Perché il credente deve essere contrario alla cremazione

Io, da cristiano, sono contrario alla cremazione, poiché è una mancanza di pietas, uno scempio ed una violenza che si fa del corpo del defunto. Il corpo è, come dice San Paolo, il tempio dello Spirito Santo, esso è consacrato dai Sacramenti ed è destinato a risorgere, alla fine del mondo, come è risorto Gesù: primizia dei dormienti. Contrasta, quindi, col dogma della Risurrezione e vuole cancellare una cultura ed una visione cristiana della vita e della morte, la tradizioni ed il culto dei Morti. È, quindi, semplicistico voler fare tabula rasa, senza tener conto delle molte remore di natura religiosa-tradizionale che non sono, mi permetto di dire, “suggestioni”, perché il cristiano crede nella Comunione dei Santi e nelle cose visibili ed invisibili, casomai le “suggestioni” sono di coloro che adottano la cremazione credendo alla leggenda urbana dei defunti che si risvegliano nella tomba.

Il fatto che il corpo diventa cenere, spontaneamente, sotto l’azione delle forze naturali, non è un buon motivo per ricorrere alla cremazione, che è una violenza irrispettosa verso il corpo, il quale rappresenta una preziosa reliquia, specialmente se è quello di un Santo che, prodigiosamente, può rimanere incorrotto come è rimasto incorrotto il corpo di Sant’Eustochia e di Sant’Annibale Maria Di Francia, tanto per citare due santi cittadini. La Chiesa è contraria, ovviamente, per i suaccennati motivi, tranne nei casi di epidemia, di guerre e nella misura in cui non è fatta con spirito anticristiano (come accadeva nell’800). Ora non mi si dica che la cremazione è più ecologica… Avete in mente quanta cenere resta, per esempio, di un corpo di 80 kg? Tanta quanto un sacco di cemento! Quindi, quella dell’urna è solo una piccola parte del caro estinto, il resto è letteralmente buttato via!

di Alfonso Saya

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