Formicolio e dolore alle mani. Le possibili cause

Le mani sono uno strumento che ci accompagna in moltissime attività quotidiane: le utilizziamo per lavorare, per aiutarci a comunicare quando ci relazioniamo con gli altri e, ancora, nella pratica di molti sport. Per questa ragione, è importante prendersene cura e non sottovalutare i segnali che ci inviano. Sintomi come dolore e formicolio potrebbero essere un campanello d’allarme per alcune patologie che colpiscono le mani. Ne parla il dottor Giorgio Pivato, responsabile di Chirurgia della Mano in Humanitas.

I disturbi delle mani

Le mani sono una delle parti del nostro corpo che utilizziamo maggiormente e che, in genere, non necessitano di particolare manutenzione. Proprio a causa dello stress a cui le sottoponiamo quotidianamente, però, potrebbero sviluppare delle patologie, in particolare quando la loro capacità di ‘autoriparazione’ viene superata dagli effetti dell’usura. Tra i soggetti più a rischio, troviamo, per esempio, chi lavora o passa molto tempo al computer, con lo smartphone e gli altri device che richiedono un movimento veloce e ripetitivo delle piccole articolazioni del polso e della mano. In particolare, in alcune persone l’intenso utilizzo di questi dispositivi può essere causa di disturbi infiammatori a carico dei tendini. Ad esempio, chi lavora molto al PC può riferire dolori e senso di tensione ai tendini delle dita. In questo caso, per ridurre i sintomi potrebbe essere sufficiente abbassare la sedia, cambiando così la posizione del polso, fare delle pause frequenti e cambiare spesso posizione. Tra le patologie più frequenti che coinvolgono i tendini citiamo il dito a scatto, che si manifesta con un caratteristico scatto del dito durante i movimenti di flesso-estensione delle dita e il Morbo di De Quervain, un’infiammazione dei tendini del pollice, che rende dolorosi i movimenti di apertura e di presa del pollice.

Il formicolio alla mano

Altro sintomo assai frequente è il formicolio alle dita della mano, soprattutto se questo si manifesta a carico delle prime tre dita, potrebbe trattarsi della Sindrome del Tunnel Carpale, una patologia che è importante non sottovalutare, per evitare complicanze più gravi. Diversamente da quanto comunemente si pensi, la Sindrome del Tunnel Carpale può colpire persone di ogni età, benché il picco di incidenza sia dopo i 40 anni. La Sindrome del Tunnel Carpale è dovuta a una compressione del nervo mediano causata dall’infiammazione dei tendini flessori che si trovano all’interno del tunnel carpale, quel passaggio attraverso cui il nervo mediano e i tendini flessori passano dal polso alla mano. Si manifesta con formicolio e intorpidimento della mano che colpiscono il paziente, soprattutto durante la notte, e che potrebbero anche trasformarsi in dolore. I casi più gravi presentano come sintomi anche la perdita di sensibilità nelle dita e la difficoltà nell’afferrare gli oggetti. È importante rivolgersi per tempo allo specialista della mano che potrà valutare l’opportunità di prescrivere una elettromiografia, che rappresenta l’esame più attendibile per fare una corretta diagnosi. In caso di conferma della sofferenza del nervo di solito è raccomandato l’intervento chirurgico. Però, non tutti i formicolii sono riconducibili alla Sindrome del Tunnel Carpale. Nel caso in cui il formicolio colpisca soprattutto la zona dell’anulare e del mignolo, si potrebbe trattare della Sindrome del Canale Cubitale, la seconda neuropatia da compressione dei nervi periferici più comune dopo la Sindrome del Tunnel Carpale. In questo caso, i sintomi sono, infatti, causati dalla compressione del nervo ulnare a livello del gomito. Le forme più lievi della Sindrome del Canale Cubitale si possono risolvere con una terapia di tipo conservativo, come l’utilizzo del tutore e sedute di fisioterapia, nei casi più avanzati è necessario procedere alla decompressione del nervo per via chirurgica. Infine, esiste anche la possibilità che a causare sintomi simili a quelli visti finora possa essere una sofferenza radicolare a livello del rachide cervicale. In ogni caso, l’esame clinico dello specialista potrà fare chiarezza riguardo alla problematica che interessa il paziente.

Come prevenire questi disturbi?

Fondamentale è l’attenzione alla postura: una corretta distanza dal PC, un’altezza idonea della sedia e della scrivania, lavorare con i gomiti appoggiati possono limitare i fenomeni infiammatori tendinei e la compressione dei nervi periferici. Quando possibile, cercare di limitare l’uso degli strumenti tecnologici al tempo necessario per ridurre lo stress sulle mani e sul polso e assicurarsi di osservare delle pause durante l’attività lavorativa. Se necessario, si può intervenire con una terapia farmacologica a base di antinfiammatori e con la fisioterapia. Infine, è molto importante ricordare che, in presenza di questi disturbi, specialmente se non passano nel breve tempo o se tendono ad aggravarsi, è fondamentale rivolgersi al chirurgo della mano. (Humanitas.it)

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