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	<title>pasqua &#8211; Filo Diretto News</title>
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	<title>pasqua &#8211; Filo Diretto News</title>
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		<title>La Pasqua ha ispirato tanti poeti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 31 Mar 2026 13:56:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Spiritualità e Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[fede]]></category>
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<p class="wp-block-paragraph"><strong>Come il Natale, anche la Pasqua ha ispirato i poeti.</strong> <strong>Dante Alighieri, in due Canti dell’Inferno e del Purgatorio ricorda il Risorto, come “</strong><em><strong>Un possente con segno di vittoria incoronato</strong></em><strong> (IV canto Inf.)”; “</strong><em><strong>Cristo apparve ai due ch’eran i via/già surto fuor della sepolcral buca</strong></em><strong> (XXI canto Purg.). </strong>Elevati sono i versi del Carducci: “<em>Redimito il crin di vittoria, candido, radiante, Cristo risorge al Cielo</em>”. Efficaci ed incisivi sono i versi del D’Annunzio in “<em>Pasqua romana: Gloria! Dal Viminale al Quirinale, dal Vaticano al Laterano, canta una diffusa anima: Gloria a Dio nei Cieli!</em>”. Celebri sono i versi del Manzoni in uno dei suoi <em>Inni Sacri</em>: “<em>Era l’alba e, molli in viso/Maddalena e</em> <em>l’altra donna/fean lamento sull’Ucciso…Un estraneo giovinetto/ si posò sul monumento/ era folgore l’aspetto/ era neve il vestimento/ alla mesta che il richiese, diè risposta quel cortese: È</em> <em>Risorto non è qui!</em>”. Il Papini, quasi cieco e paralitico, innalza un canto d’amore, l’ultimo canto: <em>Campane</em>, che è il suo testamento poetico, pubblicato dal <em>“Corriere della Sera”</em>.<br></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il suono delle campane è, per il Papini, un richiamo mai stanco di Cristo, un canto di Amore e di Pace. </strong>Tanti sono i poeti che hanno cantato la Pasqua, un vento unico e fondamentale per il Cristianesimo: “<em>Se Cristo non fosse risorto, vana sarebbe la nostra Fede</em>”(San Paolo). Il Fatto unico nella storia che un morto crocifisso sia entrato in un sepolcro e il terzo giorno ne sia uscito vivo! Sono passati duemila anni, siamo nel terzo millennio e il Testimone degli apostoli continua a passare da uomo a uomo: “<em>Cristo è risorto</em>”! La Resurrezione è la base della Fede, la garanzia di una promessa, la prova più concreta ed universale che l’uomo, tutto l’uomo può cambiare e rinascere. La certezza della Resurrezione – ci si creda o no – “<em>cammina silenziosa e rigeneratrice nelle vene più segrete delle coscienze umane e ribalta le pietre tombali della Storia</em>”. La Pasqua, la Resurrezione è la più forte sfida che Cristo lancia all’uomo! Se l’uomo la raccoglie e l’accetta, la sua vita cambierà, si riempirà di Fede, di amore, di pace, di Luce, di significato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">di <strong>Alfonso Saya</strong></p>
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		<title>Il silenzio attivo di Gesù dopo la sua morte</title>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Apr 2023 17:42:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[pasqua]]></category>
		<category><![CDATA[sabato santo]]></category>
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<p class="wp-block-paragraph"><strong>Sabato Santo, il giorno del silenzio.</strong> Il giorno dopo la morte del Nostro Signore Gesù Cristo. Oggi, Gesù, il Nostro Salvatore, si è immerso agli inferi per salvarci dalla loro schiavitù di morte e disperazione. In questo giorno, possiamo contemplare di più quanta è immensa la vicinanza di Gesù alle nostre paure, angosce e solitudini agonizzanti. Nella sua cura materna, la Chiesa ci offre una splendida omelia che ci aiuta parecchio ad apprezzare di più quello che Gesù ha fatto per noi. Questa antica omelia sul Sabato Santo è frutto di tantissima preghiera e riflessione. In essa, possiamo godere intimamente lo stragrande amore che Gesù ha per tutti noi, prima di tutto personalmente. Domanda l’autore di questa omelia: “<em>Che cosa è avvenuto?</em>”. Poi, risponde: “<em>Oggi, sulla terra c’è grande</em> <em>silenzio, grande silenzio e solitudine. Grande silenzio perché il Re dorme: la terra è rimasta sbigottita</em> <em>e tace perché il Dio fatto carne si è addormentato e ha svegliato coloro che da secoli dormivano. Dio</em> <em>è morto nella carne ed è sceso a scuotere il regno degli inferi</em>”. Ma come ha scosso questi inferi? Questo buio di morte? Nelle parole di papa Francesco, Gesù ha scosso gli inferi con la sua vicinanza all’uomo perduto. Dice l’antica omelia: “<em>Certo, egli va a cercare il primo padre, come la pecorella</em> <em>smarrita. Egli vuole scendere a visitare quelli che siedono nelle tenebre e nell’ombra di morte. Dio e il Figlio suo vanno a liberare dalle sofferenze Adamo ed Eva che si trovano in prigione</em>”. Dunque, e in parole semplici, il Sabato Santo è la festa o la celebrazione della vicinanza di Dio a noi, abbattuti come siamo nelle nostre vite quotidiane.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>L’autore continua a darci una bellissima e dettagliatissima presentazione di questo incontro di Gesù con l’uomo sofferente di ieri, oggi e domani: “<em>Il Signore entrò da loro portando le armi</em> <em>vittoriose della croce.</em></strong><em> Appena Adamo, il progenitore, lo vide, percuotendosi il petto per la meraviglia,</em> <em>gridò a tutti e disse: ‘Sia con tutti il mio Signore’. E Cristo rispondendo disse ad Adamo: ‘E con il</em> <em>tuo spirito’. E, presolo per mano, lo scosse, dicendo: ‘Svegliati, tu che dormi, e risorgi dai morti, e</em> <em>Cristo ti illuminerà’</em>”. Successivamente, Gesù esprime il perché del suo avvicinamento all’uomo distrutto dal male e la sua conseguente e aggiunta angoscia esistenziale: “<em>Io sono il tuo Dio, che per</em> <em>te sono diventato tuo figlio; che per te e per questi, che da te hanno avuto origine, ora parlo e nella</em> <em>mia potenza ordino a coloro che erano in carcere: Uscite! A coloro che erano nelle tenebre: Siate</em> <em>illuminati! A coloro che erano morti: Risorgete! A te comando: Svegliati, tu che dormi! Infatti, non ti ho creato perché rimanessi prigioniero nell’inferno. Risorgi dai morti. Io sono la vita dei morti.</em> <em>Risorgi, opera delle mie mani! Risorgi mia effige, fatta a mia immagine! Risorgi, usciamo di qui! Tu</em> <em>in me e io in te siamo infatti un’unica e indivisa natura.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><em>Per te io, tuo Dio, mi sono fatto tuo figlio. Per te io, il Signore, ho rivestito la tua natura di servo.</em></strong><em> Per te, io che sto al di sopra dei cieli, sono venuto sulla terra e al di sotto della terra. Per te, uomo ho condiviso la debolezza umana, ma poi son diventato libero tra i morti. Per te, che sei uscito dal</em> <em>giardino del paradiso terrestre, sono stato tradito in un giardino e dato in mano ai Giudei e in un</em> <em>giardino sono stato messo in croce. Guarda sulla mia faccia gli sputi che io ricevetti per te, per poterti restituire a quel primo soffio vitale. Guarda sulle mie guance gli schiaffi, sopportati per rifare</em> <em>a mia immagine la tua bellezza perduta. Guarda sul mio dorso la flagellazione subita per liberare le</em> <em>tue spalle dal peso dei tuoi peccati. Guarda le mie mani inchiodate al legno per te, che un tempo avevi malamente allungato la tua mano all’albero. Morii sulla croce e la lancia penetrò nel mio</em> <em>costato, per te che ti addormentasti nel paradiso e facesti uscire Eva dal tuo fianco. Il mio costato sanò il dolore del tuo fianco. Il mio sonno ti libererà dal sonno dell’inferno. La mia lancia trattenne</em> <em>la lancia che si era rivolta contro di te. Sorgi, allontaniamoci di qui. Il nemico ti fece uscire dalla terra del paradiso. Io invece non ti rimetto più in quel giardino, ma ti colloco sul trono celeste. Ti fu</em> <em>proibito di toccare la pianta simbolica della vita, ma io, che sono la vita, ti comunico quello che sono. Ho posto dei cherubini che come servi ti custodissero. Ora faccio sì che i cherubini ti adorino</em> <em>quasi come Dio, anche se non sei Dio. Il trono celeste è pronto, pronti e agli ordini sono i portatori,</em> <em>la sala è allestita, la mensa apparecchiata, l’eterna dimora è addobbata, i forzieri aperti. In altre parole, è preparato per te dai secoli eterni il regno dei cieli</em>”. La grande lezione che il Sabato Santodà a tutti noi è che quando pensiamo che nulla sta accadendo nelle nostre vite è proprio lì che tutto si rivoluzionerà. Quando lasciamo tutto nelle mani di Gesù tutto andrà per l’ottimo. Allora, con il grande servo di Dio, don Donildo Ruotolo, come lo insegna Gesù nella Novena dell’Abbandono, diciamo sempre a Gesù con grandissima fiducia: “Gesù pensaci Tu!”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">di <strong>Fra Mario Attard</strong></p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" src="https://www.filodirettonews.it/wp-content/uploads/2023/04/NUOVO-BANNER-UNITELMA-11.jpg" alt="" class="wp-image-19475"/></figure>
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		<title>La Settimana Santa ci fa riflettere</title>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Apr 2023 13:23:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[malta]]></category>
		<category><![CDATA[pasqua]]></category>
		<category><![CDATA[settimana santa]]></category>
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					<description><![CDATA[Mentre celebravo la messa mercoledì 5 aprile 2023, nella nostra parrocchia di Marsa dedicata alla Santissima Trinità, esattamente nell’ultima messa mattutina, prima della celebrazione <a class="mh-excerpt-more" href="https://www.filodirettonews.it/cultura-e-societa/riflessioni/2023/04/06/la-settimana-santa-ci-fa-riflettere/" title="La Settimana Santa ci fa riflettere">...</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Mentre celebravo la messa mercoledì 5 aprile 2023,</strong> nella nostra parrocchia di Marsa dedicata alla Santissima Trinità, esattamente nell’ultima messa mattutina, prima della celebrazione solenne della Pasqua, lo Spirito Santo mi ha dato la grazia di notare alcuni spunti assai interessanti e rilevanti al mondo di oggi in cui viviamo riguardando il brano del vangelo secondo Matteo, cioè Mt 26, 14-25. Giuda fu dominato dalla cupidigia dei soldi. Per “<em>trenta monete d’argento</em>, che i <em>capi dei sacerdoti &#8230; gli fissarano</em> (Mt 26,14-15)” era disposto a vendere il suo carissimo maestro. E che maestro! Il Figlio di Dio fatto uomo! La sua cupidigia accecante fu talmente grande che, come ci dice l’evangelista Matteo, “<em>da quel momento cercava l’occasione propizia per consegnare Gesù </em>(Mt 26, 16)”. Questa cupidigia è ancora fortemente presente nel mondo d’oggi. Quante persone si distruggono e distruggono gli altri per i soldi. Sono disposti a vendere le loro carriere, rovinare le loro famiglie e mettere in cattiva luce la loro integrità personale, professionale e politica basta guadagnare soldi.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Papa Francesco ci aiuta a riflettere profondamente su questo brano tanto attuale per la nostra vita contemporanea.</strong> Nella sua omelia, pronunciata da Santa Marta del 8 aprile 2020, papa Francesco disse: “<em>Mercoledì Santo è chiamato anche ‘mercoledì del tradimento’, il giorno nel quale si sottolinea nella Chiesa il tradimento di Giuda</em>. Giuda vende il Maestro. Anche oggi, si vende gente. Tutti i giorni. Ci sono dei Giuda che vendono i fratelli e le sorelle: sfruttandoli nel lavoro, non pagando il giusto, non riconoscendo i doveri… Oggi, il commercio umano è come ai primi tempi: si fa. E questo perché? Perché: Gesù lo ha detto. Lui ha dato al denaro una signoria. Gesù ha detto:“<em>Non si può servire Dio e il denaro </em>(cf. Lc.16,13)”, due signori. È l’unica cosa che Gesù pone all’altezza e ognuno di noi deve scegliere: o servi Dio, e sarai libero nell’adorazione e nel servizio, o servi il denaro, e sarai schiavo del denaro. Questa è l’opzione, e tanta gente vuole servire Dio e il denaro. E questo non si può fare.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>In quale parte siamo? Chi veramente serviamo?</strong> La nostra cupidigia o essere davvero disposti ad aprire il nostro cuore per essere persone che rispettano, amano e onorano con la massima fedeltà la loro relazione con Dio e i fratelli e le sorelle? Davanti al tradimento, l’atteggiamento di Gesù è fondamentale: “<em>In verità io vi dico: uno di voi mi tradirà </em>(Mt 26, 21)”. Gesù non dava tanta importanza alla reazione dei suoi discepoli. Davanti al tradimento, che è la verità numero uno contro l’amore fraterno, ha detto la verità in faccia. L’ha fatta uscire in un modo assai diretto e schietto. Egli chiamò il male per nome. Confrontandosi col suo peccato, Giuda già cominciava a odiare se stesso. La prima vittima del tradimento è il traditore e la traditrice stesso e stessa. Dopo la sua insincera confessione, Gesù gli disse: “<em>Tu l’hai detto </em>(Mt 26, 25)”. Quanto si ammala un cuore che tradisce! Signore aiutami per non tradirti, per essere sempre vicino e vicina al tuo cuore. Signore, da questa esperienza, com’è vero che la settimana santa mi fa riflettere seriamente sulla nostra vita. Aiutami a lasciare questa riflessione cambiare la mia vita. Amen.</p>



<p class="wp-block-paragraph">di <strong>Fra Mario Attard</strong></p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" src="https://www.filodirettonews.it/wp-content/uploads/2023/04/NUOVO-BANNER-UNITELMA-4.jpg" alt="" class="wp-image-19434"/></figure>
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		<title>Messina – Settimana Santa in Cattedrale. Il calendario delle celebrazioni presiedute dall’arcivescovo Giovanni Accolla</title>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 02 Apr 2023 14:55:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[I Tesori di Messina]]></category>
		<category><![CDATA[domenica delle palme]]></category>
		<category><![CDATA[duomo di messina]]></category>
		<category><![CDATA[Messina]]></category>
		<category><![CDATA[pasqua]]></category>
		<category><![CDATA[settimana santa in cattedrale]]></category>
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					<description><![CDATA[Con la “Domenica delle Palme e della Passione del Signore” inizia la Settimana Santa che condurrà alla celebrazione della Pasqua, fonte e culmine dell’anno <a class="mh-excerpt-more" href="https://www.filodirettonews.it/cultura-e-societa/i-tesori-di-messina/2023/04/02/messina-settimana-santa-in-cattedrale-il-calendario-delle-celebrazioni-presiedute-dallarcivescovo-giovanni-accolla/" title="Messina – Settimana Santa in Cattedrale. Il calendario delle celebrazioni presiedute dall’arcivescovo Giovanni Accolla">...</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Con la “Domenica delle Palme e della Passione del Signore” inizia la Settimana Santa che condurrà alla celebrazione della Pasqua, fonte e culmine dell’anno liturgico.</strong> La Chiesa, nei riti della Settimana Santa, celebra la sua unione profonda con Cristo, unendosi ai misteri principali della vita di colui che per l’umanità muore e risorge, aprendo orizzonti di speranza. L’arcivescovo Giovanni Accolla presiederà nella Basilica Cattedrale le celebrazioni secondo il seguente calendario. In alcuni giorni, invece, si recherà in alcune parrocchie e altre realtà del territorio diocesano, per esprimere il vincolo di comunione che unisce la Chiesa di Messina – Lipari – Santa Lucia del Mela e del quale lui ne è primo custode.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Domenica 2 aprile – Domenica delle Palme, ore 10.30</strong><br>L’arcivescovo benedirà le palme e i rami d’ulivo in Piazza Duomo, da dove processionalmente entrerà in Cattedrale per la Santa Messa.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Martedì 4 aprile – Messa Crismale a Lipari, ore 18.00</strong><br>Nella Concattedrale San Bartolomeo a Lipari, l’arcivescovo benedirà gli oli santi durante la celebrazione alla quale parteciperanno i sacerdoti e le comunità delle Isole Eolie.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Giovedì 6 aprile – Messa Crismale, ore 10.00</strong><br>L’arcivescovo, nella messa concelebrata dal vescovo ausiliare e da tutti i sacerdoti dell’arcidiocesi, presiederà l’Eucaristia durante la quale i sacerdoti rinnoveranno le promesse sacerdotali e benedirà l’Olio dei Catecumeni, l’Olio degli Infermi e il Sacro Crisma.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Giovedì 6 aprile – Messa ‘<em>in Cœna Domini</em>’, ore 18.30 e inizio del Triduo Pasquale</strong><br>Il vescovo ausiliare Cesare Di Pietro presiederà la messa ‘<em>in Cœna Domini</em>’, al termine della quale all’interno della Cattedrale sarà portato processionalmente il SS. Sacramento all’altare della reposizione per l’adorazione dei fedeli fino alla mezzanotte. Mentre l’arcivescovo si recherà a Santa Domenica Vittoria, posta al confine dell’Arcidiocesi, per celebrare con il parroco e i fedeli di quella comunità parrocchiale.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Venerdì 7 aprile – Azione Liturgica nella Passione del Signore, ore 17.30</strong><br>L’arcivescovo presiederà l’azione liturgica con la proclamazione del passio, lo svelamento e adorazione della Croce, e la distribuzione della Comunione. Quindi, insieme al clero, si unirà partecipando alla secolare processione delle Barette.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Sabato 8 aprile – Veglia nella Notte Santa di Pasqua, ore 22.30</strong><br>L’arcivescovo presiederà la veglia durante la quale amministrerà i sacramenti dell’iniziazione cristiana a cinque catecumeni.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Domenica 9 aprile – Domenica di Pasqua, ore 10.30</strong><br>Il vescovo ausiliare presiederà la santa messa in Cattedrale. Mentre l’arcivescovo si recherà a Milazzo per celebrare con la comunità del Duomo.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" src="https://www.filodirettonews.it/wp-content/uploads/2023/04/NUOVO-BANNER-UNITELMA.jpg" alt="" class="wp-image-19417"/></figure>
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			</item>
		<item>
		<title>Caronia – Pasqua di Resurrezione con il sole</title>
		<link>https://www.filodirettonews.it/notizie/provincia/provincia-nebrodi/2022/04/23/caronia-pasqua-di-resurrezione-con-il-sole/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 23 Apr 2022 11:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Nebrodi]]></category>
		<category><![CDATA[caronia]]></category>
		<category><![CDATA[marina di caronia]]></category>
		<category><![CDATA[pasqua]]></category>
		<category><![CDATA[processione dei simulacri]]></category>
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					<description><![CDATA[Pasqua di Resurrezione con il sole domenica scorsa, a Marina di Caronia, giusto il tempo di partecipare alla solenne celebrazione eucaristica e alla processione, <a class="mh-excerpt-more" href="https://www.filodirettonews.it/notizie/provincia/provincia-nebrodi/2022/04/23/caronia-pasqua-di-resurrezione-con-il-sole/" title="Caronia – Pasqua di Resurrezione con il sole">...</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Pasqua di Resurrezione con il sole domenica scorsa, a Marina di Caronia, giusto il tempo di partecipare alla solenne celebrazione eucaristica e alla processione, quando (nel pomeriggio e fino a sera) si abbattè un’intensa pioggia che impedì lo svolgimento della processione prevista in serata, in centro, che è stata rinviata, così, a domenica prossima.</strong> La festività religiosa più importante del calendario cristiano, dunque, che, nei giorni scorsi, ci ha fatto camminare con dolore e mestizia sino al momento più tragico della vita terrena di Cristo, si è conclusa offrendo la possibilità all’uomo di risorgere alla luce, fuggendo il peccato. Nella chiesa della Santissima Maria Annunziata, alle ore 10.30, infatti, don Giuseppe Agnello ha celebrato la solenne messa, alla presenza di numerosi fedeli, tra questi anche il gruppo di giovani ‘incappucciati’ che, ormai da moltissimi anni – ad eccezione dei due anni di restrizione a causa della pandemia – hanno accompagnato i significativi momenti della settimana santa, nella frazione Marina. Profonda l’omelia tenuta da don Giuseppe, che ha trascinato i presenti in un viaggio cristiano entusiasmante, toccando alcuni aspetti dell’esistenza umana, suggerendo messaggi di salvezza “<em>se seguiamo Gesù nel nostro futuro, saremo la pietra</em> <em>scartata dai costruttori che diventa pietra d’angolo</em>”, ancora, soffermandosi sull’odio , sull’orgoglio che pietrifica il cuore, ha detto che “<em>Dio promuove la concordia e la pace con la legge del perdono, la sua pace è l’ordine che stabilisce la sorgente della Pace</em>”.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>A conclusione della celebrazione, si è snodata la particolare processione, accompagnata dalla banda musicale dell’Associazione San Nicola di Caronia, formata da un corteo che accompagnava la Statua della Madonna, lungo la Via Benedetto Brin e fino alla Chiesa dell’Odigitria.</strong> Proprio da qui, la stessa – percorrendo il tratto di lungomare Mirabile Mancusio Francesca – avrebbe raggiunto il simulacro del Risorto che, intanto, formato un altro corteo e svolgendo un percorso diverso, si era fermato nel consueto lungomare e Piazzetta Cristoforo Colombo per incontrarLa e procedere, poi, insieme, fino al ritorno in chiesa. Emozionante e coinvolgente l’incontro tra Madre e Figlio, realizzato attraverso una piccola corsa compiuta dai portatori delle vare ‘incappucciati’, che creavano, nell’immaginario collettivo, con piccoli movimenti ritmati in avanti e indietro, favoriti dal suono di marce musicali, la gioia di un tenero abbraccio, tra la madre che corre incontro al Figlio e il Figlio che corre incontro alla Madre, offrendo alla comunità una rappresentazione della religiosità e della spettacolarità esterna di grande effetto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">di <strong>Santina Folisi</strong></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://www.filodirettonews.it/wp-content/uploads/2022/04/1-42.jpg" alt="" class="wp-image-17570"/></figure>
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			</item>
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		<title>I cinque elementi preparatori dall’Omelia di Melitone di Sardi per celebrare la Pasqua</title>
		<link>https://www.filodirettonews.it/notizie/mondo/2022/04/19/i-cinque-elementi-preparatori-dallomelia-di-melitone-di-sardi-per-celebrare-la-pasqua/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Apr 2022 19:32:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[giovedì santo]]></category>
		<category><![CDATA[malta]]></category>
		<category><![CDATA[omelia di melitone di sardi]]></category>
		<category><![CDATA[omelia sulla pasqua]]></category>
		<category><![CDATA[pasqua]]></category>
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					<description><![CDATA[Nell’ufficio delle letture del Giovedì Della Settimana Santa, esattamente nella seconda lettura, si legge ogni anno dall’‘Omelia sulla Pasqua’ del vescovo Melitone di Sardi. <a class="mh-excerpt-more" href="https://www.filodirettonews.it/notizie/mondo/2022/04/19/i-cinque-elementi-preparatori-dallomelia-di-melitone-di-sardi-per-celebrare-la-pasqua/" title="I cinque elementi preparatori dall’Omelia di Melitone di Sardi per celebrare la Pasqua">...</a>]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph"><strong>Nell’ufficio delle letture del Giovedì Della Settimana Santa, esattamente nella seconda lettura, si legge ogni anno dall’‘Omelia sulla Pasqua’ del vescovo Melitone di Sardi. </strong>Più uno riflette su questa omelia più deriva dei punti importanti che lo aiutano a celebrare la Pasqua fruttuosamente. Prima di tutto, il vescovo Melitone ci ricorda che Cristo ha sofferto in alcune personaggi chiave dell’antico testamento. Dice: “<em>Egli è colui che prese su di sé le sofferenze di tutti. Egli è colui che fu</em> <em>ucciso in Abele, e in Isacco fu legato ai piedi. Andò pellegrinando in Giacobbe, e in Giuseppe fu</em> <em>venduto. Fu esposto sulle acque in Mosè, e nell’agnello fu sgozzato. Fu perseguitato in Davide e nei</em> <em>profeti fu disonorato</em>”. Secondo, il vescovo Melitone menziona la <em>kenosis</em> di Gesù, che è talmente centrale nel suo atto salvifico, cioè che da Dio si è fatto uomo, come me e te, per vincere il nostro nemico comune, la morte. Predica Melitone: “<em>Molte cose sono state predette dai profeti riguardanti il mistero della Pasqua, che è Cristo, ‘al quale sia gloria nei secoli dei secoli. Amen’</em> (Gal 1, 5, ecc.)<em>. Egli scese dai cieli sulla terra per l’umanità sofferente; si rivestì della nostra umanità nel grembo della Vergine e nacque come uomo. Prese su di sé le sofferenze dell’uomo sofferente attraverso il</em> <em>corpo soggetto alla sofferenza, e distrusse le passioni della carne. Con lo Spirito immortale distrusse</em> <em>la morte omicida</em>”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Terzo, il vescovo Melitone presenta Gesù come il Nuovo Mosè che guida dalla schiavitù alla libertà. Egli sottolinea: “<em>Egli è colui che coprì di confusione la morte e gettò nel pianto il diavolo, come Mosè</em> <em>il faraone. Egli è colui che percosse l’iniquità e l’ingiustizia, come Mosè condannò alla sterilità</em> <em>l’Egitto. Egli è colui che ci trasse dalla schiavitù alla libertà, dalle tenebre alla luce, dalla morte alla</em> <em>vita, dalla tirannia al regno eterno. Ha fatto di noi un sacerdozio nuovo e un popolo eletto per sempre.</em> <em>Egli è la Pasqua della nostra salvezza</em>”. Quarto, in questa omelia notiamo l’aspetto sacrificale della nostra redenzione fatta da Cristo per noi. Ribadisce il vescovo Melitone: “<em>Egli, infatti, fu condotto e</em> <em>ucciso dai suoi carnefici come un agnello, ci liberò dal modo di vivere del mondo come dall’Egitto,</em> <em>e ci salvò dalla schiavitù del demonio come dalla mano del Faraone. Contrassegnò le nostre anime</em> <em>con il proprio Spirito e le membra del nostro corpo con il suo sangue&#8230; Egli fu preso dal gregge,</em> <em>condotto all’uccisione, immolato verso sera, sepolto nella notte. Sulla croce non gli fu spezzato osso</em> <em>e sotto terra non fu soggetto alla decomposizione. Egli risuscitò dai morti e fece risorgere l’umanità</em> <em>dal profondo del sepolcro</em>”. Quinto, con Gesù sofferente c’è anche Maria, Sua e Nostra Madre, che soffre con lui per la nostra salvezza. Ricorda Melitone: “<em>Egli è colui che si incarnò nel seno della</em> <em>Vergine, fu appeso alla croce, fu sepolto nella terra e, risorgendo dai morti, salì alle altezze dei cieli.</em> <em>Egli è l’agnello che non apre bocca, egli è l’agnello ucciso, egli è nato da Maria, agnella senza</em> <em>macchia</em>”. Che noi possiamo lasciare questi cinque elementi assai presenti e importanti nell’omelia di Melitone di Sardi, aiutarci a preparare noi stessi per celebrate degnamente questa Pasqua.</p>



<p class="wp-block-paragraph">di <strong>Fra Mario Attard</strong></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://www.filodirettonews.it/wp-content/uploads/2022/04/1-34.jpg" alt="" class="wp-image-17537"/></figure>
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		<title>Caronia – La suggestiva processione del Venerdì Santo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Apr 2022 19:20:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Nebrodi]]></category>
		<category><![CDATA[caronia]]></category>
		<category><![CDATA[pasqua]]></category>
		<category><![CDATA[venerdì santo]]></category>
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<p class="wp-block-paragraph"><strong>È ritornata la suggestiva processione del Venerdì Santo, a Caronia, dopo due anni di interruzione per la pandemia, e, specialmente, quella partita alle ore 20.30 dalla Chiesa Madre, </strong>nel centro, guidata da don Carmelo Scalisi e dal vicario don Giuseppe Agnello, è stata molto partecipata da autorità locali, fedeli e da tanta altra gente. La tradizione delle vare o misteri è molto antica a Caronia ed è anche uno dei momenti più importanti della Settimana Santa. Prima esse vengono addobbate con fiori, quella della Madonna Addolorata, e abbellita anche con il ‘lavurietru (frumento germogliato)’ e tutte, poi, sono portate a spalla dai volontari in processione, conferendo al corteo un clima raccolto e coinvolgente nel loro raccontare gli episodi della passione e morte di Cristo. Proprio all’uscita di Chiesa e, poi, in diversi altri punti del Paese alla Madonna è stato rivolto il toccante canto dello ‘<em>Stabat</em> <em>Mater</em>’, a cui i caronesi sono particolarmente legati, per la sua forza espressiva che narra la sofferta pietà e dolore della Madre di Cristo. Ormai da decenni, il canto è animato musicalmente dal prof. Salvatore Folisi, mentre vocalmente, quest’anno, dal solista Salvatore Artino, con l’accompagnamento di un coro locale, tra i componenti, il rag. Salvatore D’Onofrio, che un tempo, lo cantava assieme alla sorella Nunziata e alla nipote Caterina e che ha intonato, fino allo scorso anno. La consueta sosta in Piazza Roma, per ascoltare la sentita predica di don Giuseppe Agnello, che proponeva semplici messaggi all’uomo e cioè che il vero cristiano deve dimostrare la propria fede non solo ‘oggi, ma ogni giorno’; ancora, la possibilità per tutte le persone di diventare santi nella verità, facendo attenzione al peccato che deforma ‘la nostra umanità’, pregando per non diventare ‘uomini di mondo’; ulteriormente, di osservare i comandamenti e vivere con la pazienza di Cristo. La processione è stata accompagnata dalla banda musicale dell’Associazione Nino Merlino e si è svolta con il contributo della Procura Feste e dei vari gruppi parrocchiali. Intanto, nella mattinata si sono svolte meditazioni mattutine e visite ai misteri ‘prendendo pace’ per poi, alle ore 23.00, sia a Caronia Centro e sia a Marina, partecipare alla veglia pasquale e nel giorno di Pasqua, dopo le sante messe, altre processioni per le vie cittadine per l’incontro tra Gesù risorto e la Madonna.</p>



<p class="wp-block-paragraph">di <strong>Santina Folisi</strong></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://www.filodirettonews.it/wp-content/uploads/2022/04/1-31.jpg" alt="" class="wp-image-17525"/></figure>
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		<title>Il Messaggio della Santa Pasqua</title>
		<link>https://www.filodirettonews.it/sociale/spiritualita-e-cultura/2021/04/02/il-messaggio-della-santa-pasqua/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Apr 2021 14:41:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Spiritualità e Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[pasqua]]></category>
		<category><![CDATA[resurrezione]]></category>
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<p class="wp-block-paragraph"><strong>In questo nostro tempo, così buio, così sfiduciato e così travagliato da tanta violenza, da tante ingiustizie, dalla corruzione che “spuzza” – al dire del papa –</strong> da tanto odio, da tanto sangue, in cui sembra non ci sia più rimedio, che non ci sia più speranza, ci giunge all’orecchio una parola che apre il cuore alla speranza: Pasqua. Cristo con il suo passaggio dalla morte in croce alla Resurrezione, è questo il significato della parola Pasqua che annuncia al mondo la gioia e la speranza! La nostra tristezza, per tutte le brutture, le ingiustizie e le violenze del nostro tempo, viene cancellata perché sentiamo, chiara, distinta, squillante, la Voce di Cristo che ci dice: “<em>Sono Risorto, sono con voi, non</em> <em>abbiate paura!</em>”. Era questo il grido dell’indimenticabile papa, san Giovanni Paolo II, che ripeteva, spesso, questo grido: “<em>Non abbiate paura! Aprite, anzi, spalancate le porte a Cristo! È Lui la ragione</em> <em>della nostra gioia, della nostra Fede, della nostra speranza, l’unico rimedio a tutti i mali!</em>”. Gesù Cristo non è un ricordo, un personaggio storico come tanti che ci ha lasciato una Dottrina d’Amore e di Pace, ma una Presenza, è Vivo, è il Vivente, è con noi e ci accompagna e ci aiuta nel nostro quotidiano cammino. </p>



<p class="wp-block-paragraph">di <strong>Alfonso Saya</strong></p>
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		<title>Messina – Chiesa delle Barette: Giovedì e Venerdì Santo aperta alle visite dei fedeli</title>
		<link>https://www.filodirettonews.it/notizie/messina/2021/03/30/messina-chiesa-delle-barette-giovedi-e-venerdi-santo-aperta-alle-visite-dei-fedeli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Mar 2021 16:36:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Messina]]></category>
		<category><![CDATA[barette]]></category>
		<category><![CDATA[pasqua]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Giovedì e Venerdì Santo (1 e 2 Aprile), dalle ore 17.00 alle ore 20.00, la Chiesa delle Barette (Via XXIV Maggio, n. 58) sarà aperta a tutti coloro che vorranno visitare le Barette.</strong> Nel rispetto delle normative impartite dalle autorità, al fine del contenimento dei contagi da Covid-19, l’accesso alla chiesa potrà avvenire solamente indossando la mascherina e l’accesso dei visitatori potrà avere luogo, con numeri contingentati, previo controllo della temperatura corporea.</p>
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		<title>Cinque modi in cui san Giuseppe ci può aiutare nel nostro viaggio quaresimale</title>
		<link>https://www.filodirettonews.it/notizie/mondo/2021/03/22/cinque-modi-in-cui-san-giuseppe-ci-puo-aiutare-nel-nostro-viaggio-quaresimale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Mar 2021 18:07:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[pasqua]]></category>
		<category><![CDATA[san giuseppe]]></category>
		<category><![CDATA[viaggio quaresimale]]></category>
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					<description><![CDATA[È giusto che, in questo anno dedicato a san Giuseppe, noi, come credenti, lo possiamo includere di più nel nostro cammino verso la celebrazione <a class="mh-excerpt-more" href="https://www.filodirettonews.it/notizie/mondo/2021/03/22/cinque-modi-in-cui-san-giuseppe-ci-puo-aiutare-nel-nostro-viaggio-quaresimale/" title="Cinque modi in cui san Giuseppe ci può aiutare nel nostro viaggio quaresimale">...</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>È giusto che, in questo anno dedicato a san Giuseppe, noi, come credenti, lo possiamo includere di più nel nostro cammino verso la celebrazione solenne di questa santa Pasqua assai particolare.</strong> Propongo, umilmente, cinque modi su come il Custode del Redentore ci può dare una mano per approfittare di questo tempo di grazia quaresimale che stiamo vivendo. Il primo modo è di lasciare Giuseppe a insegnarci la via della semplicità. Nel sesto capitolo del vangelo di Giovanni, Gesù dichiara, coraggiosamente, ai suoi ascoltatori: “<em>Io sono il pane della vita</em>” (Giov 6,35). “<em>Ascoltando questa fortissima affermazione essi cominciavano a mormorare</em>” (vedi Giov 6,41) al punto che dicevano: “<em>Costui non è forse Gesù, il figlio di Giuseppe?</em>” (Giov 6,42). A quanto pare, consideravano Giuseppe un ebreo normale e rispettoso della legge, insomma, un uomo come gli altri. Implicitamente, Giuseppe non andò in giro per Nazareth facendo miracoli o facendo pubblicità per se stesso. Piuttosto, egli ha vissuto la sua santità avvolto nella semplicità.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Ogni anno, il Mercoledì delle Ceneri, ascoltiamo queste bellissime e serissime parole: “<em>Guardatevi dal praticare le vostre buone opere davanti agli uomini per essere da</em> <em>loro ammirati</em>” (Mat 6,1).</strong> Dunque, la nostra preghiera, il digiuno e l’elemosina dovrebbero essere conservati solo per gli occhi di Dio. Tuttavia, dovremmo anche ricordare le parole precedenti di Gesù nel Discorso della Montagna: “<em>Così, risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al vostro Padre che è nei cieli</em>” (Mat 5:16). La differenza fondamentale la fa, sicuramente, la semplicità. Quando ci comportiamo con semplicità, non ci preoccupiamo per niente per la nostra gloria terrena che passa rapidamente come il vento, ma cerchiamo, invece, di dare tutta la gloria soltanto a Dio. Tale semplicità è una modestia vera dell’anima che ci permette di custodire l’intimità che abbiamo con Dio attraverso la preghiera, il digiuno e l’elemosina.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il secondo modo è il lavoro che facciamo.</strong> La festa del 1º maggio di san Giuseppe Lavoratore ci indica che questo grandissimo santo sa rimboccarsi veramente le maniche per affrontare una dura giornata di lavoro. Giuseppe ci ricorda anche la dignità del lavoro stesso. Nella costituzione pastorale sulla chiesa nel mondo contemporaneo del concilio vaticano secondo, <em>Gaudium et Spes</em>, leggiamo: “<em>Sappiamo per fede, che l’uomo, offrendo a Dio il proprio lavoro, si associa all’opera stessa redentiva di Cristo, il quale ha conferito al lavoro una elevatissima dignità, lavorando con le proprie mani a Nazareth</em>” (no. 67). La Quaresima è un buon momento per vivere questa dignità di lavoro imitando san Giuseppe. Dio ci attira a sé attraverso i mezzi ordinari per adempiere totalmente i nostri compiti. Non abbiamo bisogno di cercare atti di penitenza straordinari o lunghe preghiere, specialmente se questi sminuiscono i nostri normali doveri. Quindi, prima di aggiungere altre pratiche, dovremmo raddoppiare la nostra attenzione per il lavoro che ci sta già davanti.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il terzo modo è il riposo. </strong>Mentre Giuseppe ci mostra la dignità del lavoro, egli ha avuto alcuni dei suoi momenti migliori mentre dormiva. Fu qui che Dio gli parlò, ripetutamente, attraverso i sogni. Possiamo distinguere due tipi di riposo: il sonno fisico e l’abbandono spirituale a Dio. Entrambi sono decisivi per la santità. Il sonno ci rinnova per un altro giorno di lavoro e amore verso gli altri. Basta chiedere alla madre di un neonato l’importanza del sonno. L’abbandono aumenta la nostra speranza nell’amorevole provvidenza di Dio, rafforzando la nostra fede nei momenti di prova e creando spazio per la crescita dell’amore. Sia dal sonno che dall’abbandono riconosciamo i nostri limiti: abbiamo bisogno sia del sonno e anche di Dio. Possiamo vedere questo abbinamento interessante dei due bisogni proprio all’inizio del Salmo 127: “<em>Se il Signore non costruisce la casa, invano vi faticano i costruttori. Se il Signore non custodisce la città, invano veglia il custode. Invano</em> <em>vi alzate di buon mattino, tardi andate a riposare e mangiate pane di sudore: il Signore ne darà ai suoi</em> <em>amici nel sonno</em>” (Sal 126,1-2). Questo salmo proclama la futilità dei nottambuli e il vuoto dei santi che si sono fatti da soli. Il Salmo 127 è un buon promemoria durante la Quaresima del nostro impegno individuale e collettivo per la preghiera, il digiuno e l’elemosina. Questi non sono esercizi della nostra pura forza di volontà. Le nostre pratiche da sole non ci rendono santi. Solamente Dio ci rende santi tramite l’attività del suo santo Spirito. A volte, Dio ci invita a riposare. Ricordiamo le parole di Mosè agli israeliti mentre il Faraone li inseguiva: “<em>Il Signore combatterà per voi, e voi starete tranquilli </em>(Esodo 14:14), così come sono confortanti e rassicuranti le parole del profeta Isaia:“<em>Nella conversione e nella calma, sta la vostra salvezza, nell’abbandono confidente, sta la vostra forza</em>” (Is 30:15).</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il quarto modo è la famiglia.</strong> Anche se Giuseppe era un grande uomo, dove sarebbe finito senza la sua famiglia, cioè senza Gesù e Maria? La santità di Giuseppe emerge attraverso la sua relazione d’amore con Gesù e Maria, servendoli con quella grande dedizione e ricevendo da loro la grazia di Dio. Allo stesso modo, Dio ci attira a sé tramite coloro che ci circondano. Non diventiamo santi come individui isolati, ma come membri di una famiglia o di una comunità. Per un’altra volta, nella costituzione pastorale sulla chiesa nel mondo contemporaneo del Concilio Vaticano Secondo, <em>Gaudium et Spes</em>, il numero 48 ci dice: “<em>Prevenuti dall’esempio e dalla preghiera comune dei genitori, i figli, anzitutto quelli che vivono insieme nell’ambito familiare, troveranno più facilmente</em> <em>la strada di una formazione veramente umana, della salvezza e della santità. La Quaresima è una</em> <em>buona opportunità per esaminare i nostri rapporti più stretti. C’è bisogno di perdonare? C’è un amore che ha bisogno di riaccendersi? Manca la gratitudine? Questi sono ottimi modi per fare</em> <em>l’elemosina</em>”.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il quinto modo è Gesù e Maria.</strong> Naturalmente, la famiglia di Giuseppe non è la nostra famiglia normale. C’è una grazia speciale di mezzo in questa famiglia che è molto particolare, vale a dire Gesù e Maria. Se confrontiamo le nostre famiglie con la Sacra Famiglia, potremo essere tentati dallo scoraggiamento. Ma per la bontà di Dio, Gesù e Maria non sono lontani, ma piuttosto intimamente vicini a noi. Prima di tutto, Gesù è il nostro salvatore e fratello e, allo stesso tempo, Maria è la nostra tenerissima madre. Giuseppe, da parte sua, può aiutarci a stare vicino a Gesù e Maria, proprio come fece lui. Alla fine, tutte le nostre pratiche quaresimali stanno semplicemente dicendo sì a Gesù, esattamente come fece Maria per la prima volta all’Annunciazione. Possa Gesù portarci al Padre con l’intercessione di Maria e del fedelissimo Giuseppe, nostro protettore e fratello!</p>



<p class="wp-block-paragraph">di <strong>Fra Mario Attard</strong></p>
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