L’arte del presepe

La storia dei presepi natalizi risale a molto tempo fa. Infatti, come dice Papa Francesco nella sua lettera apostolica sul significato e il valore del presepe, Admirabile signum, data da Greccio, nel Santuario del Presepe, del 1 dicembre 2019:Ci rechiamo con la mente a Greccio, nella Valle Reatina, dove San Francesco si fermò venendo probabilmente da Roma, dove il 29 novembre 1223 aveva ricevuto dal Papa Onorio III la conferma della sua Regola. Dopo il suo viaggio in Terra Santa, quelle grotte gli ricordavano in modo particolare il paesaggio di Betlemme. Ed è possibile che il Poverello fosse rimasto colpito, a Roma, nella Basilica di Santa Maria Maggiore, dai mosaici con la rappresentazione della nascita di Gesù, proprio accanto al luogo dove si conservavano, secondo un’antica tradizione, le tavole della mangiatoia (n. 2)”.

In realtà, è proprio a San Francesco d’Assisi che viene attribuita la creazione del primo Presepe alla Vigilia di Natale del 1223 a Greccio, nell’Italia centrale. Si dice che il suo scopo fosse quello di porre l’accento sul Natale sull’adorazione di Cristo, piuttosto che sul materialismo secolare e sulla frenesia di dare dei doni. Oggigiorno, i presepi sono parte integrante delle decorazioni natalizie nelle case cristiane a Malta e Gozo. Essi sono amati e apprezzati sia dagli adulti che dai bambini. Le famiglie mostrano con orgoglio i loro presepi fatti in casa o già acquistati sul davanzale della finestra. Gli appassionati di presepi prendono parte a mostre collettive o organizzano mostre personali. Altri si uniscono a gruppi appositamente fondati, come il Għaqda Presepji Rabtin (La Società dei Presepi degli abitanti di Rabat) che ha appena presentato una mostra di presepi al Natalis Notabilis, il villaggio di Natale tenuto a Rabat la scorsa settimana.

Centinaia di persone hanno visitato il convento francescano, dove sono stati esposti 30 presepi di varie dimensioni, compresi quelli molto piccoli che si adattano a cornici a muro o lanterne. C’erano anche presepi meccanizzati, con alcuni con scene molto dettagliate che, ovviamente, presentavano San Giuseppe, La Madonna e Gesù Bambino circondati da pastori, animali e i tre Re Magi. Ma la maggior parte ha ricreato altre scene che ritraggono la vita quotidiana a Betlemme. Uno dei momenti salienti è stato un villaggio di Natale, creato da Rita Agius Genovese, co-fondatore del Għaqda, che segue le orme di suo padre Emanuel e di suo nonno Ġużi, entrambi famosi produttori di presepi a Rabat. Il presepe è la più importante delle decorazioni natalizie in quanto rappresenta la nascita di Gesù, ha detto Agius Genovese. Essa ha fatto i presepi per tutto questo tempo e ha armeggiato con l’idea di fare un villaggio di Natale per un po’, ma non è mai riuscita a farlo. Poi, ha trovato alcune piccole case che poteva usare per il suo progetto e lo scorso gennaio ha iniziato a costruire la struttura. Il suo imponente diorama, carico di neve, presenta una giostra, una ruota panoramica, una fontana, pupazzi di neve e anche un treno. Al suo centro, c’è, ovviamente, il Presepe, con un gruppo di coristi in piedi fuori dalla grotta.

La sig.ra Agius Genovese ha istituito il-Għaqda Presepji Rabtin con suo padre sei anni fa. Il gruppo è composto da appassionati provenienti da tutta l’Isola che frequentano corsi di preparazione dei presepi organizzati dal duo padre-figlia. Agius Genovese spiega che la costruzione del presepe è un processo laborioso, con la parte più difficile è la costruzione di strutture, spesso fatte di polistirolo espanso. Poi, c’è la necessità di intonaci, colorazioni e illuminazione e sistemi elettronici per aggeggi meccanizzati come mulini ad acqua e mulini a vento se usati, oltre a tutti gli abbellimenti e i dettagli più fini. Le figurine possono anche essere fatte a mano. Nelle parole della sig.ra Agius Genovese: “È un lungo processo che richiede mesi per essere completato. L’abilità, la pazienza e la determinazione dei suoi studenti ripagano quando vengono le loro opere d’arte sono esposte, come si è accaduto a Natalis Notabilis, che si è conclusa domenica 15 dicembre 2019”. I prossimi corsi di preparazione del presepe inizieranno a febbraio 2020. Per ulteriori informazioni, chiamare la sig.ra Agius Genovese al numero 99801437.

Ricordiamoci sempre delle bellissime parole che Papa Francesco ci dice quasi verso l’epilogo della sua lettera apostolica sul significato e il valore del presepe, Admirabile signum:Davanti al presepe, la mente va volentieri a quando si era bambini e con impazienza si aspettava il tempo per iniziare a costruirlo. Questi ricordi ci inducono a prendere sempre nuovamente coscienza del grande dono che ci è stato fatto trasmettendoci la fede; e, al tempo stesso, ci fanno sentire il dovere e la gioia di partecipare ai figli e ai nipoti la stessa esperienza. Non è importante come si allestisce il presepe, può essere sempre uguale o modificarsi ogni anno; ciò che conta, è che esso parli alla nostra vita. Dovunque e in qualsiasi forma, il presepe racconta l’amore di Dio, il Dio che si è fatto bambino per dirci quanto è vicino ad ogni essere umano, in qualunque condizione si trovi (n. 10)”.

di Fra Mario Attard

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