Misure chiave per sostenere l’economia in vigore dal primo luglio

Il Governo ha blindato il primo luglio come data cruciale per dare il via ad alcune misure chiave per sostenere l’economia. Gli interventi predisposti dall’esecutivo Conte, attraverso i decreti finanziati in deficit per fronteggiare l’emergenza Covid-19, si riassumono come segue:

Primo tra tutti il superbonus al 110% per interventi di efficientamento energetico sugli immobili, previsto nel Decreto Rilancio del maggio scorso. In generale, gli interventi ammessi dalla normativa prevedono una miglioria della classe energetica di almeno due classi. Per comprovare questo effetto migliorativo saranno richiesti l’attestato di prestazione energetica (APE) prima e dopo i lavori. Quello che si sa al momento, inoltre – in attesa della fase di conversione del decreto –, è che la detrazione del 110% richiede spese documentate, che le spese devono essere sostenute dal contribuente nell’arco temporale che va dal 1 luglio 2020 al 31 dicembre 2021 e che la detrazione del 110% viene ripartita in 5 quote annuali di pari importo.

Una seconda novità, sempre a partire dal primo luglio, riguarda il bonus vacanze fino a 500 euro, che consente di ottenere lo sconto solo per l’80% del valore del bonus, il restante 20% vale sotto forma di credito di imposta. Può essere richiesto da tutte le famiglie con l’Indicatore della situazione economica equivalente, ISEE, inferiore a 40mila euro e vale per il pagamento dei servizi offerti da alberghi, bed & breakfast e agriturismi italiani nel periodo fra il primo luglio e il 31 dicembre del 2020. L’importo del bonus è commisurato ai componenti il nucleo familiare: 500 euro se il nucleo familiare è composto da più di due persone, 300 euro per i nuclei familiari composti da due persone e 150 euro per quelli composti da una sola persona. Il bonus verrà concesso esclusivamente in formato digitale, sarà utilizzabile una sola volta da un solo componente del nucleo familiare – anche diverso da chi ha effettuato la richiesta – e dovrà essere utilizzato in un’unica soluzione e presso un’unica struttura turistica. Per ottenere il bonus, inoltre, sarà necessario corrispondere il pagamento del soggiorno direttamente alla struttura alberghiera o attraverso agenzie di viaggio e tour operator. Si legge sul sito del Governo che non si potrà usufruire del bonus con pagamenti effettuati con “l’ausilio, l’intervento o l’intermediazione di piattaforme o portali telematici”. Il riferimento palese è a siti come Booking.com o Hotels.com, o altri della medesima tipologia.

Una terza novità riguarda il taglio del cuneo fiscale, che porta da 80 a 100 euro il vecchio bonus Renzi. È rivolto a chi percepisce un reddito tra gli 8.174 e i 26.600 euro lordi l’anno. Quanti guadagnano fino a 28 mila euro lordi – che erano esclusi dal precedente bonus – otterranno, per la prima volta, un bonus da 100 euro. Per coloro che guadagnano tra 28mila e i 40mila euro, il decreto introduce, invece, nuove detrazioni fiscali che caleranno mano a mano che aumenta il reddito. Chi guadagna fino a 35mila euro l’anno, per esempio, avrà una detrazione da 80 euro al mese, mentre sopra i 40mila la detrazione sarà azzerata. Il bonus e le detrazioni saranno percepite, comunque, solo dai lavoratori dipendenti, non da pensionati e lavoratori autonomi o parasubordinati.

Una quarta novità, riguarda la riduzione del tetto all’uso del contante da 3 a 2 mila euro, tetto che aveva fissato nel 2016 Renzi. La nuova soglia sarà aggiornata il primo gennaio 2022, quando il tetto massimo arriverà a mille euro. Dal primo luglio, quindi, per trasferire denaro, da 2.000 euro in su, sarà necessario uno strumento tracciabile come il bonifico bancario o la carta di credito. Il limite riguarda sia chi riceve il denaro, sia chi effettua il pagamento. Pena una sanzione molto salata che può arrivare fino a 50 mila euro per operazione.

La quinta e ultima importante novità, riguarda il credito d’imposta del 30% sulle commissioni bancarie applicate sui POS per i commercianti e per gli studi professionali. In sostanza, dal primo luglio i costi sostenuti da professionisti e dalle imprese sulle transazioni effettuate, mediante l’accettazione di carte di credito e altri pagamenti elettronici tracciabili, si trasformeranno in un bonus fiscale pari al 30% di quanto addebitato per spese bancarie.

di Sergio Lanfranchi

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