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	<title>tumore &#8211; Filo Diretto News</title>
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		<title>Sfatare i falsi miti sui cibi e rischio tumore</title>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 May 2025 15:58:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute e Benessere]]></category>
		<category><![CDATA[alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[cibi]]></category>
		<category><![CDATA[tumore]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Se si presta sempre più attenzione nella vita di tutti i giorni al ruolo dell’alimentazione in chiave di benessere, il legame fra cibo e insorgenza di tumori è una fonte inesauribile di domande, spesso con pretese di risposte definitive su tutto.</strong> Detto che esiste una relazione tra dieta e malattie cardiovascolari o tumori e che una corretta alimentazione può prevenire almeno il 30% dei tumori, è bene, però, togliersi facili illusioni su cibi miracolosi, perché un’alimentazione corretta deve, in ogni caso, essere inserita in uno stile di vita che contempli l’attività fisica e abolisca fattori di rischio come il fumo. In ogni caso, è bene precisare che non esistono cibi che in assoluto facciano bene o male. Di seguito, una rassegna di alcuni alimenti più toccati dai luoghi comuni. Ne parla la dottoressa Giovanna Masci, oncologa di Humanitas.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Carne</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">“<em>Ci sono studi recenti che hanno classificato
la carne rossa come, probabilmente, cancerogena e quella lavorata come,
sicuramente, cancerogena, in realtà senza indicare il grado di rischio. Il
punto, però, non è decidere l’epurazione della carne, piuttosto riflettere sul
quantitativo da consumare, preferibilmente al di sotto di due-tre porzioni la
settimana per le carni rosse. Consigliabile anche fare attenzione alle modalità
di cottura: preferibili il vapore e il forno alle grigliate che – sulla base
sulla base di alcuni dati – suggeriscono un maggior rischio di tumore</em>”.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Pesce</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">“<em>Visto come alimento amico della salute, in
realtà, non ci sono prove inconfutabili che confermino il suo ruolo anti
cancro. Bisogna porre attenzione, soprattutto, per donne in età fertile e
bambini fino a 10 anni, all’inquinamento da Mercurio, in particolare, per le
specie di grandi dimensioni (pesce spada e tonno)</em>”.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Latticini</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">“<em>Il presunto legame tra latte e latticini e
aumento del rischio oncologico si basa, soprattutto, sul contenuto di grassi
saturi e calcio in questi alimenti. In realtà, un più alto rischio per il
tumore alla prostata si presenta per chi ha consumi di latticini molto elevati,
mentre gli stessi avrebbero un effetto protettivo contro il tumore del
colon-retto. Nessun rischio per la salute, quindi, se il consumo resta nella norma</em>”.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Frutta e verdura</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">“<em>Ci sono prove e controprove: se sono diversi
gli studi che parlano del loro effetto anti-cancro, grazie alle fibre e alle
sostanze attive come vitamine e anti-ossidanti, si è osservato che le persone
che seguono diete povere di questi cibi sono quelle più esposte al rischio di
sviluppare vari tipi di cancro</em>”.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Zucchero e dolcificanti</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">“<em>Non ci sono prove di correlazione diretta
fra il consumo di zucchero e l’aumento del rischio oncologico, ma una relazione
c’è, seppur indiretta: l’eccessivo consumo di zuccheri porta a un incremento
del peso corporeo, in alcuni casi anche all’obesità che rappresenta un fattore
di rischio per oltre una decina di tumori (esofago, seno, fegato, stomaco,
rene, pancreas, colon-retto, vescica e utero)</em>”.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Sale</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">“<em>L’organismo ha bisogno del sale, ma una
dieta troppo salata danneggia anche i reni e le ossa – aumentando il pericolo
di osteoporosi – e apre la via anche al tumore dello stomaco</em>”.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Alcol</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">“<em>È provato che il consumo di bevande
alcoliche sia causa di diversi tumori da quello del fegato a quelli di bocca,
laringe, faringe, esofago, colon-retto e seno per le donne in post-menopausa.
Nel dettaglio, l’OMS ricorda che l’abuso di alcol causa il 26 per cento dei
tumori del cavo orale, l’11 per cento di quelli colorettali e il 7 per cento di
quelli del seno. Gli esperti sottolineano, inoltre, che non ci sono differenze
di rischio legate al tipo di bevanda alcolica, poiché a danneggiare le cellule
è la quantità di etanolo in esse contenuto</em>”.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Integratori e supplementi</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">“<em>I ricercatori raccomandano di non basarsi su
supplementi alimentari per prevenire i tumori. Dal punto di vista oncologico, i
dati dimostrano che alte dosi di supplementi a base di beta-carotene si
associano a un maggior rischio di tumore del polmone nei fumatori, mentre
supplementi a base di calcio e multivitaminici potrebbero avere un ruolo
protettivo nei confronti del tumore del colon-retto. Secondo gli esperti, ci
sono casi in cui l’utilizzo di supplementi è giustificato: ad esempio, la
vitamina B12 per le persone over 50 con difficoltà ad assorbire la vitamina da
fonti naturali oppure ferro e acido folico per le donne che vogliono concepire
o che sono in gravidanza. L’importante è non assumere integratori e supplementi
con leggerezza, ma basarsi su consigli e prescrizioni degli specialisti dopo le
opportune analisi</em>”.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>La parola di Humanitas</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">“<em>Per una alimentazione sana ed equilibrata è
importante seguire una dieta varia, costituita sia da prodotti sia animali che
vegetali, senza eccedere nelle dosi, per evitare un eccesso di introito
calorico </em>– ha commentato, infine, la dottoressa Masci –<em>. Inoltre, è consigliato assumere prodotti poco elaborati e freschi,
senza aggiunta di additivi e coloranti</em>”. (Humanitas.it)</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Tumore al seno. Al via la campagna ‘Chemio: Se posso la evito’</title>
		<link>https://www.filodirettonews.it/magazine/salute-e-benessere/2021/01/22/tumore-al-seno-al-via-la-campagna-chemio-se-posso-la-evito/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Jan 2021 22:19:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute e Benessere]]></category>
		<category><![CDATA[seno]]></category>
		<category><![CDATA[test genomici]]></category>
		<category><![CDATA[tumore]]></category>
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					<description><![CDATA[Rendere disponibili, in tutta Italia, i test genomici per le terapie più appropriate contro il tumore al seno. È questa la richiesta avanzata alle <a class="mh-excerpt-more" href="https://www.filodirettonews.it/magazine/salute-e-benessere/2021/01/22/tumore-al-seno-al-via-la-campagna-chemio-se-posso-la-evito/" title="Tumore al seno. Al via la campagna ‘Chemio: Se posso la evito’">...</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Rendere disponibili, in tutta Italia, i test genomici per le terapie più appropriate contro il tumore al seno.</strong> È questa la richiesta avanzata alle istituzioni nazionali e locali da Europa Donna Italia, il movimento per la prevenzione e la cura del tumore al seno, che ha lanciato la nuova campagna nazionale ‘Chemio: Se Posso la Evito’. È stata aperta una raccolta di firme online (europadonna.it/testgenomiciora) ed è partita una nuova social challenge. Ogni martedì e venerdì, saranno pubblicati sui profili Facebook e Instagram di Europa Donna i video virali realizzati dai sostenitori della campagna (l’hashtag è #testgenomiciora). Sempre sui principali social media, saranno, poi, diffusi messaggi e materiale informativo relativi all’importanza dei test genomici. All’iniziativa, hanno aderito varie società scientifiche e associazioni che lavorano in ambito oncologico. Tra queste AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica), SIAPEC (Società Italiana di Anatomia Patologica e di Citopatologia diagnostica), CittadinanzAttiva, Eurama, Fondazione Insieme contro il Cancro, Fondazione Onda, Fondazione The Bridge, Komen e Senonetwork. </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>I risultati e le sottoscrizioni raccolte durante la social challenge verranno inviati a fine marzo, quando la campagna terminerà, al Ministero della Salute. </strong>Da anni ormai, i test genomici – grazie ai quali moltissime donne colpite da tumore al seno possono evitare la chemioterapia – sono disponibili nella maggioranza dei paesi europei, ma l’Italia non ne ha ancora autorizzato la rimborsabilità. Solo lo scorso 30 dicembre, con l’approvazione della Legge di Bilancio è stato istituito un fondo nazionale di 20 milioni di euro annui per il rimborso delle spese sostenute dagli ospedali per l’acquisto dei test. Tuttavia, il fondo non sarà accessibile finché il Ministero della Salute non emanerà un decreto attuativo, dopodiché le regioni dovranno distribuire le risorse alle strutture del territorio. “<em>Resta ancora molto da fare prima che i test siano effettivamente utilizzati sull’intero territorio nazionale</em> – afferma Rosanna D’Antona, presidente di Europa Donna Italia –<em>. Con la nostra campagna, vogliamo sensibilizzare in modo innovativo tutte le istituzioni sanitarie, sia nazionali che locali, affinché l’iter venga rapidamente completato</em>”. (ANSA)</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Ogni anno mille decessi per tumore evitabili con attività fisica</title>
		<link>https://www.filodirettonews.it/magazine/salute-e-benessere/2021/01/14/ogni-anno-mille-decessi-per-tumore-evitabili-con-attivita-fisica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Jan 2021 09:35:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute e Benessere]]></category>
		<category><![CDATA[aiom]]></category>
		<category><![CDATA[attività fisica]]></category>
		<category><![CDATA[statistiche]]></category>
		<category><![CDATA[tumore]]></category>
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					<description><![CDATA[Ogni anno, mille decessi sarebbero evitabili con l’attività fisica e sarebbero possibile ridurre del 30% anche il rischio di recidive. Con l’esercizio regolare, anche <a class="mh-excerpt-more" href="https://www.filodirettonews.it/magazine/salute-e-benessere/2021/01/14/ogni-anno-mille-decessi-per-tumore-evitabili-con-attivita-fisica/" title="Ogni anno mille decessi per tumore evitabili con attività fisica">...</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Ogni anno, mille decessi sarebbero evitabili con l’attività fisica e sarebbero possibile ridurre del 30% anche il rischio di recidive.</strong> Con l’esercizio regolare, anche ‘casalingo’, la probabilità di ammalarsi si riduce, infatti, in media del 7% e, per alcuni tumori, si può arrivare oltre il 20%. E bastano 30 minuti di moto 5 volte a settimana. Lo sottolineano gli esperti in occasione della Giornata di Fondazione AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica) 2020, dedicata proprio ad attività fisica e tumori. Anche con palestre e piscine – momentaneamente chiuse a causa dell’emergenza causata dal Covid-19 – camminate e semplice ginnastica in casa sono fondamentali. “<em>Certo, in questo momento è tutto più difficile, ma l’attività fisica rappresenta uno degli strumenti più importanti per la prevenzione delle malattie croniche non trasmissibili ed è fondamentale per il benessere psicofisico e per migliorare la qualità di vita, a tutte le età</em> – spiega Stefania Gori, presidente di Fondazione AIOM –<em>. Molti tipi di tumore si possono prevenire con l’esercizio e i dati sono particolarmente rilevanti e convincenti per il tumore mammario in post menopausa (riduzione del rischio del 13%), per il tumore del colon (riduzione del rischio del 20%) e dell’endometrio (riduzione del rischio del 20-25%). È sufficiente</em> – chiarisce – <em>un’attività fisica moderata per 30 minuti almeno 5 giorni durante la settimana</em>”. Purtroppo, però, gli italiani sono, in realtà, un popolo di pigri e lo erano anche prima del Covid-19: il 34%, ricordano gli esperti, non svolge attività fisica. (ANSA)</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>I tumori al cervello si asportano in base alle connessioni cerebrali del paziente</title>
		<link>https://www.filodirettonews.it/magazine/salute-e-benessere/2019/09/14/i-tumori-al-cervello-si-asportano-in-base-alle-connessioni-cerebrali-del-paziente/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 14 Sep 2019 04:40:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute e Benessere]]></category>
		<category><![CDATA[awake surgery]]></category>
		<category><![CDATA[chirurgia]]></category>
		<category><![CDATA[tumore]]></category>
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					<description><![CDATA[Nuove tecniche di Chirurgia Neuro-Oncologica estirpano i tumori cerebrali (gliomi) rispettando le funzioni cognitive a vantaggio della qualità di vita del paziente. Oggi, gli <a class="mh-excerpt-more" href="https://www.filodirettonews.it/magazine/salute-e-benessere/2019/09/14/i-tumori-al-cervello-si-asportano-in-base-alle-connessioni-cerebrali-del-paziente/" title="I tumori al cervello si asportano in base alle connessioni cerebrali del paziente">...</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Nuove tecniche di Chirurgia Neuro-Oncologica estirpano i tumori cerebrali (gliomi) rispettando le funzioni cognitive a vantaggio della qualità di vita del paziente.</strong> Oggi, gli interventi si fanno in base alle connessioni cerebrali del paziente (connettoma), che recupera meglio e più in fretta grazie a tecniche di riabilitazione neurocognitiva. Durante l’intervento, il paziente è sveglio (in analgesia) e il chirurgo opera seguendo la mappa dei circuiti cerebrali rilevati in fase intra-operatoria e dalla risonanza magnetica funzionale. I massimi esperti internazionali di neuroscienze, chirurgia neuro-oncologica e di riabilitazione cognitiva ne parlano al Connect Brain, evento organizzato dal 20 al 22 giunto dalla U.O. di Neurochirurgia della APSS di Trento in collaborazione con la Fondazione Bruno Kessler con Trentino salute 4.0.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>L’evoluzione tecnologica sta cambiando l’approccio della chirurgia dei tumori cerebrali, di cui il più comune è il glioma.</strong> Esperti di neuroscienze e chirurghi neuro-oncologici stanno lavorando per eseguire l’intervento chirurgico (resezione) a misura di paziente, nel difficile equilibrio tra maggiore sopravvivenza e buona qualità della vita. Alle ultime novità sulla mappatura del cervello (brain mapping) e agli sviluppi clinici e funzionali dell’applicazione di queste conoscenze per le patologie cerebrali, è dedicato l’evento multidisciplinare Connect Brain organizzato dal 20 al 22 giugno dall’U.O. di Neurochirurgia della Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari di Trento in collaborazione con la Fondazione Bruno Kessler con Trentino salute 4.0.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>La moderna neurochirurgia oncologica non ha più oggi solo l’obiettivo di asportare il tumore, ma di rimuovere la massa preservando al meglio la funzionalità cognitiva</strong>, ad esempio il linguaggio, la comprensione, la memoria, le capacità esecutive da cui dipende la qualità della vita dei pazienti. Questa tecnica ha portato il rischio di deficit permanente al 2% (era al 10%). A guidare questa rivoluzione in sala operatoria, sono le moderne tecniche di neuro-imaging, come la risonanza magnetica funzionale a riposo (rs-fMRI) o la trattografia, e le tecniche di stimolazione cerebrale intra-operatoria che, oltre a fornire informazioni su come trattare il paziente, migliorano la comprensione dei meccanismi di funzionamento e di plasticità del cervello umano.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>L’awake surgery è ormai impiegata in diversi centri europei e non, anche in altre patologie cerebrali. </strong>Sono tre i centri italiani dove si eseguono questo tipo di interventi che interessano, ad esempio, gli angiomi cavernosi, lesioni benigne di natura vascolare. “<em>Di recente</em> – dice Sarubbo – <em>l’U.O. di</em> <em>Neurochirurgia della APSS di Trento ha contribuito con l’U.O. di Neurochirurgia degli Spedali Civile e della Università di Brescia e l’Humanitas Research Hospital di Milano alla prima</em> <em>pubblicazione di uno studio multicentrico internazionale nell’applicazione dell’awake surgery alla</em> <em>resezione di angiomi cavernosi situati in area critica</em>”. </p>
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