Smart Mobility in Italia: Il 36% di comuni sopra i 25mila abitanti ha attivato progetti negli ultimi tre anni

I risultati della ricerca dell’Osservatorio Smart &Connected Car della School of Management del Politecnico di Milano rivelano l’attenzione riservata alle auto connesse e alle smart car di cui, con sempre maggiore frequenza, si sente parlare. Il 75% dei consumatori, infatti, ha già avuto conoscenza di Smart Car, il 61% possiede già almeno una funzionalità smart per il parcheggio assistito, assistenti vocali e sistemi di assistenza alla guida. Oltre la metà dei consumatori, inoltre, ha in programma di acquistare un’auto connessa entro i prossimi tre anni. Dai dati sulle vendite delle auto, negli ultimi quattro mesi, si rileva che l’emergenza Covid-19 ha colpito duramente il settore automotive, rallentando anche lo sviluppo della Smart Car per il 2020, ma nei prossimi anni il mercato è destinato a ripartire sulla spinta delle nuove esigenze di distanziamento sociale, a cui l’auto privata, più di ogni altro mezzo, è in grado di rispondere. L’entrata in vigore della normativa legata all’eCall del 2018 (l’avviso automatico ai soccorsi in caso di incidente, obbligatorio per i nuovi veicoli) e l’entrata in vigore nel 2022 della normativa europea che impone l’adozione di sistemi ADAS, come la frenata automatica o il mantenimento in corsia, e i conseguenti obblighi cui attenersi, determineranno una ulteriore accelerazione negli acquisti.

Una spinta positiva al mercato la darà anche il crescente numero di aziende in grado di raccogliere grandi quantità di dati sugli utenti delle smart car e utilizzarli per migliorare i servizi o proporne di nuovi, se si pensa che la componente dei servizi già nel 2019 valeva 330 milioni di euro, +20% sull’anno precedente. L’impegno e l’attenzione dei Comuni verso la Smart Mobility è rilevante. In Italia, più di un Comune su tre con popolazione oltre i 25mila abitanti ha avviato almeno un progetto (36%), nel triennio 2017-2019, e questi si aggiungono al 39% già attivati prima del 2017. Solo un Comune su quattro non è interessato al tema, appena il 9% fra quelli con più di 80mila abitanti. La crescita delle iniziative è trainata dall’impegno delle Pubbliche Amministrazioni locali che, nell’87% dei casi, considerano questo ambito di grande importanza e, dalla maturità raggiunta dai progetti, con il 58% che ha superato la fase di sperimentazione. Le applicazioni più diffuse sono legate alla mobilità elettrica (21%) e ai servizi di sharing (18%), seguiti dai progetti per la gestione dei parcheggi (16%) e del traffico (14%) e dalle soluzioni di guida autonoma (10%). Gli obiettivi prefissati sono la sostenibilità ambientale (28%), il miglioramento dei servizi al cittadino (24%), l’introduzione di nuovi servizi (12%) e una maggiore sicurezza stradale (14%).

I progetti Smart Mobility non coinvolgono solo i Comuni, ma anche altre realtà, come le aziende municipalizzate (24% delle collaborazioni attivate), le università, i centri di ricerca (15%) e altri Comuni (14%). Guardando al futuro, emerge una preferenza dei Comuni a collaborare con le startup innovative (15%), i fornitori di servizi di sharing (12%) e le aziende di consegna (12%). La collaborazione fra pubblico e privato è ancora vista, purtroppo, come una delle principali barriere dal 33% dei Comuni, soprattutto per quelli più piccoli, mentre per le grandi Città la sfida principale è quella di passare da una sperimentazione limitata ad alcuni quartieri a un progetto che coinvolga l’intera comunità. Sull’emergenza determinata dal Covid-19 e sullo sviluppo della Smart Mobility si sono espressi, rispettivamente, Giulio Salvadori, direttore dell’Osservatorio Smart & Connected Car, e Angela Tumino, responsabile scientifico dell’Osservatorio Smart & Connected Car.

L’emergenza Covid-19 ha, inevitabilmente, rallentato un mercato che stava mostrando grande dinamismo e che, una volta terminata la crisi sanitaria, tornerà a crescere rapidamente. L’auto del futuro avrà la connettività integrata a bordo veicolo, in grado di abilitare nuovi servizi per gli utenti; la condivisione del veicolo si affermerà come nuova modalità di utilizzo accanto alla proprietà; l’auto sarà, inoltre, intelligente e autonoma, consentendo al conducente di dedicarsi ad altre attività; i veicoli alimentati a carburante fossile saranno progressivamente sostituiti da quelli elettrici. Questi cambiamenti stanno avvenendo rapidamente e coinvolgono produttori di auto, fornitori di servizi, giganti hi-tech e startup innovative: la creazione di un ecosistema solido e collaborativo sarà uno degli elementi su cui il mercato dovrà puntare”.

Il fermento del mercato delle soluzioni per la Connected Car spinge anche lo sviluppo della Smart Mobility. Sono numerose le iniziative intraprese dai Comuni, legate, soprattutto, a mobilità elettrica, servizi di sharing, gestione dei parcheggi e del traffico, e trainate dalla grande attenzione delle PA per il tema e dai benefici che è possibile ottenere, in termini di riduzione dei costi, maggiore sostenibilità ambientale e migliori servizi offerti al cittadino. L’emergenza sanitaria sta, progressivamente, trasformando i flussi di mobilità all’interno delle aree urbane: le tecnologie digitali possono avere un ruolo ancora più rilevante rispetto al passato, fornendo un grande contributo nella gestione della ripartenza e nella progettazione della mobilità del presente e del futuro”.

di Sergio Lanfranchi

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