Spesso, anche i fulmini… a ciel sereno

Vi è mai capitato d’incontrare una persona e di percepire subito che quella è la persona giusta con la quale volete avere rapporti speciali d’amore? Vi è mai capitato il famoso “colpo di fulmine?”. Esso si concretizza, a dire degli scienziati, in pochissimi secondi o, al massimo, in dieci minuti. In modo davvero repentino, quindi, come lo scoccare di un fulmine durante un temporale. Mentre il primo, però, produce effetti positivi, l’altro può essere assai pericoloso. Per questo appare opportuno parlarne partendo dalla sua formazione. Come nasce un fulmine? Il fulmine, in effetti, nasce quando si annulla uno squilibrio elettrostatico, quando cioè le cariche elettriche positive e negative che dimorano nelle nuvole, prima separate per effetto dell’aria che fa da isolante, si scontrano vincendo la resistenza dello strato d’aria per l’accumulo di cariche elettriche, sia nella nuvola che nel suolo. La dinamica dei fulmini può essere diversa.

Essi possono scoccare all’interno di una nuvola, tra nuvole diverse, dalla nuvola al suolo, e viceversa. Attirano i fulmini alberi, edifici alti, individui in piedi e tutti gli oggetti che si elevano dalla terra, comprese le montagne. L’Empire State Building, di New York, pare sia stato colpito innumerevoli volte dai fulmini, così come alcune montagne della Svizzera che hanno fatto più volte da bersaglio. La loro pericolosità è assai nota, per questo, per la sicurezza e la sopravvivenza, non sono mai troppe le informazioni e le regole che si rende necessario ricordare. In particolare, si evidenzia:

– di stare lontani da impianti metallici, fili elettrici, condutture varie di lavandini e riscaldamenti;

– di tenere spenti gli apparecchi elettrici come televisori, asciugacapelli, aspirapolveri ed altro;

– di stare lontani da porte e finestre, non usare il telefono, rientrare al primo tuono se sì è fuori casa; in alternativa, porsi vicino a oggetti isolanti;

– di stare lontani da tralicci, alberi, acqua, grondaie, torrenti, che agiscono da conduttori.

Infine… non dimenticate di strizzare l’occhio alla fortuna.

di Domenica Timpano