Quel Ciao! Benedetto

La mia permanenza nel Centro Oncologico Sir Anthony Mamo mi sta facendo incontrare con varie persone. E ogni persona che il Signore mette di fronte al mio cammino pastorale, con la sua storia, le sue emozioni, i sogni, le speranze e, perché no, anche le paure, mi fanno apprezzare di più il vero senso della vita. Passavo dalla sua sala, con quel benedetto e amatissimo saio cappuccino. L’ho salutato, sempre, con il massimo rispetto e affetto. Ciao! E, per stretta osservanza delle regole delle autorità della salute pubblica maltese, subito accompagnò quel fraterno saluto con il famoso gomito! Ovviamente, un gomito di pace, amore, vicinanza e cura! E non con quel gomito che si presenta ferocemente e senza un minimo di pietà, nelle partite di calcio che fa di una partita una vera e propria macelleria! Al mio semplice saluto, il suo volto sempre si accedette. Perché, questo giovane uomo, strapieno di gentilezza, responsabilità e senso di umore, subito capì che Gesù, nel frate rotondo, veramente gli ha voluto un mare di bene. Con quel saluto, Benedetto mi aprì la porta a conoscere un vero gentiluomo estremamente affettuoso con sua moglie, il figlio e tutta la sua intera famiglia. Quel saluto, quasi quasi quotidiano, mi ha fatto incontrare una persona assai credente e, nello stesso tempo, che aveva i piedi ben piantati in terra per delle prove a cui tutti noi andiamo incontro. La sua generosa gratuità, il suo calore semplice e, soprattutto, la sua fede di roccia mi hanno messo nel cuore tanti convinzioni.

La prima: fare piccole cose con grande amore. Dice Santa Teresa di Calcutta: “Non tutti possiamo fare grandi cose, ma possiamo fare piccole cose con grande amore. Non possiamo fare grandi cose su questa Terra, solo piccole cose con grande amore. Non è necessario che facciamo grandi cose per mostrare un grande amore”. La seconda: la forza sanatrice, ispirante e riformativa del silenzio. Scrive il cardinale Robert Sarah: “Il silenzio ci dispone a stabilire relazioni vitali e continue con Dio… Chi possiede lo spirito di preghiera ama il silenzio”. La terza: la gioia è la musica di sottofondo di ogni stato della vita umana. Medita, così, Papa Francesco nel suo discorso pronunciato prima della recita del Regina Caeli, del 1° Aprile 2013: “La nostra gioia quotidiana è la gioia di sentirsi strumenti della grazia di Cristo, come tralci della vite che è Lui stesso, animati dalla linfa del suo Spirito!”. La quarta: la vera saggezza è quella capacità di collegare l’intera vita umana, con le sue particolarità, con l’eternità. Dice la serva di Dio Maria Corbella Petrillo: “Qualsiasi cosa farai avrà senso solo se la vedrai in funzione della vita eterna”. Grazie John di essere stato un bravissimo maestro di vita per me! Più ti conoscevo e più vedevo coi miei occhi Gesù che risplende, fortemente, in te! È proprio per questo motivo che ora sei GRANDE NEL REGNO DEI CELI! Prega per noi! Prega per me! Ti vogliamo bene! Ti voglio tantissimo bene! E questo viaggio fraterno sì, è partito da … quel Ciao! Benedetto!

di Fra Mario Attard

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