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	<title>Enogastronomia &#8211; Filo Diretto News</title>
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	<title>Enogastronomia &#8211; Filo Diretto News</title>
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	<item>
		<title>Il pane si preparava 14.000 anni fa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 May 2025 08:34:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Enogastronomia]]></category>
		<category><![CDATA[cereali]]></category>
		<category><![CDATA[pane]]></category>
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					<description><![CDATA[Il pane è molto più antico di quanto si pensasse, così antico da essere nato prima dell’agricoltura: gruppi di cacciatori-raccoglitori lo preparavano già 14.400 <a class="mh-excerpt-more" href="https://www.filodirettonews.it/magazine/enogastronomia/2025/05/23/il-pane-si-preparava-14-000-anni-fa/" title="Il pane si preparava 14.000 anni fa">...</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il
pane è molto più antico di quanto si pensasse, così antico da essere nato prima
dell’agricoltura: gruppi di cacciatori-raccoglitori lo preparavano già 14.400
anni fa utilizzando cereali selvatici. </strong>La scoperta, pubblicata sulla rivista
dell’Accademia delle Scienze degli Stati Uniti, Pnas, si deve alla
collaborazione fra le università britanniche di Cambridge e University College
di Londra con quella danese di Copenaghen. Il pane più antico finora noto, che
anticipa di 4.000 anni la prima documentazione di questo alimento, è stato
scoperto nella località nel Nord-Est della Giordania, nel sito popolato dai
cacciatori-raccoglitori natufiti. Gli studiosi non escludono che la necessità
di avere a disposizione il pane possa avere spinto i cacciatori-raccoglitori a
trasformarsi lentamente in agricoltori.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>I
ricercatori hanno analizzato 24 resti del pane più antico del mondo nelle
ciotole trovate nel sito, scoprendo tracce di orzo, farro e avena: i semi erano
stati raccolti, setacciati e impastati prima di essere cotti. </strong>Era un pane non
lievitato, simile a quello trovato negli insediamenti più recenti, all’epoca
della rivoluzione agricola del Neolitico e in quella romana. “<em>Adesso resta da verificare se la produzione
e il consumo di pane da cereali selvatici abbia o meno influenzato la comparsa
delle prime colture domestiche</em>”, ha osservato il primo autore della
ricerca, l’archeobotanico Amaia Arranz Otaegui, dell’università di Copenaghen.
I natufiti sono, infatti, considerati una popolazione di transizione dalla
cultura dei cacciatori-raccoglitori a quella tipica delle popolazioni
sedentarie.</p>
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		<item>
		<title>In Cucina &#8211; Tagliolini all&#8217;Astice</title>
		<link>https://www.filodirettonews.it/magazine/enogastronomia/2025/02/12/in-cucina-tagliolini-allastice/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Feb 2025 16:05:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Enogastronomia]]></category>
		<category><![CDATA[cucina]]></category>
		<category><![CDATA[ricette]]></category>
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					<description><![CDATA[Ingredienti per 4 persone 2 spicchi d’aglio2 astici da 500 gr. l’una400 gr. di tagliolini1 cucchiaino di fumetto di pesce disidratatomezzo bicchiere d’olio extravergine <a class="mh-excerpt-more" href="https://www.filodirettonews.it/magazine/enogastronomia/2025/02/12/in-cucina-tagliolini-allastice/" title="In Cucina &#8211; Tagliolini all&#8217;Astice">...</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><em>Ingredienti per 4 persone</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em><br>2 spicchi d’aglio<br>2 astici da 500 gr. l’una<br>400 gr. di tagliolini<br>1 cucchiaino di fumetto di pesce disidratato<br>mezzo bicchiere d’olio extravergine d’oliva<br>750 ml di passata di pomodori<br>3 cucchiai di prezzemolo tritato<br>½ bicchiere di vino<br>1 scalogno<br>sale<br>pepe</em><br></p>



<p class="wp-block-paragraph">Preparate il trito di scalogno&nbsp;e fatelo appassire nell’olio insieme agli spicchi di aglio interi che toglierete non appena diventeranno dorati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Prendete gli astici&nbsp;(l’ideale sarebbero degli astici vivi, ma se non ve la sentite di metterli vivi in una pentola d’acqua bollente, vi consiglio di comprare quelli congelati) e divideteli a metà per il lungo con un trinciapollo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Rompete (con l’aiuto di uno schiaccianoci) le pareti delle chele&nbsp;(in modo che la carne in esse contenuta rilasci i liquidi saporiti che contiene) e metteteli nel tegame insieme allo scalogno.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Fateli saltare qualche istante,&nbsp;sfumate con il vino bianco e poi aggiungete la passata di pomodoro (che deve essere piuttosto densa) nella quale verserete un cucchiaino di granulato per fumetto di pesce.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Cuocete a fuoco moderato&nbsp;facendo asciugare il sugo e rigirando di tanto in tanto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel frattempo&nbsp;lessate i tagliolini.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Qualche istante prima&nbsp;del termine della cottura della pasta, togliete gli astici dal tegame e unite il prezzemolo al sugo, riponete ogni metà astice in un piatto da portata; fate saltare i tagliolini al dente nella padella con il sugo, e al termine, guarnite il piatto circondando ogni metà astice con la pasta e con del prezzemolo tritato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per adagiare i tagliolini,&nbsp;già, conditi sul piatto, prendeteli con un forchettone e avvolgeteli con un movimento rotatorio dentro ad un mestolo di metallo, fateli poi scivolare così attorcigliati (stile gomitolo di lana) vicino all’astice, sul piatto di portata.</p>
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		<item>
		<title>La viticoltura italiana è nata in Sicilia</title>
		<link>https://www.filodirettonews.it/magazine/enogastronomia/2024/10/14/la-viticoltura-italiana-e-nata-in-sicilia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Oct 2024 09:05:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Enogastronomia]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>
		<category><![CDATA[viticoltura]]></category>
		<category><![CDATA[vitigni]]></category>
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					<description><![CDATA[Come in un test di paternità, l’analisi di circa 2.000 vitigni tra selvatici e coltivati e i relativi 295 profili genetici dedotti, confrontati con <a class="mh-excerpt-more" href="https://www.filodirettonews.it/magazine/enogastronomia/2024/10/14/la-viticoltura-italiana-e-nata-in-sicilia/" title="La viticoltura italiana è nata in Sicilia">...</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Come in un test di paternità, l’analisi di circa 2.000 vitigni tra selvatici e coltivati e i relativi 295 profili genetici dedotti, confrontati con quelli di 1.500 viti euroasiatiche, indica che la Sicilia è stata al centro dello sviluppo della viticoltura in Italia. </strong>Il risultato, tutto italiano, è pubblicato sulla Rivista Frontiers in Plant Science si deve al gruppo coordinato da Francesco Carimi e Roberto De Michele, dell’Istituto di Bioscienze e Biorisorse del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Ibbr-Cnr) di Palermo. “<em>L’analisi permette di ricostruire la storia della domesticazione e coltivazione della vite in Italia e, in particolare, nell’Italia Meridionale</em>”, ha detto Carimi all’ANSA. La ricerca dimostra, aggiunge, che “<em>la Sicilia è stata un centro molto importante, dove si è cominciato a coltivare la vite già nell’età del rame intorno a 6.000-5.000 anni fa. Ipotesi già avanzata, nel 2017, da ricercatori che hanno analizzato i residui di vino contenuti in anfore provenienti dal monte Kronio, ad Agrigento, databili all’età del rame</em>”.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Gli studiosi hanno analizzato 170 varietà coltivate e 125 selvatiche presenti in Sicilia e nelle Isole minori, e, spiega Carimi</strong>, “<em>confrontando i profili genetici di queste varietà con quelli di 1.500 viti euroasiatiche abbiamo visto che esiste una netta separazione genetica tra le viti ‘siciliane’ e tutte le altre, mentre strette affinità si sono trovate tra i vitigni siciliani e dell’Italia meridionale oggi coltivati e le popolazioni spontanee raccolte nell’Isola</em>”. Ciò permette di ipotizzare che le varietà spontanee abbiano contribuito allo sviluppo di varietà coltivate in Sicilia e che queste siano state successivamente diffuse lungo l’Italia meridionale. (Ansa)</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Galati Mamertino – Festival del Giornalismo Enogastronomico</title>
		<link>https://www.filodirettonews.it/notizie/provincia/provincia-nebrodi/2023/11/20/galati-mamertino-festival-del-giornalismo-enogastronomico/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Nov 2023 18:32:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Enogastronomia]]></category>
		<category><![CDATA[Nebrodi]]></category>
		<category><![CDATA[galati mamertino]]></category>
		<category><![CDATA[val del Giornalismo Enogastronomico]]></category>
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					<description><![CDATA[La kermesse, che da otto anni ha preso il nome di Festival del Giornalismo Enogastronomico, si svolge e viene celebrato a Galati Mamertino (ME), <a class="mh-excerpt-more" href="https://www.filodirettonews.it/notizie/provincia/provincia-nebrodi/2023/11/20/galati-mamertino-festival-del-giornalismo-enogastronomico/" title="Galati Mamertino – Festival del Giornalismo Enogastronomico">...</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>La kermesse, che da otto anni ha preso il nome di Festival del Giornalismo Enogastronomico, si svolge e viene celebrato a Galati Mamertino (ME), presso i grandi locali dell’Incubatore.</strong> Gli organizzatori dell’evento, che ha avuto luogo nei giorni scorsi, sono stati l’Associazione culturale Network con la Fondazione Celestino Drago e il Comune di Galati Mamertino, con la presenza di personalità e ospiti del modo imprenditoriale, politico e della ricerca, giornalisti, docenti ed esperti di settore. Nella tre giorni non è mancato il consueto aggiornamento, a cura dell’Ordine Regionale dei Giornalisti, che ha favorito, sull’argomento, anche la formazione con attribuzione dei relativi crediti. Attorno a tutto ciò, sono state notevoli anche le partecipazioni attive di numerosi comuni dei Nebrodi e dintorni, richiamati dall’esigenza di non trascurare quanto necessario per occuparsi di un problema, emerso non improvvisamente, ma che va prendendo la china sempre più velocemente, un problema che è diventato il problema della sopravvivenza dei Nebrodi. Non cessano di insistere su ciò in cui continuano a vedere: le specifiche varietà e peculiarità che si trovano nel ricco territorio mamertino e in tutti i paesi limitrofi che inseguono lo stesso destino, l’economia che è ferma, l’economia che non parte, la desertificazione dei luoghi. Sono paesi, quelli come Galati Mamertino, che – quanto a posizione è forse il più alto – si affacciano, con una visione a perdita d’occhio, a valle sul Tirreno costellato dalle Isole Eolie e, per il resto, circondato dalla campagna verdeggiante e dai ricchi boschi.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>A Galati Mamertino, troviamo anche una florida ricca pineta a monte, piantumata ad opera dell’illuminato, lungimirante podestà dell’epoca, dottor Antonino Bianco, a tutela del territorio e affiancata da numerose robinie, utilizzate all’epoca per il rimboschimento.</strong> Numerosi i corsi d’acqua e la sovrabbondanza di ruscelli che rendono i luoghi ricchi di macchia mediterranea dal profumo di ginestra e di porcini. Uliveti, vigneti, alberi da frutto, ortaggi e verdure selvatiche dal gusto unico, di ogni varietà, tutto come in un paradiso. Insistono gli organizzatori, esperti e relatori del Festival Enogastronomico, presso l’incubatore di Località Contura, giunti da ogni parte d’Italia, senza contare l’impegno delle personalità territoriali e regionali, Assessorato Regionale per le attività produttive, sindaci e assessori e titolari d’imprese, cooperative zonali e giornalisti della stessa Amministrazione Comunale, il cui sindaco, Vincenzo Amadore, si è adoperato con l’Amministrazione alla buona riuscita dell’importante evento, ottimo per il rilancio della montagna. L’opinione comune, generata su Galati Mamertino, luogo, al momento, quasi privo di gioventù, come nei comuni confinanti, è quella che emergeranno peculiarità che non tutti scorgono, dove basterebbe un team che insista e che riesca a vederci chiaro dove altri vedono poco o il nulla.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>“<em>Si</em> <em>amano il Paese e le proprie radici, ma si ha una mentalità radicata, consolidata già negli anni ‘80 e ‘90, quando tutti iniziarono a partire, supponendo che il benessere fosse fuori Galati,</em></strong><em> dei nostri paesi, forse in qualche recondita città del Nord</em> – ha dichiarato il relatore, tra gli organizzatori, giornalista de Il Sole 24 Ore, Nino Amadore –<em>,</em> <em>contrariamente, Galati e tutti i paesi dei Nebrodi già</em> <em>anch’essi spopolati, hanno grandi potenzialità nell’agro-alimentare di qualità, prodotti d’attrazione,</em> <em>sempre più richiesti per un forte ‘brand’ col marchio della sicilianità</em>”. “<em>Basterebbe un’adeguata</em> <em>regia politica</em> – ha continuato il giornalista Amadore che è nato e cresciuto a Galati Mamertino, ma che vive e lavora a Palermo –<em>,</em> <em>una regia politica coi requisiti, per aiutare il territorio, per ridurre il problema del sistema viabilità in Sicilia che rappresenta un freno</em>”. “<em>Longi, Galati… San Salvatore di Fitalia, San Marco D’Alunzio e tanti altri comuni; certo, poi, si pensa come raggiungere questi</em> <em>territori e da questi come raggiungere il resto d’Italia e anche più lontano, per veicolare una</em> <em>produzione di qualità; oggi, sono già sparite anche le antiche corriere e la percorribilità in Sicilia, per i collegamenti, non è certo il massimo e costituisce un grave limite</em>”.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Questi paesi, purtroppo, sono spopolati, non vi era altro oltre la corriera degli studenti che conduceva i ragazzi alle scuole superiori nei paesi rivieraschi, </strong>corriere che, un tempo, si contavano in maggior numero e per Messina (all’epoca ancor priva della costruzione delle autostrade) e le antiche ‘corriere’ percorrevano tutta l’infinita ‘Nazionale’ in andata e ritorno fino a Messina, e per Palermo. Per quegli studenti che hanno praticato quelle ‘rotte’, è stata davvero dura arrivare al diploma e, in qualche caso, alla laurea. Ad oggi, dopo quasi cinquant’anni, nulla è cambiato in meglio quanto a viabilità e trasporti; le autostrade costruite per Messina, in quel tempo, e per una parte verso Palermo, costituiscono, tutt’oggi, grave pericolo essendo perennemente per lunghi tratti, a una corsia, a causa delle tante chiusure delle gallerie ridotte a una sola corsia, un colabrodo che costituisce pericolo costante. E così, preso atto della potenzialità dei luoghi per un agroalimentare di qualità, con produzioni di carni, salumi, formaggi, verdure, grano, olio, vino, noci, nocciole e… aria, aria pura che non fa invidia neppure alle Dolomiti, viene meno il sistema viario che è frenante, per favorire quello sviluppo sicuro alle imprese in divenire. Non facilitando, così, il trasporto di merci e prodotti alle possibili aziende, con una adeguata viabilità, viene costituito un ostacolo limitante che fa crollare, senza pietà, l’idea d’impresa. “<em>Ma se conosci e rilevi il problema, allora ti sforzi di trovare la soluzione e lo individui e lo rimuovi</em>”, ha dichiarato ancora Nino Amadore de Il Sole 24 Ore. Non si rassegnano gli addetti ai lavori. Sono passati otto anni e si discute sempre presso l’incubatore d’imprese sul progetto enogastronomico, financo i giornalisti dibattono, da sempre, nella formazione che si ripropone ancora per far conoscere le realtà siciliane, i prodotti di qualità dei luoghi unici. Si potrebbe fare impresa “<em>perché la ricchezza persiste ed è impagabile abitarvi, perché hanno un fascino e una bellezza impareggiabili</em>”, dicono tutti e, soprattutto, chi è andato via per cercare fortuna lontano.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Dello stesso parere Pino Drago, ristoratore locale, fra gli organizzatori, di una famiglia, i Drago, capostipite il fratello maggiore Celestino Drago,</strong> a dichiarare che, con i prodotti della ricercata sicilianità, con le ricette culinarie delle pietanze mamertine, apprese dai nonni, hanno creato un impero nella ricca America del Nord. Imprenditori e giornalisti sono della stessa opinione, come innanzi al letto di un malato, conoscono già la cura, per quell’economia asfittica che non decolla e fa sparire i cittadini dalla loro splendida terra natale, privata dai mezzi di comunicazione efficaci e adeguati, da strade, autostrade, porti, aeroporti. Come al capezzale di un malato, esperti e ospiti del settore venuti da lontano hanno discusso per ben tre giorni, e attendono ancora, senza fortuna, che i politici della Regione Sicilia <em>in primis</em>, facciano prima possibile quanto necessario per evitare lo spopolamento generale e diano la possibilità di creare reddito <em>in loco</em>, attraverso le risorse della terra con introiti a prova di ecosistema.</p>



<p class="wp-block-paragraph">di <strong>Anna Franchina</strong></p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" src="https://www.filodirettonews.it/wp-content/uploads/2023/11/NUOVO-BANNER-UNITELMA-24.jpg" alt="" class="wp-image-20209"/></figure>
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			</item>
		<item>
		<title>Tornano i ‘Percorsi del gusto’ con un viaggio alla riscoperta dei grani antichi siciliani, vero patrimonio della nostra terra</title>
		<link>https://www.filodirettonews.it/magazine/enogastronomia/2022/06/29/tornano-i-percorsi-del-gusto-con-un-viaggio-alla-riscoperta-dei-grani-antichi-siciliani-vero-patrimonio-della-nostra-terra/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jun 2022 12:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Enogastronomia]]></category>
		<category><![CDATA[alemanna storie di cultura]]></category>
		<category><![CDATA[grani antichi siciliani]]></category>
		<category><![CDATA[percorsi del gusto]]></category>
		<category><![CDATA[sicilia]]></category>
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					<description><![CDATA[‘Alemanna. Storie di cultura’ riprende i ‘Percorsi del gusto’, il filone della rassegna che punta a valorizzare eccellenze e professionalità enogastronomiche della nostra terra, <a class="mh-excerpt-more" href="https://www.filodirettonews.it/magazine/enogastronomia/2022/06/29/tornano-i-percorsi-del-gusto-con-un-viaggio-alla-riscoperta-dei-grani-antichi-siciliani-vero-patrimonio-della-nostra-terra/" title="Tornano i ‘Percorsi del gusto’ con un viaggio alla riscoperta dei grani antichi siciliani, vero patrimonio della nostra terra">...</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>‘Alemanna. Storie di cultura’ riprende i ‘Percorsi del gusto’, il filone della rassegna che punta a valorizzare eccellenze e professionalità enogastronomiche della nostra terra,</strong> con ‘Panem nostrum cotidianum’, un evento che porta a Messina Francesco Vescera, ribattezzato come ‘l’archeologo dei grani antichi’. Vescera, dopo anni di approfonditi studi, ha deciso di portare avanti una vera e propria missione: recuperare i grani antichi siciliani, alla riscoperta di una tradizione cerealicola che merita di essere conosciuta e valorizzata. Vescera e la sua azienda, panificatori da generazioni, intendono dimostrare le grandi potenzialità che la Sicilia esprime nel mondo della cerealicoltura chiudendo l’intera filiera sull’isola, ‘dalla coltivazione, alla trasformazione, al prodotto finito, interamente in biologico’. Una ricerca che unisce territorio, ambiente, cibo e cultura, e che sarà protagonista dell’appuntamento di ‘Alemanna’, promosso da Progetto Suono. Nel corso dell’evento, si è svolta anche una degustazione. A conferire un tocco di classe e di perfetta armonia alla manifestazione, il concerto di Francesco Pisano, al pianoforte, con la voce di Federica D’Andrea.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://www.filodirettonews.it/wp-content/uploads/2022/06/1-40.jpg" alt="" class="wp-image-18001"/></figure>
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			</item>
		<item>
		<title>Slow Food Valdemone. Ufficializza la nuova Assemblea di Condotta</title>
		<link>https://www.filodirettonews.it/magazine/enogastronomia/2022/03/03/slow-food-valdemone-ufficializza-la-nuova-assemblea-di-condotta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Mar 2022 17:26:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Enogastronomia]]></category>
		<category><![CDATA[Assemblea di Condotta di Slow Food]]></category>
		<category><![CDATA[Slow Food Valdemone]]></category>
		<category><![CDATA[Valdemone]]></category>
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					<description><![CDATA[Si è tenuta, mercoledì 2 marzo, l’Assemblea di Condotta di Slow Food Valdemone, durante la quale è stata ufficialmente presentata la nuova squadra che <a class="mh-excerpt-more" href="https://www.filodirettonews.it/magazine/enogastronomia/2022/03/03/slow-food-valdemone-ufficializza-la-nuova-assemblea-di-condotta/" title="Slow Food Valdemone. Ufficializza la nuova Assemblea di Condotta">...</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Si è tenuta, mercoledì 2 marzo, l’Assemblea di Condotta di Slow Food Valdemone, durante la quale è stata ufficialmente presentata la nuova squadra che comporrà il Comitato per i prossimi tre anni.</strong> Il nuovo organo direttivo sarà composto da Antonio Bonfiglio, Alessandro Ciatto, Laura Gugliotta, Ileana Padovano e da due nuove figure: Francesco Rella, esperto nella ristorazione e da sempre sostenitore della Condotta, e Filippo Cavallaro, socio storico della Condotta Valdemone. Proprio quest’ultimo è stato incaricato dallo stesso Comitato, ricevendo anche il consenso da parte di tutti i presenti all’Assemblea, di ricoprire il ruolo di fiduciario della Condotta, avvicendandosi alla fiduciaria uscente, Laura Gugliotta. Tanti e importanti temi sono stati affrontati all’interno del documento programmatico presentato dal nuovo Comitato relativamente al prossimo triennio. Tra i diversi argomenti, su tutti spiccano i nuovi obiettivi di realizzare una salda rete tra i ristoratori della Città che abbia lo scopo di mettere in pratica i principi di Slow Food, coinvolgendo in maniera diretta la Condotta stessa. Un’attenzione particolare, inoltre, sarà dedicata all’area dello Stretto e alla sua ricca biodiversità, anche attraverso svariati progetti da condividere con la vicina Condotta di Reggio Calabria, realizzando un ‘Ponte della biodiversità dello Stretto’. Inoltre, sarà programmata una fitta agenda di attività e di programmi funzionali alla promozione di Slow Food Valdemone e delle sue attività nel territorio, puntando soprattutto, ma non solo, al coinvolgimento delle nuove generazioni e delle fasce d’età più giovani.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://www.filodirettonews.it/wp-content/uploads/2022/03/1-16.jpg" alt="" class="wp-image-17030"/></figure>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il maestro panificatore Francesco Arena nominato Ambasciatore Doc Italy 2022 per Messina</title>
		<link>https://www.filodirettonews.it/magazine/enogastronomia/2022/01/21/il-maestro-panificatore-francesco-arena-nominato-ambasciatore-doc-italy-2022-per-messina/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Jan 2022 18:07:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Enogastronomia]]></category>
		<category><![CDATA[Ambasciatore Doc Italy 2022]]></category>
		<category><![CDATA[Messina]]></category>
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					<description><![CDATA[Il maestro panificatore messinese Francesco Arena conquista un nuovo e importante riconoscimento, entrando a far parte degli Ambasciatori Doc Italy 2022. A Roma, nella <a class="mh-excerpt-more" href="https://www.filodirettonews.it/magazine/enogastronomia/2022/01/21/il-maestro-panificatore-francesco-arena-nominato-ambasciatore-doc-italy-2022-per-messina/" title="Il maestro panificatore Francesco Arena nominato Ambasciatore Doc Italy 2022 per Messina">...</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il maestro panificatore messinese Francesco Arena conquista un nuovo e importante riconoscimento, entrando a far parte degli Ambasciatori Doc Italy 2022.</strong> A Roma, nella Sala Protomoteca del Campidoglio, si è svolta la cerimonia di premiazione e il bakery chef messinese è stato premiato come ‘Ambasciatore di Saperi e Sapori’ per la cultura profonda fatta di rispetto e tutela della natura e dei suoi frutti, perché si è distinto nel suo lavoro con impegno e attraverso un meticoloso lavoro di ricerca e conoscenza delle materie prime e di selezione di piccoli artigiani e produttori, scegliendo prodotti di eccellenza che raccontano territori e realizzando artigianalmente prodotti sani e genuini che uniscono tradizione e sperimentazione creativa. L’Associazione Nazionale Doc Italy ha l’obiettivo di promuovere l’Italia e le sue Eccellenze e il ruolo di ‘Ambasciatore Doc Italy’ nasce per dare valore e merito a quelle figure simbolo che con il loro operato contribuiscono alla crescita dell’immagine e della notorietà dell’Italia, mettendo in pratica azioni volte alla valorizzazione del patrimonio italiano, le arti e i mestieri. Gli Ambasciatori Doc Italy sono insigniti di questo ruolo per il loro amor patrio, per la passione, la dedizione, l’impegno con cui svolgono il proprio lavoro ‘ognuno nel settore di sua competenza’: agroalimentare, arte, moda, spettacolo, artigianato e turismo.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Particolare attenzione, in questi ultimi anni, è stata riservata al comparto agroalimentare e il riconoscimento conferito a Francesco Arena è l’ennesima conferma del grande lavoro svolto dal professionista messinese</strong> che realizza prodotti di altissima qualità che abbracciano la filosofia dello Slow Food e non perde occasione per valorizzare le materie prime di eccellenza della nostra terra prodotte da contadini, allevatori, casari e artigiani che producono con passione e rispetto per la terra e i loro animali. “<em>Sono molto orgoglioso di entrare a far parte dell’Associazione degli</em> <em>Ambasciatori Doc Italy</em> – ha affermato il mastro fornaio messinese – <em>e penso che ogni momento di</em> <em>confronto sia fondamentale per la mia crescita professionale. Inizio il nuovo anno in modo</em> <em>scintillante</em>”. Di oggi è anche la notizia dell’inserimento di Francesco Arena nel progetto dell’Alleanza dei Cuochi di Slow Food. “<em>Sono felicissimo di essere parte di questo importante patto fra cuochi e piccoli produttori finalizzato a promuovere i cibi buoni, giusti e puliti del territorio e per salvare la biodiversità. Nel mio piccolo, continuerò a valorizzare i prodotti di eccellenza del nostro territorio in Italia e in Europa</em>”, ha concluso Arena.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://www.filodirettonews.it/wp-content/uploads/2022/01/1-94.jpg" alt="" class="wp-image-16299"/></figure>
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		<title>Il pizzaiolo messinese Andrea Pellegrino protagonista a Taormina Gourmet</title>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Oct 2021 14:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Enogastronomia]]></category>
		<category><![CDATA[agroalimentare]]></category>
		<category><![CDATA[associazione bica]]></category>
		<category><![CDATA[cronache di gusto]]></category>
		<category><![CDATA[food & beverage]]></category>
		<category><![CDATA[hotel villa diodoro]]></category>
		<category><![CDATA[Taormina]]></category>
		<category><![CDATA[taormina gourmet]]></category>
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					<description><![CDATA[Si tratta di una delle più importanti kermesse del Sud Italia dedicato al food &#38; beverage che ha come obiettivo la promozione del vino <a class="mh-excerpt-more" href="https://www.filodirettonews.it/magazine/enogastronomia/2021/10/21/il-pizzaiolo-messinese-andrea-pellegrino-protagonista-a-taormina-gourmet/" title="Il pizzaiolo messinese Andrea Pellegrino protagonista a Taormina Gourmet">...</a>]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph"><strong>Si tratta di una delle più importanti kermesse del Sud Italia dedicato al food &amp; beverage che ha come obiettivo la promozione del vino e del mondo dell’Agroalimentare.</strong> L’evento – giunto all’<em>ottava</em> <em>edizione</em> e organizzato dal giornale di enogastronomia Cronache di Gusto e dall’Associazione Bica – si svolgerà dal 23 al 25 ottobre presso l’Hotel Villa Diodoro a Taormina. Nei tre giorni della manifestazione, tanti chef e pizzaioli – riconosciuti tra i più meritevoli per il loro talento – saranno chiamati a esibirsi in attesissimi cooking show con degustazione finale. Come per l’edizione del 2019, i più bravi pizzaioli siciliani si esibiranno in coppia e sforneranno le loro specialità dinnanzi al pubblico di degustatori. L’appuntamento con il cooking show di Andrea Pellegrino (che cucinerà in coppia con Gianpaolo De Maria della pizzeria via Lanterna di Messina), è per il 23 ottobre, alle ore 14.00, presso la Terrazza Bar dell’Hotel Villa Diodoro. In questa occasione, Andrea Pellegrino proporrà la nuova pizza ‘Sapori dei Nebrodi’ che mette insieme in modo creativo alcuni ingredienti di eccellenza selezionati dal ricco paniere che offre il territorio nebroideo. La base di pizza bianca a lunga lievitazione sarà farcita con fonduta di maiorchino, presidio Slow Food, battuto di vitello al tartufo dei Nebrodi, cicoria selvatica, fiocchi di pomodoro, perlage di tartufo e scaglie di maiorchino.</p>
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		<title>Palermo – Expocook: La fiera dedicata al food e accoglienza vince la pandemia con diecimila presenze</title>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Oct 2021 17:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Enogastronomia]]></category>
		<category><![CDATA[Expocook]]></category>
		<category><![CDATA[fiera dedicata al food]]></category>
		<category><![CDATA[palermo]]></category>
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					<description><![CDATA[Reduce dal successo appena ottenuto, ritornerà a marzo Expocook. E lo farà nella sua veste tradizionale ovvero interamente in presenza. La manifestazione dedicata al <a class="mh-excerpt-more" href="https://www.filodirettonews.it/magazine/enogastronomia/2021/10/08/palermo-expocook-la-fiera-dedicata-al-food-e-accoglienza-vince-la-pandemia-con-diecimila-presenze/" title="Palermo – Expocook: La fiera dedicata al food e accoglienza vince la pandemia con diecimila presenze">...</a>]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph"><strong>Reduce dal successo appena ottenuto, ritornerà a marzo Expocook.</strong> E lo farà nella sua veste tradizionale ovvero interamente in presenza. La manifestazione dedicata al mondo ho.re.ca. (l’acronimo di hotelliere, restaurant e cafè) nel suo senso più ampio, dal cibo e bevande di alta qualità, alle attrezzature professionali, alberghi e turismo, si è appena conclusa a Palermo, registrando più di diecimila partecipanti che hanno sfidato la pandemia partecipando sia in presenza, all’Astoria Palace, ma anche in modalità virtuale con esposizioni in 3D nei dodici piani di padiglioni fieristici, che sarà possibile rivedere ancora per tre mesi nella piattaforma online messa a disposizione delle imprese.&nbsp;“<em>Siamo riusciti a garantire quell’incrocio tra domanda e offerta su un’unica grande piazza creata ad hoc per il mondo della ristorazione e del turismo sia italiano che internazionale</em>”, ha spiegato l’ideatore della manifestazione Fabio Sciortino.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Organizzata da 3F Solution assieme a Sicindustria, partner della Rete Enterprise Europe Network, Expocook Online Experience, ha portato a Palermo delegazioni di imprenditori provenienti dalla Lituania, Moldavia e Georgia.</strong> Oltre 130 sono stati gli espositori soltanto per la fiera virtuale, 362 i B2B organizzati (online e in presenza), partner internazionali da oltre 40 paesi, sessioni plenarie, workshop informativi, incontri mirati e seguitissimi show cooking con esperti e chef stellati che hanno raccolto in platea professionisti della ristorazione, dell’hotellerie e del catering, ma anche semplici appassionati dei fornelli. “<em>La grande novità di quest’anno</em> – ha evidenziato&nbsp;Giada Platania, responsabile dell’area internazionalizzazione di Sicindustria Een – <em>è che la piattaforma della fiera virtuale resterà a disposizione delle imprese per i prossimi tre mesi, con la possibilità di</em> <em>rivedere i singoli webinar e continuare a interagire. Expocook, quest’anno, grazie al supporto di</em> <em>Sicindustria e della rete europea Enterprise Europe Network, di cui siamo partner, è stato più che mai un evento internazionale che ha riunito acquirenti, fornitori e altri stakeholder di un gran numero</em> <em>di paesi, rappresentando una opportunità unica per nuovi contatti e contratti commerciali</em>”.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Nei webinar, grande spazio alle opportunità della digitalizzazione per la conquista dei mercati, il tutto partendo dalla base, dalla ricchezza dei territori e dalla genuinità dei prodotti.</strong> Persino la pizza – come ha suggerito il maestro Luciano Sorbillo, giunto da Napoli per partecipare a un apprezzato cooking show – deve diventare un piatto sempre più regionale capace di fare conoscere la qualità dei prodotti tipici. “<em>La pandemia</em> – ha detto – <em>ci ha insegnato che dobbiamo iniziare a tutelare il nostro territorio, utilizzando di più i nostri prodotti. Soltanto coltivando i profumi e sapori della Sicilia, potremo fare la differenza sia in Italia che all’estero</em>”. Una strada, quella della pizza siciliana, che già da tempo ha intrapreso il maestro Daniele Vaccarella di Palermo nella sua Sicilian School of pizza. Expocook resta in moto e si prepara all’appuntamento del prossimo marzo, con una fiera tradizionale in presenza che si terrà sempre a Palermo. </p>



<p class="wp-block-paragraph">di <strong>Rita Serra</strong></p>
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		<title>Con Colomba Bianca, la Sicilia sul podio del ‘Mundus Vini Spring Tasting 2021’</title>
		<link>https://www.filodirettonews.it/magazine/enogastronomia/2021/03/11/con-colomba-bianca-la-sicilia-sul-podio-del-mundus-vini-spring-tasting-2021/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Mar 2021 11:22:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Enogastronomia]]></category>
		<category><![CDATA[27esima edizione]]></category>
		<category><![CDATA[colomba bianca]]></category>
		<category><![CDATA[leonardo taschetta]]></category>
		<category><![CDATA[mundus vini spring tasting 2021]]></category>
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					<description><![CDATA[Prestigiosi riconoscimenti attribuiti alla Cooperativa Siciliana che trionfa, con ben quattro etichette, in una delle manifestazioni enologiche più importanti e apprezzate nel panorama internazionale <a class="mh-excerpt-more" href="https://www.filodirettonews.it/magazine/enogastronomia/2021/03/11/con-colomba-bianca-la-sicilia-sul-podio-del-mundus-vini-spring-tasting-2021/" title="Con Colomba Bianca, la Sicilia sul podio del ‘Mundus Vini Spring Tasting 2021’">...</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Prestigiosi riconoscimenti attribuiti alla Cooperativa Siciliana che trionfa, con ben quattro etichette, in una delle manifestazioni enologiche più importanti e apprezzate nel panorama internazionale europeo.</strong> Leonardo Taschetta: “<em>Premiato il nostro impegno nella produzione di vini</em> <em>identitari della nostra terra e con sempre maggiore qualità</em>”. Salemi, 08/03/2021 – I vini di Colomba Bianca continuano a ricevere grandi attestati di stima da parte della critica internazionale. Le buone notizie per la cantina siciliana arrivano questa volta dalla Germania dove, all’interno di una delle più importanti competizioni enologiche di livello internazionale ed europeo, a primeggiare sono il Quarantanni Bianco Riserva 2019 e il Quarantanni Rosso Riserva 2018, al vertice della piramide qualitativa del marchio siciliano. Interessante anche il risultato ottenuto dai vini della linea Resilience, fiore all’occhiello della produzione di nicchia di Colomba Bianca e destinati a veri cultori del vino: conquistano ben due medaglie d’argento, con il Resilience Perricone 2020 e il Resilience Lucido 2020; quest’ultima etichetta riceve un ulteriore riconoscimento, dopo aver conquistato nel 2020 il Best of Show Sicily White Wine. Un risultato di caratura internazionale per questa linea dedicata al concetto ‘resilienza’ in vigneto, dove il Catarratto, meglio conosciuto come Lucido, è protagonista di uno specifico progetto di recupero e valorizzazione da parte dell’azienda trapanese. La manifestazione Mundus Vini – giunta quest’anno alla sua <em>27esima Edizione</em> – rappresenta uno dei più importanti concorsi enologici in cui, per due volte all’anno, una giuria internazionale qualificata – composta da enologi, viticoltori, sommelier e giornalisti – passa al vaglio oltre 11.000 etichette suddivise in base alla categoria di prodotto, alla provenienza geografica e alle varietà dell’uvaggio. Grandissimo apprezzamento in particolare per il Quarantanni Rosso Riserva, che, oltre a ricevere la medaglia d’oro insieme al Quarantanni Bianco Riserva 2019, ottiene la speciale menzione Best of Show SicilyRed. “<em>Un risultato che ci riempie d’orgoglio</em> – sottolinea Leonardo Taschetta, presidente di Colomba Bianca – <em>che corona in maniera importante, il percorso di crescita di questo specifico progetto produttivo, fondato sulla valorizzazione dei vitigni autoctoni e su vigneti storici</em>”.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>COLOMBIA BIANCA</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Colomba Bianca è la più estesa cooperativa vitivinicola siciliana, nonché uno dei maggiori produttori di vino bio in Europa.</strong> Attualmente, la produzione biologica è di 14.000.000 di litri, pari al 25% della produzione complessiva. Semplicità, rispetto per la terra e per gli agricoltori, fedeltà per le tradizioni: queste le chiavi del successo di Biocantine Colomba Bianca che auspica, per il futuro, uno slancio produttivo ancor più importante sul biologico, fino a raggiungere il 50% della produzione totale.</p>
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