Caronia – Progetto ‘Ricamo a mano’

Nonostante le difficoltà per l’emergenza sanitaria e nel rispetto delle misure previste per il contenimento del Covid-19, le suore della congregazione di Caronia, dell’Ordine Religioso di Santa Dorotea, Figlie dei Sacri Cuori, di Vicenza – presenti nella cittadina nebroidea da 75 anni – hanno portato a termine il progetto estivo del ‘ricamo a mano’ conclusosi, giovedì scorso, con la mostra-mercato a scopo benefico dei manufatti realizzati, il cui ricavato sarà devoluto in favore dei bambini poveri del Bogotà, in Colombia. L’iniziativa della tradizionale e antica arte del ricamo caronese, anche quest’anno, grazie appunto all’impegno di suor Antonella Bortolato, Lina Rosa Miolo, Rosa Disclafani, superiora, quest’ultima, dell’Istituto e di volontarie ricamatrici esperte del luogo che hanno offerto la loro laboriosa e gratuita collaborazione nell’insegnare alle ragazze a usare ago e filo, a realizzare i punti base sul tessuto, a miscelare i colori, a provare la gioia per il lavoro finito, si è conclusa con successo. L’Istituto – che, un tempo, accoglieva i bambini della scuola d’infanzia – oggi non più funzionante, è stato sempre aperto e disponibile ad altre iniziative di solidarietà sociale e locale che si esprimono, attraverso l’arte, la cultura, la solidarietà e, appunto, per tutto il mese di luglio ha ospitato un piccolo gruppo di ragazze, formato da circa 15 unità (più esiguo rispetto al numero dello scorso anno, per via del distanziamento) con tanta voglia di imparare il ricamo a mano e non solo.

Una delle ragazze ha evidenziato, infatti, che durante gli incontri di laboratorio:Abbiamo imparato a pregare, siamo andate in chiesa, abbiamo letto passi del Vangelo, abbiamo fatto nuove amicizie e quando scoppiava una lite abbiamo imparato a chiedere scusa e ricominciare, e ancora, cose che ci serviranno nella vita” ed è stato anche momento di svago e di sano divertimento. L’inaugurazione della mostra è stata preceduta da un discorsetto iniziale di suor Antonella e poi Maria Pia e Anita, due giovanissime e solari ragazze che hanno coordinato dei balletti di gruppo. Subito dopo, ad ammirare e comprare le belle tovagliette, asciugamani, presine, cuscini e altro che, con amore, le ragazze avevano realizzato, mantenendo una tradizione che, oggi, rischia di scomparire e di essere dimenticata, unita alla solidarietà. Ancora, la partecipazione alla funzione religiosa per il triduo in onore del patrono e protettore San Biagio, officiata da don Carmelo Scalisi e, venerdì sera, un incontro di preghiera per i giovani, voluto da suor Lina Rosa e molto partecipato in preparazione della festa di oggi, molto attesa dalla comunità senza, quest’anno, la consueta processione.

di Santina Folisi

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