Mascherine – Cosa c’è da sapere: I consigli da BLS

A causa dell’emergenza Covid-19, le mascherine e i dispositivi di protezione individuale sono diventati elementi della quotidianità. Lo saranno ancora di più nella Fase 2 quando per ridurre le occasioni di contagio sarà consigliato o obbligatorio – come già previsto da alcune ordinanze regionali – indossare le mascherine per uscire di casa o recarsi in luoghi pubblici, pur nel rispetto di comportamenti sociali e di igiene personale. Ma quali sono le differenze principali tra i vari tipi di mascherine in commercio? Come vanno indossate e rimosse per ridurre il rischio di contagio? Sono utili le mascherine fai-da-te? BLS S.r.l., l’Azienda italiana specializzata da oltre cinquant’anni nella produzione di dispositivi di protezione delle vie respiratorie, ha risposto a queste domande per aiutare i cittadini a essere preparati ad affrontare in sicurezza la Fase 2. BLS non vende i propri prodotti all’utilizzatore finale, ma solo a distributori autorizzati e, in questa situazione di emergenza, sta fornendo con priorità ospedali, istituzioni, Protezione Civile, Forze dell’Ordine e alcuni clienti del settore industriale; in questo periodo, inoltre, ha più che duplicato la produzione di mascherine FFP2 e FFP3 e stretto accordi con enti e istituzioni nazionali per fronteggiare in maniera sinergica la minaccia epidemica.

Quali sono i diversi tipi di mascherine e in cosa differiscono? Oltre alle mascherine cosiddette chirurgiche, esistono anche le FFP1, FFP2 e FFP3, con o senza valvola. Ma quali sono le differenze tra questi tre tipi di mascherine di protezione? Le mascherine chirurgiche – spiega BLS – sono dispositivi medici che servono a proteggere in parte se stessi e gli altri: bloccano, infatti, il propagarsi di goccioline emesse per via orale, in caso di un colpo di tosse o di uno starnuto o, semplicemente, parlando. Tuttavia, non garantiscono il blocco del virus disperso in aerosol in quanto non sono a tenuta sul viso dell’utilizzatore e non hanno una funzione filtrante in fase inspiratoria. Le mascherine FFP1, FFP2 e FFP3 si distinguono in primo luogo per la loro efficienza filtrante, che cresce all’aumentare del numero: le FFP1 hanno una capacità filtrante pari al 80%, le FFP2 superiore al 94% e le FFP3 superiore al 99%. In più, si distinguono per la presenza o meno della valvola.

Quelle senza valvola sono Dispositivi di Protezione Individuale (DPI) che proteggono sia chi le utilizza che gli altri, bloccando la dispersione del virus sia in entrata che in uscita, poiché sono a tenuta sul viso e sono fabbricati con un processo di ‘saldatura’, in modo che non ci siano cuciture, perforazioni sul tessuto da cui potrebbero passare microparticelle. Per questo vengono, solitamente, utilizzate da medici e personale sanitario. Le FFP1, FFP2 e FFP3 con valvola, invece, proteggono soltanto l’utilizzatore, perché impediscono l’ingresso del virus, ma non bloccano totalmente il virus verso l’esterno. È necessario ricordare – specifica BLS – che le mascherine per garantire i livelli di protezione devono essere certificate. Per esempio, le mascherine chirurgiche sono classificate come DM (Dispositivo Medico) e sono marcate CE, in accordo al regolamento europeo 2017/745 e alla normativa tecnica EN 14683:2019. Quelle FFP2 e FFP3 sono, invece, dei DPI (Dispositivi di Protezione Individuale) e sono marcati CE, in accordo al regolamento europeo 2016/425 e alla normativa tecnica EN 149:2009.

La mascherina può preservare da ogni contagio?

BLS sottolinea che la mascherina non può preservare al 100% dal contagio e che il suo utilizzo va sempre accompagnato all’adozione di comportamenti sociali (mantenere le distanze) e di igiene personale (lavarsi le mani, non toccarsi viso e occhi, ecc.) per ridurre le occasioni di contagio.

Come vanno indossate e rimosse le mascherine?

Le mascherine vanno indossate coprendo sia naso che bocca, anche quelle chirurgiche. Prima di indossarle e dopo averle rimosse è bene essersi lavati le mani. Attenzione: quando si indossa un dispositivo di protezione delle vie respiratorie, bisogna sempre assicurarsi il suo adattamento sul viso per garantire una tenuta ottimale, altrimenti la sua efficacia si annulla. Quando si tolgono, è bene ricordare che sia la superficie esterna della mascherina indossata e le mani (o i guanti) possono essere contaminati dal virus, pertanto, si deve fare particolare attenzione alla manipolazione della mascherina stessa, per evitare il rischio di reinfettare o infettarsi. Bisogna, quindi, prima di tutto lavarsi accuratamente le mani, poi togliere la mascherina indossata sul viso utilizzando gli elastici, cercando di evitare di toccarla nella sua parte interna. Di seguito, lavarsi di nuovo le mani.

Mascherine fai-da-te e foulard: SÌ o NO?

Uno dei due parametri per definire il livello di protezione e di efficacia di una mascherina, accanto alla resistenza respiratoria (ovvero la facilità di respirazione dell’utilizzatore), è data dal potere filtrante, cioè dalla capacità del materiale di filtrare particelle di ‘materia’, quali: fumi, nebbie, particolato, microrganismi, ecc., di dimensione definita, misurata come percentuale delle particelle bloccate dal materiale. Questa capacità non può essere svolta da foulard o sciarpe o mascherine in tessuto fai da te – come può essere ad esempio il cotone – e cucite con il filo che buca il tessuto stesso. Le mascherine in tessuto, dunque, non sono considerate né dispositivi medici né dispositivi di protezione individuale e, pertanto, non hanno alcuna garanzia di proteggere le persone nel momento in cui dovessero venire a contatto con microparticelle virulente, anche per la grandezza della trama del tessuto che non ha il potere filtrante richiesto, uno dei requisiti fondamentali dei DPI. Indossando mascherine che non garantiscono la protezione si rischia di creare un effetto placebo drammatico e di aumentare il rischio, poiché chi le indossa è convinto di essere protetto e di conseguenza non prende alcuni accorgimenti o attenzioni, ma in realtà non ha alcun tipo di barriera nei confronti del virus.

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