Malta – “Gozo ha bisogno di una chiesa missionaria”, il vescovo Grech al suo successore

La Chiesa non poteva permettersi di restare chiusa tra le proprie mura, ma doveva scendere in piazza e servire quella che è diventata una società ‘post-cristiana’, ha esortato mons. Mario Grech, vescovo emerito di Gozo, venerdì 21 agosto 2020. Il vescovo Grech stava pronunciando la sua omelia durante la consacrazione episcopale del suo successore come vescovo di Gozo, mons. Anton Teuma. Il vescovo uscente di Gozo ha insistito sul fatto che anche Gozo aveva bisogno di una chiesa missionaria. Egli ha osservato che guidare una chiesa è stato, spesso, paragonato alla navigazione su una barca e che la cosa più difficile da fare era quella di cambiare rotta. Questa è la tua missione, Gesù sta cercando di impostare una nuova rotta per il suo popolo – ha detto il vescovo Grech al vescovo Teuma – pur sapendo che era tutt’altro che facile. Stiamo passando da quella che era stata una società cristiana a una post-cristiana. Era difficile guidare la barca in quelle acque, figuriamoci ora – ha affermato il vescovo emerito. Il numero dei fedeli stava diminuendo anche a Gozo – ha avvertito mons. Grech. Il vangelo del giorno era il racconto biblico dell’apparizione di Gesù sulla strada per Emmaus dopo la sua risurrezione, da cui sia il vescovo Grech che il vescovo Teuma derivarono i loro motti episcopali. Il vescovo Grech ha sottolineato che i discepoli incontrati da Gesù sulla strada stavano lasciando una nascente comunità cristiana a Gerusalemme che era in crisi spirituale e sociale sulla scia della crocifissione di Gesù. Di fronte a quella crisi – ha osservato il Vescovo – quella comunità pensava di potersi rinchiudere nell’errata convinzione di non perdere nulla e non si è accorta che la gente la stava lasciando.

Ma Gesù – ha aggiunto il vescovo Grech – ha incontrato i discepoli in partenza per Emmaus, li ha ascoltati e gli ha consegnato la buona novella, insistendo sul fatto che anche una chiesa missionaria doveva annunciare la buona novella ai fedeli. Andare in piazza comportava un rischio per la Chiesa – ha riconosciuto il vescovo Grech. Ma è meglio avere una Chiesa ferita, piuttosto che una che rimane racchiusa nelle proprie mura e diventa un manufatto archeologic – ha avvertito. Il vescovo Grech ha ricordato l’apertura della Gaudium et Spes, la costituzione pastorale derivante dal Concilio Vaticano II, in cui si afferma che le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce degli uomini d’oggi, dei poveri, soprattutto, e di tutti coloro che soffrono, sono pure le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce dei discepoli di Cristo. Questo sentimento era cruciale per una chiesa missionaria in questo giorno ed età – ha detto il vescovo Grech. Egli ha anche sottolineato che il vescovo Teuma da solo non sarebbe in grado di impostare una nuova direzione per la Chiesa, poiché la sua comunità potrebbe ostacolare questo cambiamento. Quindi, cooperiamo con lui, affinché con il suo aiuto possiamo essere una Chiesa che risponde ai tempi e che dà speranza non solo ai fedeli, ma a tutti – ha concluso il vescovo.

Come dice Papa Francesco: “La Chiesa siamo tutti: dal bambino, recentemente, battezzato fino ai vescovi, al Papa; tutti siamo Chiesa e tutti siamo uguali agli occhi di Dio! La Chiesa è come una mamma che aiuta a crescere. Essa è come quella mamma che non si limita a dare la vita, ma con grande cura aiuta i suoi figli a crescere, li nutre, e in questo sa anche correggere, perdonare, comprendere, sa essere vicina nella malattia, nella sofferenza. In una parola, una buona mamma aiuta i figli a uscire da se stessi, a non rimanere comodamente sotto le ali materne, come una covata di pulcini sta sotto le ali della chioccia. Ecco perché la Chiesa trasmette la Parola di Dio, amministra i Sacramenti, ci accompagna in tutta la nostra vita di fede, in tutta la nostra vita cristiana. Nella visione di Papa Bergoglio, questa Chiesa non solamente brava perché fa i cristiani, ma è fatta da essi, dalla totalità del popolo di Dio, nessuno escluso. La maternità della Chiesa – dice – la viviamo tutti, pastori e fedeli”.

A volte sento: “Io credo in Dio ma non nella Chiesa… Ho sentito che la Chiesa dice… i preti dicono…’. Ma una cosa sono i preti, ma la Chiesa non è formata solo dai preti, la Chiesa siamo tutti! E se tu dici che credi in Dio e non credi nella Chiesa, stai dicendo che non credi in te stesso; e questo è una contraddizione. Siccome tutti partecipiamo della maternità della Chiesa, in questo modo, ognuno di noi partecipa della sua missione: portare Cristo a tutti, perché la luce di Cristo raggiunga gli estremi confini della terra. Il vescovo Grech si è dimesso lo scorso anno, dopo che Papa Francesco lo ha nominato pro-segretario generale del Sinodo dei vescovi, con l’obiettivo di succedere all’attuale segretario generale, il cardinale Lorenzo Baldisseri, in pensione. Tuttavia, è rimasto come amministratore apostolico della diocesi di Gozo fino a quando non è stato scelto il suo successore”.

di Fra Mario Attard

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