Federazione dei Democratici Cristiani – Rinasce il centro politico, fine della diaspora

Gli onorevoli Gargani, Cesa, Grassi, Rotondi e Tassone hanno partecipato alla riunione del 13 febbraio della federazione dei democratici cristiani che ha approvato all’unanimità il seguente comunicato: I Partiti e le Associazioni che hanno sottoscritto l’Atto Costitutivo della Federazione Popolare dei Democratici Cristiani si sono riuniti a Roma il per dar vita in maniera concreta ed effettiva a una fase costituente, consapevoli di essere punto di riferimento culturale e politico per tutti quelli che si ispirano ai valori del popolarismo, italiano ed europeo, e all’umanesimo cristiano. Questa assunzione di comune responsabilità pone fine alla diaspora politica che è seguita alla crisi dei partiti degli anni ‘90 e garantisce un impegno unitario e rinnovato. A tal fine, la Federazione decide di adottare un logo e un simbolo comuni che sarà presentato alla stampa nei prossimi giorni, per essere utilizzato nelle prossime competizioni elettorali ed essere individuato unitariamente in una lista unica con proposte che costituiscono la sintesi delle varie espressioni presenti anche in periferia.

È stato detto e constatato che, negli ultimi anni, le ‘estreme’ hanno consenso, ma non sono in grado di governare, e il ‘centro’ che ha vocazione di governo è debole, e ha, quindi, bisogno di essere rafforzato e allargato. Per questo, l’impegno della federazione è quello di rafforzare questa area centrale invitando tutti quelli che si riconoscono nella comune linea politica a mettere da parte il personalismo che ha avvilito la politica e far prevalere la collegialità che rappresenta forza culturale e organizzativa. È urgente questo nostro impegno perché la crisi sociale – come conseguenza anche della crisi economica – sta alterando le fondamenta della democrazia e indebolendo l’unità politica e istituzionale del nostro Paese, e, quindi, la cultura popolare rappresenta l’unico argine contro il populismo e l’estremismo di qualunque tendenza. Per poter caratterizzare e rappresentare ancor più la nostra funzione, siamo in attesa di una legge elettorale proporzionale che rispetti il pluralismo e ristabilisca il principio costituzionale della ‘rappresentanza’ e favorisca la crescita di una nuova classe dirigente.

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