Volley: Nino Gagliardi è il nuovo allenatore dell’Akademia Sant’Anna

Nino Gagliardi, 42 anni, è il nuovo allenatore dell’Akademia Sant’Anna Messina. Barese, laureato in Scienze Motorie, ha iniziato la sua carriera in A2 come vice di Roberto Brattoli prima all’Aproli Bari e, poi, in B1 con la Tradeco Altamura (promozione in A2). Nel 2003, prima esperienza come allenatore capo a Soverato, in serie B1. Due anni in Calabria e, poi ancora, B1 a Brindisi prima della lunga parentesi a Potenza (2006-2012). Nella stagione 2012/13, è ad Aversa, l’anno successivo a Bari, sempre in B1 e, successivamente, l’arrivo, nel 2015, in serie A2 a Caserta chiamato da Pasquale D’Aniello, dove resta due anni centrando anche i play off per l’A1 alla prima stagione. Quindi, l’avventura a Santa Teresa di Riva con l’Amando Volley prima di trasferirsi all’Aprilia in B1 con cui ha vinto il campionato e arriva terzo alla F4 di coppa Italia. Entra, nel 2017, nello staff tecnico della nazionale Pre-juniores di Marco Mencarelli vincendo con le giovani del biennio 2000-2001 il mondiale in Argentina. Con il biennio 2002-2003, argento Europeo a Sofia, nel 2018, e l’estate scorsa argento mondiale in Egitto.

Nell’ultima stagione agonistica tecnico federale nel progetto dell’‘Italia siete voi’, con Pieragnoli e Maghella e in procinto di partire sempre con la nazionale pre-juniores in vista degli Europei con il gruppo 2004-2005. Per la stagione 2020-2021, l’accordo con l’Akademia Sant’Anna: “Sono felicissimo di sposare questo progetto partito due anni fa con Fabrizio Costantino – sono le prime parole di Nino Gagliardi –. Lo ringrazio per la fiducia, da due stagioni prova a portarmi qui. Ci siamo conosciuti reciprocamente attraverso interminabili telefonate. Lo scorso anno la squadra ha fatto benissimo, il percorso è positivo e mi inserisco nell’idea di portare una pallavolo importante a Messina. L’Akademia Sant’Anna è una società che ha ambizione, il nostro obiettivo è durare nel tempo, non essere delle meteore. Le mie squadre hanno una cosa nel loro dna: la voglia di lottare”.

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