Malta – Il restauro della venerabile icona della Madonna di Damasco

La venerabile icona e pannello dipinto che raffigura la Madonna di Damasco, venerata nella parrocchia cattolica di Nostra Signora di Damasco, a La Valletta, è stata portata da Rodi a Malta, nel 1530, dall’Ordine dei Cavalieri Ospedalieri di San Giovanni nel 1530, insieme all’icona di Nostra Signora Eleimonitria (La Misericordiosa) e l’icona di Nostra Signora di Philermos. L’icona è del tipo noto come Eleousa, “La Misericordiosa”, simile, per alcuni aspetti, alla nota Madonna di Vladimir (XII secolo, Scuola di Costantinopoli), esposta permanentemente nella Galleria Tretyakov a Mosca. Un’icona del tipo Eleousa è riconosciuta dall’unione molto stretta e tenera della Theotokos e del suo Divino Infante. Risale all’undicesimo o dodicesimo secolo e ha dimensioni considerevoli (147,5 x 102,5 cm). Il noto studioso e storico dell’arte bizantino, David Talbot Rice (Università di Edimburgo), la descrive come “una cosa di grande bellezza e importanza storica oltre ad essere un’espressione di fede”. Talbot Rice è incline a credere che questa icona sia persino più vecchia della Vergine di Vladimir, cioè prima del XII secolo.

La Madonna indossa il manto di un’imperatrice bizantina. Le tre stelle, una su ciascuna spalla e l’altra sulla fronte, simboleggiano la sua verginità prima, durante e dopo la nascita di Gesù Bambino, e della sua consacrazione come unica collaboratrice nel mistero della Divina Incarnazione. La veste del bambino è legata da una fascia rossa, un colore a volte usato per indicare la divinità. La faccia della Madonna domina l’intera composizione. Gli occhi, molto grandi e con un’espressione fissa, sembrano guardare oltre e negli occhi della persona che prega. Il naso sottile, che è delicatamente incurvato, e l’alta ampia fronte sottolineano il predominio della vita contemplativa. Il dinamismo dello sguardo è eloquentemente sottolineato dall’immobilità composta di tutto il corpo. Tutta l’ansia e la gesticolazione svaniscono davanti alla pace interiore.

L’icona della Panaghia Damaskiní illustra la graduale tendenza dell’arte bizantina al tempo dei Comneni, in cui viene sottolineata la relazione personale e intima tra madre e figlio. Si può dire delle icone in generale che testimoniano la gloria celeste che si manifesta nelle figure rappresentate sul fondo oro. Gli archetipi celesti, che rappresentano, li caricano con qualcosa del loro potere. Queste icone sono, per i fedeli, sostegno e mezzi per avvicinarsi allo splendore divino. L’icona, quindi, non è solo un oggetto estetico ma un “canale di grazia divina”.Mille anni di peregrinazione ed esposizione agli elementi hanno preso il loro pedaggio su questo capolavoro artistico e religioso. Tra il 1963 e il 1966, l’icona fu meticolosamente pulita e restaurata nell’Istituto Centrale di Restauro dell’Arte, a Roma, a spese del governo italiano. Il paziente lavoro dei restauratori, che hanno rimosso strati di sporcizia e successivi dipinti sovrapposti accumulati durante i secoli, ha riportato l’immagine alla sua bellezza originale. L’icona ha avuto un posto di rilievo nell’Esposizione del Tredicesimo Consiglio d’Europa, che si è tenuta a Malta dal 2 aprile al 1° luglio 1970.

Da allora, sono passati cinquanta anni; e ora, dopo l’ispezione dello stato dell’icona, è stato ritenuto necessario adottare misure preventive di conservazione appropriate per inibire un ulteriore deterioramento e, quindi, fare tesoro del nostro patrimonio nazionale per le generazioni future. Una proposta metodologia di conservazione e restauro affronterà le alterazioni estetiche presenti, preservando la vernice originale e la gilda. Le tecniche di reintegrazione applicate alle perdite presenti completeranno l’estetica originale dell’icona, ristabilendo l’unità visiva dell’opera d’arte.La Parrocchia Cattolica Greca è lieta di annunciare che i lavori di restauro saranno effettuati dal gruppo di restauro dell’Atelier del Restauro, guidato dalla dott.ssa Maria Grazia Zenzani e Valentina Lupo. Si prevede che il progetto sarà completato in un periodo di nove mesi. Per il pubblico in generale e, in particolare, per gli amanti dell’arte sacra, il progetto di conservazione e restauro dell’icona della Madonna di Damasco è stato presentato dall’Atelier del Restauro. L’evento di presentazione si è svolto il venerdì 22 giugno 2018, alle ore 18.30, nella Chiesa di San Nicola (Tal-Erwieħ), Merchants Street, La Valletta. Sono in programma altre due presentazioni, una in circa quattro mesi, che mette in evidenza i lavori di restauro in corso, e una presentazione finale tra nove mesi, al termine del processo di restauro.

di Fra Mario Attard

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