Il ritiro provinciale dei Cappuccini maltesi 2020

Il ritiro è sempre un’esperienza di rinnovamento sia personale che comunitaria. L’esperienza di un ritiro è sempre nuova e, a volte, sorprendente assai. In un ritiro, tutto può accadere perché dove c’è Dio di mezzo si aspetta di tutto e di più! Secondo Silvana Ramos, c’è un’interessante dinamica che succede quando uno si sottopone a un ritiro spirituale: la prima, forse all’inizio non capirete cosa stia accadendo e potreste voler correre via; la seconda, vi troverete di fronte alla vostra oscurità e il vostro deserto; la terza, scoprirete di avere tante cose per le quali dovete essere grati; la quarta, sperimenterete la verità e la bellezza di Dio; la quinta, vedrete come Dio si prende cura di voi in modo personale; la sesta, sarete testimoni diretti della Sua opera nella vita degli altri; la settima, capirai il suo senso dell’umorismo; l’ottava, troverete riposo; la nona, ricorderete l’importanza di una vita di preghiera; la decima, scoprirete che gli amici migliori sono quelli che vi avvicinano a Cristo; l’undicesima, rinnoverete il vostro bisogno di accedere ai sacramenti; la dodicesima, tornerete a casa con un desiderio infinito di gridare al mondo che Dio è vivo.

Queste dinamiche mi stanno aiutando parecchio ad apprezzare il ritiro che ho fatto questo anno da lunedì 12 fino a venerdì 16 ottobre 2020, a Mount St Joseph, Targa Gap, presso la casa dei ritiri dei padri gesuiti a Malta. Prima di tutto, da questo ritiro mi sono detto: “Voglio passare un po’ di tempo con Mario! E Mario dove sta?”.Il silenzio di questo posto splendido per la preghiera mi ha aiutato a valorizzare il fatto che io sono il posto privilegiato dove posso incontrare Dio. Allora, il primo orientamento per la mia vita tratta da questo ritiro spirituale è: “Divento amico di quello che sono!”. La seconda tappa di questo viaggio spirituale è che mi ha fatto riflettere sul fatto che devo vivere con quello che trovo. In questo vivere nella provvidenza di Dio, ho trovato che io sono vivo perché c’era un cuore che mi ha creato, concepito, fatto nascere e custodito. Allora, il secondo orientamento per la mia vita è: “Comincio a dire a me stesso: QUANTO SONO PREZIOSO!”. Poi, nella tappa seguente, ho capito che non sono più solo! Ci sono milioni e milioni di persone che sono stati concepiti, fatti nascere e cresciuti nell’amore! Dunque, anche loro sono preziosi come me! Di conseguenza, come atteggiamento esistenziale prendo il seguente: “Siccome dall’amore sono creato, fatto nascere e cresciuto, l’amore io darò agli altri, gratuitamente.

La prossima tappa mi ha fatto capire, anche se con un po’ di dolore, che non sono completo. In altre parole, che anch’io faccio degli sbagli e pecco come voi tutti! Nel silenzio, mi sono reso più cosciente della validità della seconda metà della preghiera dell’Ave Maria: “Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell’ora della nostra morte”. Come atteggiamento per la mia vita ho scelto questo: “Amare per l’amore”. Ma anche quando trovo opposizione? E incomprensione? Sì! Non val la pena vivere nella schiavitù della paura del futuro, l’attaccamento alle cose e persone, risentimenti, paura degli altri o la stragrande paura di non essere accettato! Al contrario, per essere libero devo proseguire nella mia strada, amare la verità, essere convinto che sono amato, e, soprattutto, che Dio SI FIDA DI ME! Anche se – come mi ha mostrato bene la sesta tappa – io ho questo tesoro, che è Gesù Cristo, “in vasi di terra”(2Co 4,7), perché sono fragile, questo fatto mi ha arricchito di più della consapevolezza che “questa grande potenza sia attribuita a Dio e non a [me]” (2Co 4,7). Perciò, come attitudine esistenziale, scelgo di“conoscere i miei limiti, li chiamo per nome e prendo la mia responsabilità per essi. Cresco dai miei sbagli”.

Il che, in pratica, significa mettere la mia speranza nella bellezza che Dio ha messo in me come persona e anche persona consacrata a Lui. Ma, per fare questo, devo prima contemplare la sua inserzione come bellezza eterna nella nostra storia umana, cioè nel Verbo Incarnato, Gesù Cristo, Dio in mezzo a noi! Quindi, “nella meditazione e contemplando Gesù io posso veramente vivere umanamente e spiritualmente perché il Suo Sì diventa il mio sì! È la parola Sì che non soltanto mi ha condotto all’ottava tappa di questo cammino spirituale, ma in modo particolare anche alla via dell’amore come viene descritta a noi nella Prima Lettera ai Corinzi 13,1-13. Nell’amore si cresce. La vita stessa di Gesù, secondo i vangeli, ci mostra questo fatto importantissimo. Gesù adolescenteè idealista e anche concentrato su se stesso. Poi, il Gesù adulto esita a fare il miracolo. Ma con l’insistenza di Maria lo fa. Poi, arriva il test durissimo quando andò alla sinagoga di Nazaret. Lì Gesù il Profetaè decisamente rinnegato. E questa esperienza ha aiutato tantissimo Gesù a essere il Testimone Supremo dell’amore che si dà al punto che offre se stesso agli altri come sacrificio. Nonostante ciò, il vero amore si vive nella massima libertà. Ebbene, la mia attitudine esistenziale ora sarà: “Lascio Gesù ad aiutarmi a crescere sempre nell’amore che si dà senza pretendere nulla in cambio”. In conclusione, questo ritiro spirituale dei cappuccini maltesi 2020 mi ha insegnato che sono un uomo libero di amare e di essere testimone dell’amore! E questo si fa con l’estrema libertà del mio cuore! Ecco l’eco delle parole di Gesù rivolte personalmente a me: “Vieni e seguimi (Mar 10,21)! Con un cuore più aperto!”.

di Fra Mario Attard

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