Per l’ISS non ci sono prove che il virus circoli nell’aria

L’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) potrebbe rivedere le sue raccomandazioni sull’uso delle mascherine alla luce dei risultati di un nuovo studio dell’MIT, secondo cui le goccioline emesse con un colpo di tosse o uno starnuto possono ‘viaggiare’ nell’aria per distanze ben più ampie di quanto si pensi: lo ha detto alla Bbc l’infettivologo David Heymann, presidente di un gruppo di consulenti dell’OMS, che valuterà se, per rallentare la diffusione del virus, è necessario che un maggior numero di persone indossino le mascherine. “Non ci sono al momento evidenze che il nuovo Coronavirus circoli nell’aria. Questa via era nota in determinati contesti, come quelli sanitari, ma al momento la letteratura scientifica indica che le principali vie diffusione del virus sono quelle per droplet e per contatto”. Lo ha detto il presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, Silvio Brusaferro.

Secondo l’Accademia Nazionale delle Scienze degli Stati Uniti, inoltre, il Coronavirus viaggia nell’aria anche con il semplice respiro. Il virus SarsCov2 è stato trovato in campioni d’aria raccolti a oltre 1,8 metri distanza tra due pazienti, scrive l’Accademia Usa in una lettera al capo delle politiche scientifiche della Casa Bianca, inserendosi in un dibattito che va avanti da tempo. “Credo che il lieto fine arriverà quando avremo un vaccino. La mia speranza è che arrivi nel primo trimestre dell’anno prossimo” e “per darlo a tutti si percorrerà la strada della licenza su brevetto, come avviene per tutti i farmaci risolutivi”. Lo afferma Ranieri Guerra, direttore generale aggiunto OMS e componente del Comitato tecnico scientifico sull’emergenza Coronavirus, in un’intervista pubblicata su Mattino e Messaggero.

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