <em>Stiamo, comunque, parlando di una modalità di trasmissione assolutamente trascurabile. Pulire il</em> <em>proprio smartphone e mantenerlo igienizzato è, comunque, una buona abitudine che dovremmo</em> <em>applicare al di là dell’emergenza sanitaria in corso, proprio in quanto strumento utilizzato,</em> <em>quotidianamente, con altissima frequenza. Le stesse aziende produttrici hanno aggiornato sui loro siti le istruzioni di pulizia, indicando l’utilizzo di salviettine disinfettanti a base di alcol isopropilico</em> <em>al 70% o di panni inumiditi di disinfettante. In caso di dispositivi elettronici dotati di tastiera, la</em> <em>pulizia delle fessure e dei tasti è, spesso, trascurata. Utilizzando una bomboletta di aria compressa, si potrà soffiare via lo sporco accumulato, dopodiché si potrà passare le salviette disinfettanti o i panni sulla tastiera. Alcune raccomandazioni: al fine di evitare di rovinare i dispositivi, è bene attuare</em> <em>queste semplici pratiche di pulizia spegnendoli e staccandoli dalla corrente</em>”. (Humanitas.it) </p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>Adolescenti tristi, vittime dello smartphone</title>
		<link>https://www.filodirettonews.it/cultura-e-societa/2020/03/01/adolescenti-tristi-vittime-dello-smartphone/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 01 Mar 2020 15:12:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura e Società]]></category>
		<category><![CDATA[adolescenti]]></category>
		<category><![CDATA[depressione]]></category>
		<category><![CDATA[smartphone]]></category>
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					<description><![CDATA[Più lenti, depressi e vulnerabili psicologicamente, fanno meno sesso, escono di meno, ma sono degli estranei per i loro genitori: è il ritratto degli <a class="mh-excerpt-more" href="https://www.filodirettonews.it/cultura-e-societa/2020/03/01/adolescenti-tristi-vittime-dello-smartphone/" title="Adolescenti tristi, vittime dello smartphone">...</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Più lenti, depressi e vulnerabili psicologicamente, fanno meno sesso, escono di meno, ma sono degli estranei per i loro genitori: è il ritratto degli adolescenti di oggi, la generazione dello smartphone.</strong> Negli Usa, li chiamano iGen, ma le loro caratteristiche valgono anche per i ragazzi di casa nostra. A lanciare l’allarme sono i pediatri dell’Associazione culturale pediatri sulla loro rivista, Quaderni, per “salvare una generazione impreparata a diventare adulta”. I teenager “<em>non sono solo più sedentari e</em> <em>grassi, ma letteralmente sdraiati</em> – scrive Augusto Biasini, pediatra dell’Ospedale Bufalini di Cenena –<em>,</em> <em>sono</em> <em>più lenti nel correre e ogni 10 anni perdono 5 chilometri orari in velocità</em>”. Ma non è questo l’unico danno prodotto dallo stare sempre con gli occhi sullo smartphone. Che siano poveri o ricchi, che vivano in metropoli o in piccole città, “<em>sono più a loro agio in casa, sdraiati a letto, che fuori a</em> <em>una festa o in auto. Non escono</em> – osserva – <em>perché</em> <em>la loro vita sociale avviene sull’iPhone. </em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>Il numero</strong></em><strong> </strong><em><strong>di ragazzi che esce con gli amici quasi ogni giorno è calato del 40% dal 2000 al 2015</strong></em><strong>”.</strong> Sono, inoltre, meno interessati alle relazioni con l’altro sesso: l’appuntamento dopo essersi parlati avviene solo per il 56%. Fanno anche meno sesso: nel 2016, era il 67% in meno del 1991. “<em>Passano molto tempo</em> in <em>famiglia, ma sono estranei ai loro genitori. Sono più al sicuro da alcol e incidenti</em> – prosegue – <em>perché</em> <em>meno interessati all’autonomia e alla libertà. A fine liceo, il 25% dei ragazzi non ha ancora la patente</em>”. (Ansa).</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Ben presto smartphone, pc e tablet senza batterie</title>
		<link>https://www.filodirettonews.it/magazine/internet-e-tecnologia/2019/05/15/ben-presto-smartphone-pc-e-tablet-senza-batterie/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 May 2019 16:29:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Internet e Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[batterie]]></category>
		<category><![CDATA[pc]]></category>
		<category><![CDATA[smartphone]]></category>
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		<category><![CDATA[wi-fi]]></category>
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					<description><![CDATA[Si avvicina il sogno di avere smartphone, pc e tablet liberi dalle batterie e dalla necessità di ricaricarli, grazie al dispositivo che converte in <a class="mh-excerpt-more" href="https://www.filodirettonews.it/magazine/internet-e-tecnologia/2019/05/15/ben-presto-smartphone-pc-e-tablet-senza-batterie/" title="Ben presto smartphone, pc e tablet senza batterie">...</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Si avvicina il sogno di avere smartphone, pc e tablet liberi dalle batterie e dalla necessità di ricaricarli, grazie al dispositivo che converte in elettricità l’energia dei segnali della rete wi-fi. </strong>Il risultato, pubblicato sulla Rivista Nature, si deve al gruppo del Massachussets Institute of Technology (Mit) guidato da Tomas Palacios. Gli apparecchi, che convertono direttamente le onde elettromagnetiche in corrente elettrica continua, sono chiamati rectenne. Quella realizzata in questo caso usa un’antenna flessibile con una radiofrequenza che cattura le onde elettromagnetiche, <br> incluse quelle che trasportano i segnali wi-fi, e li converte in onde<br> elettriche. L’antenna è collegata a un apparecchio composto da un semiconduttore bidimensionale (dello spessore di pochi atomi, dentro cui viaggiano i segnali elettrici), che li converte in un voltaggio utilizzabile dai circuiti elettronici o per ricaricare le batterie..</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>“Abbiamo sviluppato un nuovo modo per alimentare gli apparecchi elettronici del futuro, raccogliendo l’energia wi-fi in una modalità che può facilmente essere integrata in vaste aree”,</strong> commenta Palacios. Nei test di laboratorio, l’apparecchio dei ricercatori è riuscito a produrre 40 microwatt di energia quando è stato esposto alla tipica potenza dei segnali Wi-Fi (circa 150 microwatt), che è più di quella necessaria ad alimentare lo schermo di un semplice dispositivo mobile o chip di silicio. L’antenna del Mit può trovare molte applicazioni, dagli strumenti elettronici indossabili agli apparecchi medici e sensori per l’internet delle cose. I ricercatori vogliono ora lavorare per sviluppare sistemi più complessi ed efficienti.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="640" height="480" src="https://www.filodirettonews.it/wp-content/uploads/2021/05/Zaffino.jpg" alt="" class="wp-image-12791" srcset="https://www.filodirettonews.it/wp-content/uploads/2021/05/Zaffino.jpg 640w, https://www.filodirettonews.it/wp-content/uploads/2021/05/Zaffino-300x225.jpg 300w, https://www.filodirettonews.it/wp-content/uploads/2021/05/Zaffino-326x245.jpg 326w, https://www.filodirettonews.it/wp-content/uploads/2021/05/Zaffino-80x60.jpg 80w, https://www.filodirettonews.it/wp-content/uploads/2021/05/Zaffino-24x18.jpg 24w, https://www.filodirettonews.it/wp-content/uploads/2021/05/Zaffino-36x27.jpg 36w, https://www.filodirettonews.it/wp-content/uploads/2021/05/Zaffino-48x36.jpg 48w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></figure>
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